fuori orario

cose mai viste…

Dal punto di vista lavorativo è stata una settimana impegnativa, e ho snobbato allegramente il festival di Sanremo andando a letto in pratica subito dopo cena, senza nemmeno la compagnia di un libro. E poi è notoriamente risaputo che scambio i nomi dei cantanti, quando non li dimentico completamente, e ogni tentativo di critica o approfondimento su di un brano evidenzia ignoranza nella materia e mancanza di sensibilità musicale.
Ma stavo parlando di Sanremo.
Sono una di quelle che pensa che non sia necessario impegnarsi per 5 sere, fra gag e intrattenimento, per ascoltare canzoni che poi le radio proporranno [da contratto] per i prossimi giorni ad un ritmo martellante. O comunque, per ascoltare quello che posso reperire da altre fonti, e ascoltare in un’unica soluzione in al massimo un paio di ore.

Ma ieri sera per almeno 15 minuti è andata in scena la vera essenza della musica, quella musica che io forse non capisco, ma che scelgo solo se è capace di darmi un’emozione.
Salgono sul palco i Marlene Kuntz e Patti Smith e le Impressioni di settembre mi fanno rimpiangere per l’ennesima volta di non essere stata adolescente a cavallo fra i sessanta e i settanta.

Poi Patti canta la sua canzone, quella per cui la ricorderemo sempre, e io trattengo il fiato e nuoto in un mare in bianco e nero completamente … fuori orario. E ricordo l’insonnia delle notti troppo lunghe riempite con troppi film, le albe livide che mi sorprendevano quasi sempre per strada, i giorni troppo luminosi che mi facevano chiudere gli occhi e desiderare solo di sparire, le benzodiazepine che non sono mai riuscite a calmare quello che si agitava dentro e quella sensazione di precarietà e inutilità della mia esistenza…insomma: i miei personalissimi, bellissimi e sottovalutati bei vecchi tempi.

Ho un lavoro vero di cui non parlo mai, preferendo definirmi blogger e web writer
Articolo creato 995

4 commenti su “cose mai viste…

  1. io mi sono commosso (beccato per caso via zapping…) quando ho visto/sentito Patti con because the night… i brividi correvano lungo la schiena, anche sotto le coperte.. poco da dire: l’utopia giovanile.

  2. io invece quegli anni li ho vissuti e la PFM ha fatto sognare un sacco di giovani di allora !!!!!! Quell’ ellepi l’ ho comperato il primo giornio che e’ uscito da Mati che era in via Farini e che era un mio amico d’ infanzia !!!! Inutile dirti che la PFM l’ ho sentita in concerto piu’ volte …

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