la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

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ho visto abbastanza città italiane per poter confessare che Verona non mi è piaciuta per niente.

contenta di averla visitata, che prima di criticare bisogna prima toccare, vedere, ascoltare, assaggiare. e non perchè manchi un bel centro storico. ammetto che l’arena ha un suo fascino: un vero anfiteatro romano sopravvissuto al tempo, alle guerre, ai piani regolatori, perfettamente funzionante. il ponte scaligero celebrato dagli storici come “l’opera più audace e mirabile del medioevo in Verona”, detto anche ponte di castelvecchio, su cui è ancora possibile passeggiare entrando nel magnifico castello medioevale, da cui il  nome del ponte. e l’abilità di creare un falso storico partendo dal romanzo di un illustre straniero, con tanto di negozi dedicati che attraggono migliaia di stranieri.

è solo che sono stata a spasso per il centro giusto un paio d’ore, giusto il tempo di finire di pranzare, fare una passeggiata, bere qualcosa di fresco, e tornare alla macchina, eppure sono riuscita ad assistere a due episodi che nemmeno nella ordinatissima e ligia Modena mi è mai capitato di vedere. al passaggio di un’auto di polizia a passo d’uomo sul ponte vecchio, un poliziotto ha intimato ad un ragazzo di tirare giù la maglia che aveva arrotolato sulla pancia, e dopo nemmeno mezz’ora la cameriera del bar in cui ci siamo accomodati ha chiesto alla nostra amica di sedersi meglio – perchè lei sarà anche comoda, ma noi dobbiamo lavorare -.

sorvolando sullo stato della periferia veronese, ho avuto l’impressione che l’ospitalità non è una delle caratteristiche di cui può vantarsi questa città. e l’arrivo della lega non deve aver migliorato le cose.



lei capirà

Author: Marlene
06 11th, 2010

adesso che si fa?

non piangere Maria…c’è gente che va via e noi,  e noi restiamo qua

con semplicità, fingendo che ci sia un po’ di dignità.

ci chiedono l’età, non dirgliela Maria

per loro è un lampo e via.

per noi, l’eternità

e poi come si fa io non so più la mia…e tu? e tu? ma va…

e desiderare giorni sempre assurdamente uguali

la mattina presto uscire insieme con gli occhiali scuri

e tutto il tempo che ci vuole per scoprirti piano piano

e consegnarti il mondo intero stretto in una mano



oggi ho navigato

Author: Marlene
05 9th, 2010

questa storia dei social network sta diventando patologica e anche un po’ ridicola.

è come dire: – oggi vado a fare un giro in barca- e poi fare solo un paio di giri del porto.



di polemiche e di flame

Author: Marlene
03 15th, 2010

essere senza blackberry in queste ultime due settimane mi ha fatto considerare la cosa dei social network sotto un nuovo punto di vista. palmare alla mano ero sempre connessa, e twittare un gesto naturale, come grattarsi se prude. partecipare alle discussioni su friendfeed un passatempo che rendeva più veloce il tragitto casa/lavoro o la pausa pranzo passata in solitudine.

ero passata dal pc al palmare come una normale evoluzione biologica, e i miei gesti erano automatici e frenetici.

senza sono tornata a ritmi più normali, per connettermi devo avere un pc, e questo significa che sono seduta in un posto tranquillo e non sono affetta da digitazione compulsiva tipica di chi possiede un palmare.

e che cosa ho notato? molti di quelli che creano un profilo su un social coso non lasciano informazioni su di loro, ed è impossibile farsene perchè non hanno nemmeno un blog.

io non so come voi scegliate le persone da seguire, a parte quelle che conosco di persona, solitamente mi piace guardare cosa c’è oltre al nick e all’avatar. che già di loro dicono molto su di una persona, ma mi piace sapere di più. e non parlo della frasetta di presentazione o della localizzazione geografica. parlo del loro mondo, di quello che gli gravita intorno.

un avatar senza blog è come un guscio vuoto. sono persone che non hanno un valore aggiunto. e finchè si trattava di anonimi commentatori di blog aveva anche un senso. ma adesso creano un personaggio che non ha anima, di cui non puoi farti un’idea, che spara commenti a raffica e propone argomenti come un sondaggio qualsiasi. spesso sono identità fittizie che nascono solo per trolleggiare nelle discussioni e creare delle discussioni da centinaia di commenti, difficili da leggere, poco idonei per chi come me non ha molto tempo a disposizione e viene in rete per evadere da una realtà fatta di stress e discussione. e invece trovo lo stesso schema: si discute fino a quando qualcuno non esagera e finisce che si bloccano a vicenda per non leggersi mai più, fino alla prossima discussione.

insomma, io quando vedo qualche cosetta qua e là che non mi piace, cambio pagina, non leggo. raramente accendo polemica, penso che siamo in tanti qui sul web, che ogn’uno può esprimere quello che gli pare e se non mi piace, cambio pagina, e basta. quando vedo quei flame lunghi centinaia di risposte penso solo alla fortuna di questa gente di avere tanto tempo da dedicare al mezzo. avendo poco tempo non posso nemmeno mettermi a fare delle polemiche. e poi a me principalmente piace scrivere, sono qui per scrivere, ho un blog per scrivere, e mi piacerebbe che invece di mettersi a fare polemiche su FF o FB quelle stesse persone leggessero di più i blog, commentassero di più i post e lasciassero le polemiche sterili a quelli della tv.
per un periodo ho avuto un assiduo commentatore che criticava ogni post in cui scrivevo qualcosa di “politico” avendo evidentemente idee diverse dalle sue. il mio rispondergli sempre in modalità coerente e cortese lo ha portato a gettare la spugna, un giorno mi ha scritto che non aveva più nessun senso commentare i miei post ed è sparito.
e non ne sento minimamente la mancanza.



dubbi e domande

Author: Marlene
02 5th, 2010

l’ultima moda del popolo di internet (o almeno di quello in cui mi sono imbattuta) è formspring.com un posto dove ci si iscrive per rispondere alle domande che chiunque può lasciare, anche in modalità anonima. una cosa a metà fra il lettino dello psicoterapeuta e l’interrogatorio in una stazione di polizia.

non mi iscriverò. l’unica persona da cui mi farei fare delle domande e a cui risponderei raccontando tutto quello che volete sapere è Serena Dandini, amabilmente stravaccata sul  suo bellissimo divano rosso di “Parla con me”.



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