l’ election day che non c’è

elezioni

Una ditta cliente mi ha telefonato e attraverso la vocetta inviperita della sua impiegata di fiducia  mi ha comunicato il suo disappunto nello scoprire che doveva stampare un documento di 164 pagine che avevo allegato ad una mail.

Ha aggiunto che già una volta abbiamo addebitato in fattura 10 euro di fotocopie e materiale di cancelleria, che poi le è stato stornato, di cui non aveva usufruito. E che nel suo contratto di servizio l’allegato in questione è sicuramente compreso e quindi non capiva perché doveva stamparselo da sola con i tutti i costi annessi e connessi.

Alla luce di questa piccola e illuminante esperienza direi che noi cittadini possiamo intasare le linee del Quirinale e chiedere ai nostri dipendenti di farci  risparmiare dei soldi inutili.

Siamo ancora in democrazia oppure ho perso qualche puntata?

Blogger e web writer. Non scrivo storie, scrivo di emozioni che tracciano un racconto. Nessun progetto dietro le quinte del blog. Scrivere non per diventare qualcuno, ma solo per essere una che le cose le scrive invece che dimenticarle.
Articolo creato 1003

5 commenti su “l’ election day che non c’è

  1. …mmm….democrazia….democrazia..?…è per caso quella provincia vicino al kurdistan?…uhm…
    niente…non mi viene in mente niente….ah! e l’ho! è quel frutto che nasceva di tanto in tanto in italia, amarostico e poco saporito, venduto caro al mercato e reso estinto dalla coltivazione coi pesticidi, giusto?

  2. la seconda che hai detto….
    fra un po però uscira’ un best of della democrazia. da collezionare come quegli ogetti d’antiquariato…

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi

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