Cose che accadono

A cosa serve la poesia?

tre_bimbi

Vi faccio un esempio.
Prendete una coppia che va abbastanza bene:
due o tre lustri di convivenza
casa figli interessi comuni.
I coniugi però, non essendo né sordi né orbi
né privi di altri sensi
naturalmente non immuni
dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti
dell’altro sesso
di cui alcune, per circostanze favorevoli,
sarebbero passibili di un incontro da letto.

Sorge allora un problema che propone tre soluzioni.

La prima è la tradizionale repressione
non concupire eccetera non appropriarti dell’altrui proprietà
per cui il coniuge viene equiparato a un comò
Luigi XVI o a un televisori a colori
o a un qualsiasi oggetto di un certo valore
che non sarebbe corretto rubare.

La seconda soluzione è l’adulterio
altrettanto tradizionale
che crea una quantità di complicazioni
la lealtà (glielo dico non glielo dico?)
lo squallore di motel occasionali
la necessità di costruire marchingegni di copertura
che non eliminano la paura
di fastidiose spiegazioni.

La terza soluzione è senza dubbio la più pratica
Si prendono i turbamenti e i sentimenti
le emozioni e le tentazioni
si mescolano bene si amalgama l’immagine
con un brodo di fantasia
e ci si fa su una poesia
che si mastica e si sublima
fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere
e infine si manda giù
si digerisce con un po’ di amaro
d’erbe naturali
e poi non ci si pensa più.

(Joyce Lussu)

il tradimento sembra essere l’argomento ufficiale della mia vita d’ufficio. venerdì la mia capa mi ha letteralmente trascinata fuori a prendere il caffè per vedere l’ultimo acquisto della bionda da cui tutto ti aspetteresti, tranne un cornetto.
Grazie alla mia amichetta che è continua fonte di ispirazione e confronto, grazie ad Anonimo85 che mi ha fatto conoscere questa poesia.

12 pensieri su “A cosa serve la poesia?

  1. detto fra noi: quello di prima mi si addiceva di più, ma non è stato salvato…non so se questo durerà molto

  2. Tradire deriva dal latino tradere,che significa passaggio.Ai tempi definiva un momento di rinnovamento,un’azione evolutiva.Il traditor,ad esempio,era una sorta di professore che trasmetteva,passava,le sue conoscenze ai discepoli.Da Giuda in poi questo termine ha assunto una accezione negativa,anche se il tradimento dell’apostolo è stato in qualche modo propedeutico al sorgere della religione cristiana tanto che esisteva una setta ebraica (gli zeloti) che celebravano il tradimento come un sacramento.Poi la Chiesa,nel corso dei secoli,come spesso accade,ne ha fatto una pratica riprovevole.

    Come mai so queste cose?Beh,per motivarsi l’autoassoluzione si fa questo ed altro 🙂

  3. a me piace questo template! Tapetenwechsel Zeit ! (tempo di mutamenti…)

    interessante anche la poesia…

  4. jaenada ne deduco che sei un “traditore” incalito? ( se vieni colto in flagrante più che delle scuse elargisci un seminario di storia delle religioni)

  5. fabio adesso porto su dal garage altri mobili per finire di arredare la barra laterale (mancano tutti i miei acquisti). ma adesso che ho anche una nuova favicon mi sento già meglio ^___^

  6. Incallito? Ma no,mia cara.Sono talmente poco aduso alla pratica che una volta sola è stata talmente tanta da mettermela a studiare. 🙂

  7. Quanta ragione ha la poesia, tradire è uno sbattimento incredibile. Che poi è anche l’unico inconveniente del tradimento. 🙂

  8. m.b. io la penso così: se tradisci una botta e via per ragioni ormonali e di chimica (insomma: se l’oggetto del tradimento fa sangue) è una scivolata che può anche essere capìta (compresa no, ma càpita). se il tradimento diventa una storia parallela e l’oggetto del tradimento diventa familiare come un paio di ciabatte comode non va bene. bisognerebbe interrogarsi su cosa manca nel primo rapporto. ed essere onesti prima di tutto con se stessi.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi