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The OA

The OA

È il destino di ogni serie tv. O la si ama, o la si odia. Al massimo gli si rimane indifferente. Ma questa non è una di quelle serie a cui si rimane indifferenti. Soprattutto perché ad una prima visione, risultata incomprensibile.

Attenzione: questo post NON contiene spoiler. Se non l’avete vista, probabilmente sarà anche un post molto poco chiaro.

Invece a me è piaciuto molto. Mi hanno affascinato le atmosfere claustrofobiche. Le prime quando la protagonista è segregata in un sotterraneo, in un secondo momento quando è tornata a casa. La società è stata descritta come una prigione. Un immenso grido di libertà pervade e attraversa tutta la durata della storia. E infine la protagonista riesce a trovarla.

Gli ultimi 15 minuti sono molto emozionanti. LO SAPEVO che lo avrebbero fatto. I 5 movimenti, il progetto che li aveva fatti incontrare, il legame che li teneva uniti, ha fatto infine chiudere il cerchio.
Lasciandomi desolatamente svuotata e con gli occhi umidi.

Credo che la prima serie descriva una società che schiaccia e appiattisce i giovani, facendogli credere che tutti devono essere uguali. Mentre è nella diversità che risiede la bellezza della vita. Alla fine cinque persone che vivevano in solitudine non solo attraverso la visione di AP hanno dato una svolta alla loro vita [alla fine si vedono tutti felici, fuoriusciti dal loro isolamento sociale]. Ma anche che, pur nelle loro differenze, uniti, hanno perseguito e raggiunto un obiettivo comune. Le puntate mi sono sembrate un unico e forte inno alla libertà. Il racconto di un riscatto sociale

La seconda serie è diversa. Approfondisce, forse per spiegare, cosa sono e a cosa servono i cinque movimenti. Accenna a viaggi spazio temporali, facendoci chiedere continuamente dove siamo finiti e se riusciremo a venirne a capo. Una cosa molto simile a quella raccontata nel film Donnie Darko. Ma ancora più complessa, perché oltre allo spazio-tempo viene modificato anche il vissuto della persona che effettua il salto.

Così se la prima serie mi aveva rapita, ipnotizzata ed emozionata, la seconda è avvincente come un thriller. Però: se adorate Donnie Darko, se avete visto con il fiato sospeso Dark, se amate gli enigmi, la seconda serie di The OA non dovete assolutamente perderla.

Curiosità: nella versione originale Prairie si chiama OA cioè Original Angel, da qui il titolo della serie. In Italia è stato tradotto in PA – Primo Angelo, rendendo incomprensibile di fatto il titolo della serie.

Photo by Paulo Rodrigues on Unsplash

15 pensieri su “The OA

  1. Finalmente qualcuno che ha adorato questa serie come me!
    Mio marito non l’ha capita, mia sorella quando ne parlo mi guarda come se fossi una pazza!
    Prima stagione spettacolare e pure un pò inquietante, ti tiene incollata allo schermo, la seconda l’ho divorata in un paio di giorni e amata come poche serie!
    Speriamo la rinnovino per una terza stagione!

  2. Ma come io amo le serie fantascientifiche e mi sono persa questa che sembra così affascinante….dove la posso recuperare?

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