Il magico potere del riordino: ottimo in fase di trasloco

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Una volta si chiamava decluttering, ora la pratica di liberarsi di oggetti inutili e di vivere la propria vita in formato leggero e pratico passa dalla lettura del libro Il magico potere del riordino di Marie Kondo.

Avvertenza: questo libro non va letto se siete soddisfatti della vostra casa, del vostro ordine, se ritenete che ogni singolo oggetto che possedete non è un ingombro ma ha un suo motivo di soggiorno e permanenza, se non siete accumulatori seriali, se riuscite ad affrontare i cambi di stagione negli armadi senza uscirne affrante o se, addirittura, siete riuscite ad eliminare la necessità di affrontare il cambio di stagione.

Se poi siete alle prese di un cambio appartamento, come me in questo periodo, il magico potere del… trasloco si sta materializzano nella possibilità di mettere ordine per davvero, e conservare solo quello a cui tengo davvero.
Ecco perché ho deciso di leggere il manuale sul riordino più popolare del ventunesimo secolo. Ed ecco cosa ci ho trovato di interessante.

Le prime cinquanta pagine sono ripetitive, ridondanti, zeppe di aneddoti tutti simili fra loro, che mi hanno fatto dubitare della sua utilità. Però sono andata oltre, e ho compreso che quel suo ordinare non significa solo ed esclusivamente mettere a posto. Ha un significato più profondo che coinvolge anche il saper comprare, il saper archiviare, il dover organizzare e soprattutto: saper rinunciare.

Ho iniziato a riempire scatole partendo dalla libreria. Come prima cosa ho seguito il consiglio di svuotarla completamente, appoggiando tutti i libri sul pavimento.
Nel fare questa operazione, li ho divisi per genere e poi per autori.
E sapete cosa ho scoperto? Di avere dei doppioni. Di avere dei libri brutti. Di avere dei libri inutili. E di poter buttare via uno scatolone di riviste.
Leggere la parte dedicata ai libri è stata illuminante. L’ho letta senza convinzione, convinta che non sarei mai riuscita a buttare via nessuno dei miei adorati libri.
E invece ho deciso che nella mia visione della libreria perfetta, quella di cui essere fiera e quella in cui ritrovare sempre quello che cerco non c’era posto per centinaia di riviste: Vanity Fair, i Venerdì di Repubblica [nemmeno se contengono l’articolo di qualche amico giornalista], Win Magazine, Linux Magazine e Apple Magazine.
Dizionari e vocabolari dell’età della scuola primaria, manuali di preparazione all’inglese, sono stati definitivamente smaltiti.
I manuali informatici [da La Grande Guida Linux Ubuntu, passando al corso pratico di Paint Shop Pro 9, fino alla guida pratica di Dreamweaver MX ho fatto sparire una ventina di manuali.], i CCNL nazionali ormai scaduti, ed una decina di romanzi rosa andranno in beneficenza alla Libreria del Gufo, nella speranza che in qualche mercatino trovino una nuova casa.

Alla prossima puntata, con un nuovo capitolo del libro e qualche decina di scatoloni in più.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi