la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

Archive for the 'le cose che leggo' Category

07 4th, 2010

More about La regina dei castelli di carta

il primo libro della saga mi è piaciuto talmente da decidere di leggere anche gli altri due. e vale la stessa regola per i libri quanto per i film: se il primo capitolo ha fatto il botto, quelli per arrivare al numero perfetto lasciali perdere. del secondo non ho scritto nulla anche perché in realtà l’ultima riga contiene un implicito …to be continued… e costringe a leggere l’ultimo.

il terzo capitolo stenta a decollare. sono arrivata alla metà che non ne potevo più di nomi difficili da leggere e luoghi che non ho mai sentito nominare in tutta la mia vita (e forse non sentirò mai più). si riprende sul finale (ovvero l’ultimo centinaio di pagine) o forse era solo il mio sollievo alla consapevolezza che stavo per ottenere le risposte che cercavo e in più stava finendo definitivamente. ho trovato un po’ esagerato il tutto: il complotto, le capacità del giornalista protagonista blomkvist, e molto inverosimile le capacità fisiche della protagonista lisbeth.
avrei dovuto fermarmi al primo libro. ne avrei conservato un ricordo migliore.



More about C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

il libro più sconclusionato che io abbia mai letto. pensieri sparsi, idee embrionali lasciate morire dopo un paio di pagine, poche frasi ad effetto (come quella che poi dà titolo all’intero libro) frullate in un romanzo (e chiamarlo tale è fargli un complimento) che mi ha lasciata con un vago senso di incompletezza quando sono arrivata all’ultima pagina. l’autore vuole fare il verso a bukowki, ma gli manca una cosa fondamentale per raccontare davvero l’universo dei derelitti che vivono ai margini della società: l’esperienza. è come se in ogni pagina si vantasse del suo essere fuori dagli schemi, sottolinea il suo non essere conformato e allineato, ci tiene a farci sapere che non gli interessa nemmeno fare parte di quella società, e che non sono gli altri che lo tengono alla larga, è lui che ha scelto di vivere così. bukowki invece ci raccontava il suo quotidiano, come se fosse tutto normale, senza sentirsi al di sopra di niente e di nessuno.

e alla fine il suo grande amore, quello che ha dovuto soffocare dentro di sè, è per una ragazza, anzi “una certa ragazza” di cui non riesce a liberarsi perchè lei gli ha dato la sua verginità. o almeno è questa è l’impressione che ne ho avuto…non fa altro che dire e ridire di come lei era perfetta perchè pura quando aveva fatto sesso con lui, di come gli dia fastidio pensarla con qualcun’altro, di come le altre donne non potranno mai essere come lei perchè hanno conosciuto troppi uomini e quindi hanno un modo diverso di approcciarsi all’altro sesso. non mi aspettavo certo un libro romantico, sicuramente però nemmeno di così bassa ispirazione. una delusione.



03 21st, 2010

More about Vedi di non morire

ormai tutte le volte che vedrò qualcuna con il piercing sulla lingua mi tornerà in mente questo libro, pag.118:

[...] chiamare un piercing alla lingua “chirurgia estetica” significa tirare un po’ la corda, perché non è una cosa cui vi sottoponete per avere un aspetto più gradevole. lo fate perché è tanta la vostra mancanza d’affetto da spingervi a infliggere su voi stesse un dolore inaudito, pur di fare sapere a tutto il mondo come succhiate bene un uccello. [...]

il resto è una storia delirante che mescola mafia e ospedali, che elabora un confine labile fra scienza e fantasia, che racconta retroscena di vita ospedaliera che si spera vivamente siano falsi e dettati da esigenze di narrazione.

da leggere se ci si vuole fare macabre risate.



01 12th, 2010

More about Il peso della farfalla

per essere una favoletta credo di averci messo troppo tempo a leggerlo. sicuramente perchè per la prima volta la storia raccontata non ha incontrato i miei gusti.  sarà che trovo la caccia un passatempo inutile e violento senza ragione, non sono riuscita ad appassionarmi al protagonista e alla sua storia, per quanto poetica e struggente.

lo stile è il solito, unico e inconfondibile, di  quell’Erri de Luca che ho conosciuto tanti anni fa, quando ho letto per la prima volta “In alto a sinistra”.

non mi rimane che aspettare il prossimo il libro, sperando in un racconto migliore.



salviamo il salvabile

Author: Marlene
12 6th, 2009

anche quest’anno, fra crisi e smentite, dicono che arrivi il natale. appuntamento che coincide anche con un periodo pre-natalizio in giro per centri commerciali alla ricerca di oggetti belli ma funzionali, che possano piacere ma che non costino troppo per poter rispettare il tradizionale scambio di regali la notte del 25 dicembre (ma non erano stati i re magi a portare i doni a gesù bambino?).

libri

comunque: il tempo che io e la piccola iena passiamo all’interno dei negozi alla ricerca del regalo perfetto ci nausea al punto che per tutto il resto dell’anno è difficile che frequentiamo questo ameni posti per puro intrattenimento (per la serie: cosa facciamo questo pomeriggio? andiamo un po’ al centro commerciale…no…decisamente non siamo noi).

per allietare le ore fra manichini, commesse e merce sbrilluccicosa in maniera snervante la piccola iena si improvvisa paladino della cultura da diffondere.

da novello censore passa in rassegna tutti gli scaffali di libri e in barba alle case editrici e agli ordini di scuderia decide chi merita visibilità: così finisce che il libro di bruno vespa venga nascosto dietro il più innocuo fabio volo, o che la storia dell’illuminazione di paolo brosio venga sepolta dall’ultimo romanzo di isabel allende. e non solo.

anche il reparto musicale merita la sua opera di restyling: nel cestone delle mega-offerte ha salvato i nirvana con il loro nevermind (l’album più bello che hanno pubblicato), l’ultimo dei coldplay, i successi di rino gaetano e sullo scaffale principale e illuminato e strombazzato sono magicamente “spariti” gigi d’alessio, marco carta, i lost e la amoruso.

si sa: a natale siamo tutti più buoni, e se non è una buona azione questa.



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