Non pensarci (2008)


Ci ho visto una scena di Figh Club, ci ho visto una battuta alla Troisi, ma soprattutto ho visto la provincia italiana. L’immobile provincia italiana, dove invece succede tutto.
Stefano (Mastrandea) da quel paesino di provincia è scappato tanto tempo fa per rifugiarsi a Roma dove insegue il sogno di fare musica. Ad un certo punto si rende conto che la sua vita è ad un punto morto e torna a casa, così facciamo la conoscenza della sua famiglia.
E scopriamo che la sua famiglia non è quel nido caldo a cui far ritorno per potersi riposare e ristorare. Perché la realtà è che la famiglia italiana non è la famiglia mulinobianco che da 30 anni a questa parte vogliono farci credere.
Mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, ma mi ha anche fatto riflettere.
Ho già raccontato della mia situazione, e questa storia mi ha lasciato un interrogativo: chi ha avuto più coraggio fra i due fratelli? Quello che è andato via affrontando l’ignoto per inseguire i suoi sogni o quello che è rimasto affrontando la routine della vita quotidiana occupandosi degli affari di famiglia?
Il film è carinissimo. Si ride, si sorride, ci si commuove. Soprattutto si guarda da un luogo privilegiato (la nostra poltrona) le nevrosi, i conformismi e le ipocrisie con cui ci confrontiamo e a volte ci confondiamo.

3 pensieri su “Non pensarci (2008)

  1. Il film deve essere molto carino, come tutti quelli di Valerio Mastrandrea (a mio modesto parere). Poi se dà spunti di riflessione il film acquista ancor di più importanza. Lo andrò a vedere e dirò la mia. Grazie per lo spunto.

  2. Lo andrò a vedere molto presto.
    Intanto ne ho approfittato per leggere i tuoi due vecchi post a cui fai riferimento e che (chiedo venia) non avevo letto.
    Mi ha fatto strano…
    trovare qualcun’altro con le stesse sensazioni. Io mi sento sradicato da sempre. Ed un posto che chiamo casa non ce l’ho.
    Ho imparato a convivere coi due lati della medaglia:
    contro: mancanza di senso di appartenenza, nessuno luogo vero dove tornare, un pò di instabilità emotiva.
    pro: amici in ogni dove, capacità di adattamento, non accontentarsi mai, voglia di ricominciare.

    Ormai è talmente parte di me questa cosa che faccio anche fatica a pensare ad un altra vita.

    Da zingaro della vita a zingara della vita… un abbraccio Bk

  3. beh io potrei raccontarti di un fratello che è partito per seguire i suoi sogni negli usa e telefona a casa tutte le domeniche, di una sorella che ha deciso di tagliare i ponti con la sua famiglia a due km di distanza, di un altro fratello che non ha abbandonato la sua routine ma la sua famiglia lo appaga…e dell’ultima sorella che è in fermento perchè non sa che strada prendere…tutti hanno già fatto tutto e lei se la prende con calma…

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi