Cosa significa raggiungere il sud a Natale

Cara mamma e caro papà, questo Natale non lo passeremo insieme. La motivazione è mondiale e globale: un virus nuovo ci sta decimando, senza risparmiare nessuno. La motivazione personale è più intima e profonda. Ma faccio un passo indietro.

Questa estate ci siamo visti. Ho preso il treno con la mascherina, l’odore del gel disinfettante sulle mani, e i posti a sedere lasciati liberi a scacchiera. Per il distanziamento. Ho portato con me il mio bambino. Tutti insieme, noi quattro, abbiamo fatto anche una bellissima gita a Napoli. Sempre con il treno. Sempre con la mascherina e le mani che odoravano di gel disinfettante, ma senza distanziamento. Ché nei treni della Circumvesuviana nessuno controlla e tutti vogliono spostarsi. Bellissima Napoli, la Cappella Sansevero, il Cristo velato e la Napoli sotterranea. Bellissime le foto di noi quattro al vicolo Fico Purgatorio a toccare il nasone di Pulcinella per buon augurio. Ma più di tutto sono i ricordi che abbiamo fabbricato insieme, le foto che vostro nipote un giorno guarderà pensando alla meraviglia di Napoli in compagnia dei suoi nonni.

E allora perché queste feste le passeremo lontani?

Il primo motivo riguarda proprio vostro nipote. In questo anno fatto di restrizioni, mascherine, distanziamento voglio regalargli un po’ di normalità. La normalità di un Natale passato a casa. Senza timore di incrociare per caso il virus lungo il nostro viaggio. Raggiungere il sud avrebbe significato fargli perdere almeno tre giorni di scuola. E voi sapete quanto siamo fortunati a non aver perso nemmeno un giorno di presenza e non aver attiva la famigerata DAD, la didattica a distanza. Per bambini di prima elementare la vicinanza di compagni e insegnanti sono le fondamenta di un rapporto con la scuola fatto di fiducia e sicurezza.

La seconda motivazione investe la vostra salute. Un tampone fatto oggi non è garanzia di buona salute. Il virus potrebbe essere già nei nostri organismi e presentare il conto dopo qualche giorno. O un paio di settimane. Non vorremmo essere proprio noi gli untori che vi costringono ad affrontare una malattia che alla vostra età potrebbe avere effetti devastanti.

Ma cosa significa non raggiungere il sud a Natale?

Non raggiungere il sud a Natale significa rimandare a tempo sospeso gli abbracci e la tradizione. Significa che il presepe che papà costruisce tutti gli anni, tutti gli anni diverso, quest’anno mio figlio non lo vedrà. Significa che il mondo colorato e luccicante dei carillon di cui mamma si circonda, quest’anno non vedranno la meraviglia degli occhi di Lolò. Significa che quando vi rivedrò voi avrete più rughe, le mani meno ferme. Il mio bambino sarà più alto, e sapete come crescono in fretta i bambini, quasi irriconoscibile.
Facile per chi ha i propri cari vicini commentare con frasi di disgusto le immagini dell’assalto agli ultimi treni, le file in autostrada. L’esodo considerato scellerato e sciagurato sono solo l’intenzione di tornare a casa e sentirsi di nuovo parte di una famiglia. Insomma, quello che tutto l’anno non possiamo permetterci perché lavoriamo. Perché stare distanti non è sempre una scelta.

In queste feste saremo lontani. Mi convinco dicendo che le passerò con la mia famiglia, quella che ho voluto, creato e che mi tengo stretta.
Ma vi prometto che appena sarà possibile, al sud ci torno.
Torno a casa.

Anche se non sarà Natale, sarà ugualmente una festa.

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