pezzi di me
non mi chiamo Marlene. ma dal 2007 lo sono diventata. è solo un altro dei miei pseudonimi dietro cui mi nascondo da quando sono adolescente. non l’ho mai fatto per mentire, ma al contrario per provare ad essere veramente me. una specie di ‘facciamo finta che’, un gioco, il gioco di vivere che a volte diventa gravoso e pesante, ma che riesco in qualche modo a scaricare dirottandolo sulla punta delle dita e ingabbiandolo in segni convenzionali.
fra quello che avrei voluto essere e quello che sono diventata c’è una differenza talmente grossa che ancora non mi conosco e spesso nemmeno mi capisco.
mi emoziono guardando i film, riuscendo a piangere anche su scene che non meriterebbero [confesso: ultimamente sono riuscita a farmi venire i lucciconi sulla scena finale di 'Immaturi'...e non credo ci sia bisogno di aggiungere altro].
ascolto musica senza capirla.
leggo libri senza tenere molto conto del genere. ho letto abbastanza da sapere che un libro è un’ottima compagnia a prescindere, e spesso il genere è dettato semplicemente dall’esigenza del momento.
imperfettamente in equilibrio fra essere come mi pare e tenere conto del giudizio altrui, tendo spesso a nascondermi perché il giudizio altrui mi spaventa molto di più di quello che riuscirei ad ammettere, ma quando mi ritrovo sul palcoscenico sociale mi trasformo in una specie di giullare di corte.
e queste sono le cose che più o meno si trova nelle mie pagine. e poi ci sono le foto su Flickr e su Instagram.
non scrivo storie, scrivo di emozioni che tracciano un racconto.
nessun progetto dietro le quinte del blog. quando ho deciso di scrivere qui ho solo trasferito in rete quello che scrivevo su carta, sepolto in decine di quaderni e fogli sparsi.
avevo anche deciso di smettere, ma poi ho vinto un concorso letterario, con questo racconto, mi sono dedicata la prima foto pubblica, e ho deciso che scrivere non era poi così male.
più si scrive, più si impara a scrivere, e anche se qualche volta non lo faccio nel modo migliore, ho accettato la proposta di Virgilio.it di tenere un diario dedicato alla città di Modena. e la scrittura ha preso prepotentemente posto nella mia vita, diventando un impegno quotidiano.
scrivere non per diventare qualcuno, ma solo per essere una che le cose le scrive invece che ammucchiarle e dimenticarle quando diventerà grande. anche se per adesso crescere è un’attività non contemplata.
[modificato il 19/01/2012 e sempre pronto a nuovi aggiornamenti]


![il [dis]gelo](http://farm8.staticflickr.com/7068/6891862759_18f435bcf9_s.jpg)


