Lettera aperta

Pubblicato il Pubblicato in Cose che accadono


Signor Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, le scrivo dalle pagine di questo blog e non le invio nessuna mail perché la possibilità che lei mi legga è pari allo zero in entrambe le modalità, anche se le recapitassi queste parole direttamente nella sua villa sganciando il messaggio sul balcone della sua camera dalla zampetta di un piccione viaggiatore.

In questi giorni i media, compresa la cosiddetta blogosfera, è interessata e concentrata sulla vittoria di Barack Obama e sulla svolta epocale che questa vittoria significa. (Anzi, visto che siamo in argomento, dica la verità: quella cosa dell’abbronzato era in realtà un tentativo di evitare un altro ictus a Bossi).

Invece io guardo e ascolto di questa vittoria e penso a me, all’Italia. Penso che non cambierà nulla per il nostro paese, in quella frase che lei ha pronunciato – gli darò consigli – ho sentito il pensiero – sarà anche il presidente dagli stati uniti ma io da lui non ho niente da imparare – .

Quello che le invidio, che invidio a tutte le destre, è la capacità di dare risposte semplici a problemi complessi. L’economia va male? C’è crisi, in-ter-na-zio-na-le, non è colpa nostra, possiamo farci poco. Se Barack riuscirà veramente a far decollare nuovamente l’economia americana, trascinandosi dietro come ha sempre fatto nel bene e nel male, allora sarete pronti a dire che è stato un periodo difficile ma grazie al vostro governo il peggio è passato. Veloci, nonostante l’età, a saltare sul carro del vincitore appena è a portata di mano.

Non sono mai stata affascinata dagli Stati uniti d’America, anche se stavolta devo dire che li guardo ammirata anche io. Ammirata perché loro credono ancora ai sogni, signor presidente, hanno ancora la speranza di poter cambiare il mondo con un gesto, un pensiero, un ideale. Hanno quella speranza che qui 62 anni di governo democratico hanno prima tramortito, tenuto segregata, rilasciata a pezzi, e poi seppellita, lasciandoci incapaci di guardare al domani con serenità.

7 pensieri su “Lettera aperta

  1. “La capacità di dare risposte semplici a cose complesse”.
    Quando ci si chiede come mai Berlusconi prenda tanti voti,il perchè la destra sia più in sintonia con il paese,in realtà la spiegazione sta,secondo me, proprio in questa tua affermazione.I commenti che sento in giro sulla vicenda “dell’abbronzato” sono spesso di questo tenore:”come la stanno facendo lunga,in fondo ha fatto una battuta,che avrà detto di male”.Nessuno si chiede perchè gli altri capi di stato non fanno mai battute del genere,quale sia la sensibilità del popolo americano sul tema razziale,cosa voglia dire nella storia di quel paese il fatto che un uomo di colore sia diventato presidente,le regole della diplomazia che non sono solo forma ma anche sostanza etc,etc”.Ormai ci siamo abituati a vivere la politica come una promanazione del “Bagaglino” dove le distinzioni e le analisi si fanno con l’accetta o nella migliore delle ipotesi con una battuta più o meno riuscita.La conoscenza delle complessità delle cose richiede troppo sforzo,troppa applicazione e anche un pò di passione.Cose che ormai gran parte degli italiani hanno perso.Come diceva non ricordo chi: “Il parere della maggioranza non può che essere espressione dell’incompetenza”.Ce lo meritiamo Berlusconi…….

  2. ce lo meritiamo … in pieno.
    ho avuto modo di parlare con qualche elettore di forza italia che lo scusa così come si fa con il nonno che ha sparato la barzelletta sconcia alla cena di natale.

  3. gi stati uniti d’america, politicamente parlando si sono formati passo passo, a cominciare dalla costituzione. Dopo aver scritto gli unici sette articoli, si sono accorti che mancavano i diritti dell’uomo e hanno aggiunto il bill of rights negli emendamenti. passo a passo hanno imparato tnt cose…

    L’italia non ha nemmeno mai superato il passo di partenza, non abbiamo mai rispecchiato la nostra costituzione. sarebbe bello pensare che la vittoria di obama, porti a cambiamenti anche per noi…ma la vedo dura. L’influenza americana qui la si vede sono nel risvolto economico-commerciale…l’italia, nn ha mai visto la Politica.

    PS: bella la battuta sull’ictus di Bossi! 🙂

  4. juliet, dalla storia di un paese si capiscono tante cose…sarà per questo che in italia abbiamo la memoria corta?

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi