sedotta e abbandonata

sedotta e abbandonata

Ho rivisto Sedotta e abbandonata di Pietro Germi, quel bellissimo film che racconta di un’italia che noi crediamo di aver superato e che invece ogni tanto ancora ritroviamo, scritta nero su bianco, nei fatti di cronaca quotidiana.

Il film è del 1964 e Pietro Germi, genovese di nascita e romano di adozione, racconta la Sicilia bigotta, che crede fermamente nell’onore, attenta alle apparenze, pronta a tutto perché la gente non parli.
Averlo rivisto da poco mi ha permesso di “scoprire” che la memorabile scena in cui il padre della ragazza costringe tutta la famiglia, appena usciti dal commissariato, a ridere per far credere alla gente che si era trattato di un malinteso, è la stessa trovata utilizzata da Ozpetek nel film Mine vaganti quando il padre, dimesso dall’ospedale dopo l’infarto che l’ha colpito alla notizia che il figlio su cui aveva riposto tutte le speranze è gay, costringe il secondogenito a ridere per far credere alla gente che non è successo nulla e che nulla ha incrinato il bel rapporto di famiglia.

Se da un lato sembra proprio che l’eredità della commedia all’italiana sia stata raccolta in maniera, a mio avviso, eccellente da un regista che interamente italiano non è, dall’altra mi viene da pensare: omaggio, citazione o … plagio?

Blogger e web writer. Non scrivo storie, scrivo di emozioni che tracciano un racconto. Nessun progetto dietro le quinte del blog. Scrivere non per diventare qualcuno, ma solo per essere una che le cose le scrive invece che dimenticarle.
Articolo creato 1002

2 commenti su “sedotta e abbandonata

  1. Tu devi tenere una rubrica tutta tua sul cinema !!!!! Sei molto preparata e fine dicitrice … ti voglio a collaborare con “Ciak” !!!! Adesso faccio l’ asino ma secondo me veramente vali !!!!!!! :-))

    1. @diabolik la mia tesi l’ho scritta sul cinema exploitation degli anni ’60. le storie raccontate nei film sono sempre stati un un luogo un cui perdermi, e spiegandoli, ritrovarmi.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi

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