Qual è la storia che ti dà più conforto?

Ho letto un mucchio di libri nella mia vita. Non quanti ne vorrei aver letti, ma vi assicuro che sono tanti. Pochi però si sono salvati dall’oblio del tempo. Ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino delle storie che mi sono rimaste dentro, che continuo a citare, che a volte declamo a memoria, e che non mi abbandonano mai. Da adolescente squattrinata ho incontrato queste storie in prestito, frequentando la biblioteca. Appena avuto un po’ di soldini, quelle storie le ho cercate in libreria e ora sono la cosa più cara che conservo. Mi è capitato di avere qualche pensiero per la testa e di cercare conforto ancora in quelle storie, ancora in quelle parole. E ora le condivido con voi.

Non è successo niente di Tiziano Sclavi

Ormai fuori catalogo, l’ho incontrato intorno ai 20 anni. Un romanzo costruito come tanti romanzi intrecciati. Dove sembra non succeda nulla, ma succede tutto: esattamente così come a volte ci appare la vita. Uno dei personaggi dice:

questa storia è un po’ come la vita: non vuol dire niente, ma è talmente stupida che lo dice lo stesso

E invece di cose questo libro ne racconta tante.

C’è la storia di Cohan e della donna con cui vive, Luci, entrambi candidati al Nobel per la nevrosi.
C’è la storia di Tom, sceneggiatore di fumetti horror, in crisi creativa e sprofondato negli abissi dell’alcolismo.
C’è la storia di Mauro e Vita, lui redattore della casa editrice dei fumetti di Tom, lei impiegata di banca. Lui musone e introverso, ma anche battutista implacabile, lei incasinata da ben tre “fidanzati”, più un cane e una gattina di nome Ugo.
Intorno una folla di personaggi: dalla signora Addolorata che dice cose tipo “pappamondo” e “partoriva così in fretta che non faceva in tempo ad arrivare alla lavatrice”; alla Lilli per cui è tutto “issimissimo”; a Renato che sparge il terrore con i suoi interminabili discorsi.
C’è spazio anche per un giallo. Ma non vi dirò altro della trama.

Quello che mi confortò quando me lo ritrovai fra le mani, e che ricerco e ritrovo, sono la consapevolezza che ognuno vive con i suoi demoni, le sue nevrosi e le sue instabilità emotive. E non sempre è un male.
Inoltre trovai fra le sue pagine un modo di amare che non passa per forza nelle sfumature del rosa, in mezzo ad una nuvola di cuoricini e di frasi melense.
Come questa:

Un morto anche
se lo colpisci al cuore
ti ama sempre
non muore

On Writing di Stephen King

Impossibile non conoscere il maestro dell’horror Stephen King. Ma non tutti sanno che ha scritto questo libro che è un saggio sulla scrittura. Me lo ritrovai fra le mani quando fu il momento di scrivere la mia tesi. Trovai molti consigli di scrittura e una chiave di lettura sul come scrivere che allora mi era del tutto sconosciuta. Consigli ancora attuali.

Questo è un libro breve perché la maggior parte dei libri sulla scrittura sono pieni di scemenze.
I romanzieri, sottoscritto compreso, non capiscono molto di quel che fanno, non sanno perché funziona quando va bene,
non sanno perché non funziona quando va male. Ho pensato che più corto fosse il libro, meno sarebbero state le scemenze.

La narrazione può essere divisa in tre parti.
Nella prima parte racconta di alcuni suoi ricordi. Sembra una parte apparentemente slegata dalla pretesa di scrivere un libro sulla scrittura. Ma nel raccontare di sè, ci insegna come scrivere del passato, sia del proprio sia di quello dei nostri personaggi.

Nella seconda parte, invece, ci parla direttamente di come si scrive:

Per scrivere al meglio delle proprie capacità, è opportuno costruire la propria cassetta degli attrezzi

e poi sviluppare i muscoli necessari a portarla con sé.

Nel primo vassoio della cassetta degli attrezzi ci mette la grammatica. E continua con tutta una serie di consigli ed esempi.

L’ultima parte è, invece, dedicata all’autocorrezione di un manoscritto, un vero e proprio laboratorio di scrittura in cui ci prende per mano.

L’onestà nel raccontare compensa moltissimi difetti stilistici mentre mentire è il peccato irreparabile in assoluto

Questo libro mi fu di conforto allora, quando da laureanda stavo scrivendo quella che ritenevo l’opera più importante della mia vita, e mi è ancora di conforto quando perdo la bussola e dubito delle mie capacità di scrittura.
Scrivo anche per lavoro, e non solo per diletto, quindi sono spesso assalita da dubbi e perplessità. On Writing è il mio libro sulla scrivania. Quello che tratto come un talismano e che sfoglio per darmi forza.

Ora continuo a leggere

Ho sempre letto molto e continuo a leggere. Nel tempo ho perfezionato la tattica di scelta dei libri. Ma per quanti libri legga, questi li sento parte di me.
Forse era l’entusiasmo dei ventanni. O forse sono riusciti a toccare le corde giuste.

E per voi: qual è la storia che dà più conforto?

Blogger e web writer. What else?
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27 commenti su “Qual è la storia che ti dà più conforto?

  1. Credo che ognuno di noi trovi in tipi di letture diverse il conforto di cui ha bisogno nello specifico qui indubbiamente mi hai dato uno spunto per i miei di gusti e di cosa cerco io!

  2. Anche io sono una lettrice accanita! Amo perdermi tra librerie e biblioteche e divorare i libri nel mio tempo libero. È sempre bello vedere qualcuno che condivide questa passione, soprattutto con i tempi che corrono.

  3. Leggere è una delle mie passioni anche se non ho molto tempo da dedicare alla lettura se non la sera quando però spesso sono stanca… Ho letto On Writing è mi è piaciuto, ora sono in cerca di nuove lettere e continuerò a seguirti in cerca di consigli. – Amalia

  4. Io da ragazzina leggevo tantissimo, poi si è come rotto qualcosa e per quasi dieci anni non ho più aperto un libro. Ora sto leggendo ma libri più leggeri, quelli dei vent’anni li ricordo e oggi non riuscirei a leggerli.

  5. Sono una grande fan di King, e trovo divertente (ma forse non lo è così tanto!) che sia l’unico scrittore che leggo sempre con la stessa passione da quando avevo 13 anni… e ora ne ho 40! Eppure non sapevo che avesse scritto un saggio sulla scrittura. Grazie di avermelo fatto scoprire, mi incuriosisce da matti!

  6. Conosco di Stephen King e lo adoro. Ma ammetto che non ero a conoscenza che avesse scritto questo libro. Credo proprio che dovrò recuperare. Grazie per il consiglio

  7. Sono molte le storie che nel corso del tempo mi hanno accompagnato e confortato nei momenti di difficoltà. Alcune sono “Va dove ti porta il cuore” e “Ad un cerbiatto somiglia il mio amore”.
    Devo ammettere che sono incuriosita da On Writing di Stephen King. Magari mi accompagnerà anche questo libro nel corso della vita.
    Maria Domenica

  8. Che riflessione importante. Mi hai fatto tornare a non è successo niente, che avevo completamente dimenticato. Lo vado a cercare (ho la stessa edizione in libreria). Nei miei ultimi momenti di impasse mi sono aggrappata a Pirsig dello Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. Avevo avuto un breakdown molto importante. Ma non mandi a monte un viaggio per questo, giusto? Io ho cambiato mezzo ed ho ripreso la mia strada

  9. Ogni libro, indipendentemente dal genere, se ti tocca le corde giuste, rimarrà sempre “tuo”. A me è successo con “Il diario di Susanne”, regalatomi dal mio primo fidanzato nel 2003, e ancora oggi, a volte, alcuni quotes mi vengono in mente, e continuano a farmi riflettere, proprio come allora.

  10. Assolutamente On Writing. Non lo conoscevo e ho capito che deve stare anche sulla mia scrivania, non solo sulla tua. Perché noi, anche se siamo “content creator, dobbiamo scrivere bene e in modo da non far addormentare nessuno sulle pagine. Cosa che a me succede abbastanza spesso. Consigli sulla scrittura, ai quali dobbiamo aggiungere kw e tutto ciò che piace a zio google, sono sempre una grande idea. Grazie per questo consiglio.

  11. Io, cavoli, non leggo molto. Me ne vergogno, soprattutto negli ultimi anni sono scandalosa. Al momento le mie pietre miliari personali sono ‘Il processo’ di Kafka, ‘Delitto e castigo’ di Dostoevskij e i più recenti Psiche e techne’ di Galimberti e ‘Chiamami col tuo nome’ di Aciman.

  12. Non ho letto nessuno di questi libri. Ne ho letti tantissimi altri e tra tutti quello che mi ha doto conforto è Benvenuti ad Altrove un romanzo insolito, ma molto spirituale

  13. Del primo confesso non avevo mai sentito parlare, per quanto riguarda il saggio di King invece si e lo acquisterò a breve, appena termino “tieni presente che” di Palahniuk che mi sta piacendo molto (sempre un saggio sulla scrittura). Lo hai letto?

    1. Martina i gialli mi fanno arrabbiare. Purtroppo leggo con molta calma e tendo a dimenticare dettagli e passaggi fondamentali per seguire la storia… e l’assassino.

  14. Sono d’accordo con te che ci siano storie che ci conquistano, che ripercorriamo con la memoria nel tempo e che ci lasciano il desiderio di rileggerle.

  15. Anche io ho letto tantissimi libri ma che mi sono rimasti impressi sono pochissimi uno fra tutti è Le avventure di Alice sembra una favola invece è molto di più soprattutto nella parte oltre lo specchio.

  16. Un libro che non conoscevo di King, devo recuperare assolutamente. L’horror l’ho conosciuto con King all’età di 13 anni e tutt’ora è il mio scrittore preferito della categoria horror, nell’ultimo periodo ho riscoperto il giallo e il dark fantasy. Non ti nego che mi stanno riappassionando tantissimo soprattutto di scrittori italiani.

  17. Ognuno di noi ha dei libri a cui è particolarmente legato, anche io ne ho tantissimi nella mia libreria. Io ho letto tantissimi libri, poi con internet purtroppo in generale si è portati a leggere di meno, ma io coltivo sempre questa bella passione.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi

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