Django – Unchained

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Tarantino si conferma un regista geniale. Esperto conoscitore della storia cinematografica, capace di mescolare i generi restituendo un prodotto assolutamente originale, con attenzione maniacale ai dettagli.

Quando sono curiosa di vedere un film, e so che lo andrò a vedere al cinema, in rete mi limito a cercarne la trama. Non leggo troppo per evitare spoiler e per evitare che la mia visione sia condizionata da critiche altrui.
Di Django però non si può far finta di non sapere che Tarantino si è ispirato a quel genere di film che vanno sotto il nome di “spaghetti western”, e che Django è il protagonista di un film di Sergio Corbucci, di cui per altro non ha ripreso la famosa scena iniziale di lui che compare in pieno deserto trascinando una bara. In realtà ha preso pochissimo di quel film. Questo fa senz’altro parte del modo personale di Tarantino di spiazzare tutti compiendo scelte mai banali, né scontate.

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Django – unchained ha più debiti con Nascita di una nazione, in cui si racconta l’America prima e dopo la guerra civile, e con Via col vento, che sono contenta di aver visto da poco. [Apro parentesi: Nascita di una nazione di D.W.Griffith l’ho visto quando frequentavo l’università, e ricordo che durò così tanto, con il suo bianco e nero e il suo essere muto, che quando si riaccese la luce il professore ringraziò i superstiti alla visione. Ma è stata la lezione di cinema che meglio ricordo. E Via col vento…bè, quello l’ho visto per la prima volta un paio di mesi fa, e sono stata contenta di averlo visto ora che sono grande e ho visto tanto cinema perché ho potuto apprezzarlo per davvero. E ormai lo consiglio a tutti, nonostante le quasi 4 ore. Ma ora chiudo parentesi.]
Django parla di schiavismo, di quando in America i bianchi possedevano le persone nere, e avevano su di loro diritto di vita e di morte. Django scatenato si libera dalle catene della schiavitù, seguendo poi il filo della vendetta, leitmotive delle storie raccontate da  Tarantino.

Tutto in Django è all’altezza: gli attori, che messi insieme nella stessa stanza si rubano la scena. Le inquadrature, i campi lunghi di un certo film western alla Ford e i primi piani alla sergio Leone, con la variazione delle inquadrature dal basso marchio “Quentin”.

C’è azione, c’è sangue, ci sono i dialoghi quelli lunghi e articolati a cui il regista ci ha abituato, quelli che a volte sembrano uscire fuori dal contesto, ma che vale la pena di ascoltare con attenzione, perché disegnano bene il carattere dei personaggi.
Sbaglia chi crede che Quentin Tarantino faccia film commerciali, o comunque di basso profilo. Spero che un giorno arrivi il messaggio che un film non ha bisogno di annoiare un paio di generazioni per essere considerato un capolavoro [credo che questa sia una semi-citazione, ma non ricordo di chi. Magari l’ho scritto io qualche secolo fa e non me ne ricordo].
Se mi è piaciuto? Molto. Se lo rivedrò? Non vedo l’ora. Lo consiglio? Certamente. Mettetevi comodi e non fate troppe domande, anche se la sceneggiatura ha qualche buco qui e là, e non tutto ha un senso, o peggio, qualcosa sembra insensato.
Volevo dirvi anche qualcosa sulla colonna sonora, ma sono sicura che qualcuno ne ha parlato da qualche parte molto meglio di quello che riesca a fare io. Ma sappiate che c’è una melodia cantata da Elisa. Che Ennio Morricone lo ha rifatto. Che c’è spazio anche per un paio di rapper: Rick Ross e 2Pac. E qui capirete cosa significa, letteralmente, che la colonna sonora “segue” le immagini.
Dite che i western non sono film che possono piacere ad una donna? Lo pensavo anche io. Poi ho seguito un seminario lungo un semestre che come tema aveva questo genere di film e ho capito in che chiave guardarli. E non ho più smesso.

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5 pensieri su “Django – Unchained

  1. Hope anche questa pellicola dura molto, in termini temporali, ma é tempo che vola via in un attimo. E quasi dispiace che sia già finito.

  2. Vero, anche io a fine film mi sono ritrovata seduta sul bordo della poltrona del cinema, con gli occhi spalancati, a pensare “Ancora! Ancora! Ancora!”

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi