la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

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dubbi e domande

Author: Marlene
02 5th, 2010

l’ultima moda del popolo di internet (o almeno di quello in cui mi sono imbattuta) è formspring.com un posto dove ci si iscrive per rispondere alle domande che chiunque può lasciare, anche in modalità anonima. una cosa a metà fra il lettino dello psicoterapeuta e l’interrogatorio in una stazione di polizia.

non mi iscriverò. l’unica persona da cui mi farei fare delle domande e a cui risponderei raccontando tutto quello che volete sapere è Serena Dandini, amabilmente stravaccata sul  suo bellissimo divano rosso di “Parla con me”.



12 31st, 2009

in attesa del 2010

eccomi in attesa della fine dell’ultimo giorno dell’anno 2009. non mi piace tirare le somme, fare bilanci. la mia avversione ai numeri e alle scadenze sta peggiorando. non significa nulla mescolare fatti, avvenimento ed emozioni e sbatterli su di una bilancia.

piuttosto mi piace l’idea del post di fine anno come un appunto, un memo, un post-it che non si scolla mai a ricordo di una sensazione provata, di un attimo vissuto.

vediamo … l’anno scorso ero messa così e cosà. anche quest’anno sono discretamente malata, e per lo stesso identico motivo. ma sono serena. ho  fatto qualche viaggio, ho visto qualche posto nuovo, non ho perso il mio lavoro. nonostante non sia una “blogstar” ho più fiducia nelle mie capacità di scrittura grazie all’opportunità che mi ha regalato virgilio e il suo staff (a cui faccio tanti auguri).

e per il 2010? spero di riuscire a visitare qualche posto nuovo, spero che mi chiamino per quel lavoro a cui tengo molto, continuerò a scrivere nella speranza di riuscire di vedere pubblicato qualche mio racconto … sarò sempre io e mi troverete sempre qua.

nel frattempo: buon anno a tutti quelli che mi leggono sempre, a quelli che passano qui ogni tanto e anche a quelli che capiteranno qui per caso.



i miei pensieri felici

Author: Marlene
12 15th, 2009

pensieri felici

dove vanno a nascondersi i miei pensieri felici?

ci sono quei giorni in cui mi sento scioccamente felice, superficialmente serena, in cui mi vedo bellissima e sento di avere tutto il mondo in una mano.

ecco: in giorni come questi ultimi che mi stanno rotolando addosso come pietre infuocate sputate da un vulcano arrabbiato vorrei sapere dove vanno a nascondersi i miei pensieri felici, per andarli a prendere e farmi un giretto sulle loro ali dorate, per farmi consolare e smetterla di avere l’umore al nero di seppia.



segreti e bugie

Author: Marlene
12 14th, 2009

detesto quando si interessano alla mia vita cercando di cambiargli il verso.

persone silenziose

sono silenziosa? mi sarò rotta di parlare a gente che non mi ascolta.

sono seria? mi sarò rotta di essere scambiata per il giullare di corte.

sono preoccupata? il fatto di non avere figli e parentame vicino non mi esenta da ansie e preoccupazioni.

essere sempre stata di buonumore e positiva mi trasforma di colpo in una che a prescindere da quello che le è successo, non deve esagerare.

ma è inutile che insistono: quello che mi passa per la testa sono solo fatti miei.



hai un momento dio?

Author: Marlene
12 13th, 2009

simonaventuraci sono momenti come questo in cui vorrei credere in qualche dio. mi basterebbe un santo, senza dovermi rivolgere direttamente al principale. ci sono cose che solo un miracolo possono sistemare, e io che non credo in nessuna figura mistica non riesco ad addebitare la riuscita o la sconfitta a nessuno se non me stessa.

non credere in nulla comporta questo piccolo effetto collaterale: sono io l’artefice di ogni cosa. se una cosa andrà bene sarà solo merito mio o al massimo della fortuna, se va male l’amarezza della sconfitta sarà il sapore di molte settimane, fino a completa digestione, e se aspetto che si realizzi un desiderio…bè: devo solo aspettare. nessun ammortizzatore dell’ansia: niente ceri, nessuna formuletta magica ripetuta al buio prima di addormertarmi, nessun fiore in nessun posto sortirà effetti magici.

per adesso un pensiero fisso: avrei potuto studiare di più, essere più in alto in quella maledetta graduatoria. bastava un posto, un solo posticino e adesso avevo già detto addio ad adolf e a tutta la compagnia.