lievito madre

I 5 passi del panificatore anonimo

Passo numero 1: informarsi

In realtà non hai molto da sapere sul lievito madre. Ognuno di noi ha almeno un conoscente, se non addirittura un amico, che per anni ci ha decantato le lodi del lievito madre e del piacere di farsi il pane, o meglio la piazza, a casa.
Quindi, applicando la teoria dei sei gradi di separazione, negli anni o per esperienza diretta o per osmosi sappiamo tutto di cos’è il lievito madre; di come sia come un figlio, o senza voler esagerare, almeno come un animale domestico; che ci puoi prepare il pane e la pizza che hanno un sapore che lievito di birra stammi lontano; che una volta che lo hai battezzato chiamandolo per nome cascasse il mondo, lo curerai e lo coccolerai finchè morte non vi separi.

Passo numero 2: la messa in opera

Il mondo è cascato davvero e fra inviti a rimanere a casa e ad uscire solo per le attività necessarie, quello a farvi capitolare davvero è stata l’incrollabile abitudine di vostro padre ad andare a comprare il pane fresco tutte le mattine. E a farvi compiere il grande passo.
Una ripassata ai tutorial dei food blogger e dei pizzaioli gourmet, ed ecco spuntare il barattolo coperto da una pezza a far bella mostra di sé in cucina.
Il panificatore anonimo è convinto che l’amico-conoscente-o facente parte della cerchia finalmente lo stimi per essere entrato nel club di Quelli del lievito madre.

Passo numero 3: la presa di coscienza

Il panificatore anonimo a questo punto scopre che i suoi sforzi panificatori e soprattutto, il deterrente accarezzato di evitare di uscire tutti i giorni per comprare del pane fresco, non viene apprezzato dai panificatori della prima ora. Proprio quelli che ha conosciuto nella vita prima della quarantena, quelli che hanno sempre guardato schifati il suo sacchetto con la baguette o con le rosette appena comprate al forno.
Lo considerano il barbaro che devasta le loro terre
Lo guardano come un usurpatore di chissà quale segreto.
Il defloratore della vergine al tempio.
Lo irridono alle spalle, sparlando fra loro di come quelle bolle nel vasetto non siano proprio perfette e/o di come il suo pane non sia perfettamente lievitato.

Passo numero 4 : mostrare al mondo la propria creatura

Il panificatore anonimo lo sa, lo sente. Anche perché ha lanciato qualche domanda di consiglio sui social a cui nessun panificatore della prima ora ha risposto.
Pur essendo passato al messaggio diretto via messenger o whatsapp, non ha ricevuto consigli o pacche sulle spalla.
Il panificatore della prima ora, quello che ha angosciato per anni l’attuale panificatore anonimo, cercando di fargli capire il valore della panificazione, quello che decantava la bellezza ottocentesca, la fragranza aulente, il profumo primordiale dei suoi panificati come la quintessenza dell’Eden, ora rimane muto.
Chiuso nel suo nonnismo non elargisce nemmeno un misero consiglio.

Passo numero 5: il fottersene

Il panificatore anonimo continua a panificare e continua ad esserne soddisfatto.
Fotografa e instagramma le sue creazioni solo per il gusto di dimostrare a se stesso che in questa pandemia le persone stronze non possono far crollare il suo ottimismo e cancellare la consapevolezza appena scoperta: ovvero che le sue mani non sono solo capaci di battere il WPM del record del mondo, ma anche di creare qualcosa di vivo.
Consapevole che finita questa pandemia non solo non tedierà il mondo con le sue teorie sulla panificazione, ma anche che il suo lievito madre, a cui nel frattempo NON avrà dato un nome, come i panificator-nazi vorrebbero, morirà.

Morirà dimenticato in un angolino del frigo, mentre lui si godrà la ritrovata libertà e pubblicherà solo foto di viaggi e posti meravigliosi.

Ho un lavoro vero di cui non parlo mai, preferendo definirmi blogger e web writer
Articolo creato 988

32 commenti su “I 5 passi del panificatore anonimo

  1. Non è facile farlo, non è facile tenerne cura. Sarà per questo che i panificatori della prima ora si tengono stretti i loro segreti.

  2. No io non ce la posso proprio fare con il lievito madre.. a parte che servirebbe a ben poco visto che nella casa dove siamo ora non c’è il forno 🙂

  3. Essendo che non sono così abile, ho comprato il pane in cassetta che dura a lungo e resta morbido e basta. Quindi il mio lievito madre non é mai nato

  4. Mi è piaciuto tantissimo il tuo articolo ironico ma nello stesso tempo molto vero. Io figlia di un fornaio potrei partire avvantaggiata e invece sono proprio negata tanto da essermi dimenticata il lievito madre per mesi.

  5. Ma dati i tempi il panificatore anonimo rischia di non restare tanto anonimo dato che il pane e anche la pizza sono una grande star di questo tempo, anche per me che ho ignorato il lievito madre per un sacco di tempo.

    1. Anna ognuna di noi ha le sue passioni e le sue inclinazioni. In questo periodo di chiusura forzata ho solo assecondato una capacità che non sapevo nemmeno di possedere.

    1. Fra in effetti ho scoperto che non è una cosa facilissima. Però il lievito madre si può comprare e poi curarlo. Un po’ come comprare una pianta o adottare un animaletto.

  6. So cos’è il lievito madre, ma sinceramente non ho mai avuto voglia di averlo e di curarlo. E sopratutto non mi viene in mente di preparare pizze e focacce in casa. E se proprio mi viene voglia, vado dal panettiere all’angolo, (anche adesso) acquisto la pasta per pizza preparata da loro e la preparo. Semplice e senza fatica.

  7. Io panifico da sempre anche quando lavoravo 50 ore settimanali, non ho avuto bisogno della pandemia per farlo e continuerò a farlo perché il mio pane è più buono di quello del super e sicuramente è più sano…la mia non è moda ma consapevolezza che le cose fatte in casa abbiano valore.

  8. Non sono proprio una maga in cucina, quindi non ci ho neanche provato a farlo. Ho puntato tutto sul pane in cassetta che resite a lungo e non bisogna comprarlo tutti i giorni.

  9. Non ho mai ben capito cos’è il lievito madre, qui posso confessarlo! Però ho trovato una magnifica versione di lievito di birra con lievito madre in comode bustine che è perfetto anche per panettone e colomba!

  10. Una mia amica fa le pizze e il pane in casa col lievito madre, e devo dire che è veramente ottimo. Quando ci incontravamo a casa sua la pizza era soffice e saporita e nello stomaco non avevi affatto la sensazione di pesantezza delle pizze che prendi dalle pizzerie.

  11. Non ho mai avuto un lievito madre, sono l’unico? hahaha Dargli un nome è una cosa simpatica 🙂 – Paolo

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