Cose di cinema

La mia prima volta

“Vita, morte e … ” di Ascanio Celestini è uno di quei monologhi che senza sensazionalismo si lascia assaporare, lasciando un retrogusto amaro, che fa riflettere. La protagonista, Mariona e i suoi figli, sono vivi o sono morti? Non ha importanza. Ne seguiamo le avventure, un po’ come quelle di Pinocchio, in un’Italia sconvolta dalla guerra. E in questa sua ricerca si riesce a parlare del fascismo, dei campi di concentramento, di dio, della morte e dell’aldilà.
Fanno sorridere, anche ridere a volte, gli espedienti di Mariona per sopravvivere in un’Italia alleata con i tedeschi (ma non per fare la guerra), abbandonata dal suo re (ma che attualità!) e poi lasciata allo sbando in mano agli americani, dove non è rimasto nulla se non la speranza che tutto finisca al più presto. Speranza incarnata dalle mamme che vanno da Mariona per sapere quando i loro figli torneranno dalla guerra. Tutte ritroveranno i loro figli, ma non in questa vita. In una rappresentazione sospesa fra la vita e la morte i tempi sono quelli della rappresentazione popolare, con le loro credenze e i loro rituali.
E’ la prima volta che vedo uno spettacolo di Celestini, l’ho visto qualche volta a “Parla con me”, ma mai avevo seguito un suo spettacolo. Mi ricorda un po’ Paolini, quel teatro sperimentale ma non troppo, impegnato ma con leggerezza.
Spero la prossima volta di riuscire a vederlo a teatro, per sentire senza mediazione le emozioni che ha da raccontare.

4 pensieri su “La mia prima volta

  1. “non ci creda chi dice: “l’omo e la bestia so’ la stessa cosa”. Non ci creda! L’omo e la bestia c’è sempre una differenza. Noi quando andavamo sotto ai rifugi durante i bombardamenti, nella guerra, sa’, io non ero mica un regazzino. Il rifugio stava sotto alla casa del prete e noi dicevamo che la sotto ce stavano i topi.
    Quando c’andavamo che suonavano le sirene, sa’, al buio senza manco ‘na luce me pensavo: mo’ arrivano i topi e ci divorano a tutti!
    Una paura!
    Allora io mi mettevo un pacchetto de fiammiferi in tasca.
    E quando me veniva la paura ne potevo accendere uno. Vedevo che tutto stava a posto, che i topi non ci avevano ancora divorato e mi stavo tranquillo.
    Ma la paura più grossa era quando mi pensavo: i topi divorano a tutti e risparmiano solo a me!
    Sa’, una cosa è la paura di morire… e un’altra è la paura che muoiono tutti e solo tu sopravvivi e non lo so’ se è peggio essere uno che muore in mezzo a tanti altri o restare il superstite di una catastrofe.
    Il sopravvissuto di un’apocalisse”…

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi