Non dite a mia madre che tipo di mamma sono diventata

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Non dite a mia madre che tipo di mamma sono diventata.

Non dite a mia madre che con Niccolò facciamo colazione commentando le avventure di Masha e Orso.

Non dite a mia madre che preferisco stare un’ora al parco con mio figlio, invece di stirare la cesta di panni che settimana dopo settimana si riempie di cose, che spesso mettiamo addosso stirandole con le mani.

Non dite a mia madre che ho imparato a memoria decine e decine di canzoncine e filastrocche, che canto da quando è nato. E finalmente ora le canta insieme a me.

Non dite a mia madre che dopo cena mi siedo per terra insieme a mio figlio, e ogni sera ci inventiamo un gioco diverso.

Non dite a mia madre che prima di dormire ci laviamo i denti insieme, schizzando acqua dove capita. Ma che per me non è importante.

Non dite a mia madre che quando è il momento di dormire, ci mettiamo al buio, sul divano, vicini. Lui un po’ guarda il film e un poco alla volta si addormenta.

Non dite a mia madre che spesso la notte lascio che dorma con noi. Io la chiamo sopravvivenza: lui non si sveglia e noi riusciamo a dormire tutta la notte di fila.

Non dite a mia madre che non penso a mio figlio come un peso da scaricare alla prima occasione. O un estraneo che dovrà fare in fretta ad andarsene da casa mia.

Non dite a mia madre tutte queste cose, tanto non capirebbe.

7 pensieri su “Non dite a mia madre che tipo di mamma sono diventata

  1. La libertà che si prendono gli altri (parenti o meno) di commentare (intromettersi?) le scelte riguardanti i figli altrui è imbarazzante.

  2. La cosa difficile è ascoltare senza farsi prevaricare. Prendere il buono di un consiglio, ma lasciare andare il resto. Trovare la propria strada nonostante gli altri ci indichino la loro come unica scelta possibile. La cosa difficile è riuscire ad ascoltare il proprio cuore e la propria pancia. Cercando di non ferire nessuno.
    Insomma: costantemente in equilibrio.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi