In attesa del 2020 [e non credevo di arrivare fin qua]

Mi sono arresa all’idea che non sarò mai la reginetta del ballo.
Sarò sempre la compagna di banco, quella che passa sempre inosservata, ma che sa sempre ascoltare.

Marlene

Tranquili, non è un post di bilanci e di buoni propositi. Chi ne ha bisogno? Non io. Non più.

La parola che mi ha fatto compagnia in questo 2019 è stata Leggerezza. Mi ha portato risate e abbracci, momenti di ilarità e gesti di stima.
Avete presente quando vi dicono “sorridi ed il mondo ti sorriderà”?
Bè, non è sempre vero. Ma lo è abbastanza spesso da avermi portata a sorridere più del solito. Abbastanza da capire che spesso è meglio di nulla.

È andato tutto bene?

Certo che no. Ho imparato ad accettare i miei fallimenti? Men che meno.

Ho però promesso ad una persona che dal balcone, per l’ultimo dell’anno, avrei buttato quella cosa che si è accomodata ben bene fra la gola e la bocca dello stomaco. Ho provato ad ottenere una promozione. Ho miseramente e penosamente fallito. Ho studiato, ma non abbastanza. Non mi sono fatta bocciare nemmeno all’orale. Segata allo scritto, per direttissima. Ho materializzato cosa non riesco a digerire:

  • non sono stata la migliore
  • non sono stata capace di studiare
  • non sono stata all’altezza della situazione
  • ora tutti sanno quanto sono ignorante
  • non ho ottenuto la promozione
  • non so quando, e se, ci sarà una nuova opportunità. Ma io invecchio e sarà sempre peggio studiare.
  • ha vinto una che mi sta letteralmente sulle ovaie.

E questa in assoluto è la cosa che mi secca di più. Oltre ad essere un problema tutto mio. Forse lei nemmeno sa della mia esistenza. O meglio: non gliene frega nulla di me. Mentre a me questa cosa fa soffrire tantissimo.
Credevo di aver eliminato la parte competitiva e in cerca di gratificazione che mi ha portata ad eccellere in ambito scolastico.

Ho promesso che questo sarà l’ultimo giorno in cui ne parlerò.

Per il 2020?

Ho un progetto. Una storia lunga. Chiamarla romanzo è prematuro e arrogante. Per ora è un feuilleton che invio settimanalmente ad un’amica che si presta a leggerlo e a correggerlo. Forse sarà pronto per la fine dell’anno prossimo. Quando di quella promozione e di quel fallimento probabilmente non me ne importerà più.

La parola per il 2020?

Ancora non l’ho scelta. Però ci sto lavorando.

Ho un lavoro vero di cui non parlo mai, preferendo definirmi blogger e web writer
Articolo creato 984

4 commenti su “In attesa del 2020 [e non credevo di arrivare fin qua]

  1. Ti auguro un anno spettacolare Marlene. E tu sei molto di più di una persona che siede al banco vicino. Credimi e credici.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi

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