Cose che accadono

La maledizione dell’eterna seconda

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eterna seconda

Ci sono ricascata. Ma credo che sarà l’ultima volta.
Ho scritto il post Medaglia d’argento sette anni fa. Una situazione simile mi ha fatto riflettere che a dispetto di quello che ci viene raccontato, devo smetterla di fare quello che è consigliato, ma solo quello che va bene per me.

Ancora non ho capito che dinamiche si instaurano quando mi trovo a lavorare in gruppo.
Sono consapevole di avere la caratteristica innata del segno della Vergine per cui quando prendo un impegno tendo a prenderlo molto sul serio. Mi piace programmare. Mi piace tenere le cose in ordine. Mi piace suggerire modi nuovi per fare cose vecchie, magari velocizzando qualche passaggio o migliorandolo.
Tutto questo associato al naturale protagonismo dell’ascendente Leone per cui quando sento di non essere apprezzata, mi lecco le ferite, preferendo ritirarmi.

Ho provato la vita di gruppo quando a 10 anni mi sono iscritta al gruppo Scout. A scuola stavo bene giusto con un paio di amiche. Mai avuto comitive grosse con cui uscire. All’Università ho sempre avuto una migliore amica alla volta. A volte nemmeno quella. Non ho avuto maggior fortuna nemmeno con le Geek Girl. E l’ultima esperienza di gruppo con le Socialgnock mi ha definitivamente insegnato che forse i gruppi non sono il mio habitat naturale.

Di norma avviso sempre che di persona non sono poi così simpatica. Quindi quando forzo la mia natura schiva e riservata per poi sentirmi respinta, ammetto di rimanerci doppiamente male.

Credo di aver imparato la lezione. La mia strada la continuo in solitaria.

Migliorarsi sempre, ma snaturarsi mai.

12 pensieri su “La maledizione dell’eterna seconda

  1. Come ti dicevo su Facebook, io sto scrivendo ora un post sulle “seconde volte” e, in un paragrafo, parlo proprio del fatto che arriva un momento in cui si capisce che si deve fare qualcosa da soli.

    1. Giovy è una cosa che mi manda ai matti. So di lavorare molto. Ascolto gli altri. Spesso me ne faccio carico e interprete. Ho concluso che non ci voglio più provare. Ci sto troppo male.

  2. Purtroppo viviamo in un mondo in cui la socialità è “ad ogni costo”. Ho passato gran parte della mia vita ad auto accusarmi di non essere “brava” a stare con le persone, a cercare di capire cosa non andava in me, e solo adesso che ho vissuto un po’ di esperienze lavorative e non, sia in solitaria che in gruppo, posso affermare con buona certezza che non c’è assolutamente nulla che non va in me. Vorrei poter tornare indietro e dirlo alla me di quindici anni fa.

    1. Amaranthinemess sono andata oltre. Non c’è nulla né di giusto né di sbagliato. Ci sono persone fatte in un modo e poi ci siamo noi. Diciamo che ora smetterò di rimanerci male.

  3. Che triste il tuo racconto. Io non credo assolutamente all’astrologia e all’influenza dei segni zodiacali sulle nostre vite o sui nostri atteggiamenti. Sono della vergine anch’io, ma sono più propensa verso rapporti di gruppi costruttivi.

  4. Non so cosa sia successo nelle situazioni precedenti ma come ti scrivevo su fb, mi rivedo molto nelle tue parole (e coincidenza sono stata anche io negli scout, dai 9 ai 12 anni). Ciò che penso è che non dovremmo mai sforzarci di essere diverse o vivere situazioni che ci snaturano, se lo facciamo è per paura di non essere accettate o per non essere giudicate male, che poi è lo stesso. Ma forse è il nostro stesso giudizio a farci male. Ognuno è libero e diverso, e dobbiamo accettarlo noi per prime.

    1. Nadia credo che passi tutto proprio dalla necessità di essere accettate. Almeno per me c’è questa forte spinta a voler essere parte di un gruppo, per poi scoprire che non sono come loro. Allora parte la solita diatriba: pur di farmi accettare faccio finta di essere diversa o faccio me stessa sapendo come andrà a finire? La risposta è in questo post.

  5. Innanzitutto Marlene apprezzo la tua intelligenza. Non tutti hanno la forza di dire: “Aspetta, perché devo snaturarmi? Perché devo cambiare per farmi accettare?”. Direi che ognuno di noi ha i suoi lati buoni e quelli cattivi. Io in genere sono l’anima della festa ma ho dei momenti in cui cerco, anelo e vivo la solitudine. Ognuno di noi è fatto a modo suo. Nè in bene nè in male! Buona giornata!

  6. Non dire che non sei simpatica è un modo di mettere le mani avanti, piuttosto sii te stessa e basta, se ti lasci andare darai la possibilità agli altri di apprezzarti per quello che sei, non siamo delle isole e nessuno di noi sta bene sempre da solo.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi

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