

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for the 'le cose che leggo' Category
Il peso della farfalla (Erri de Luca)
Author: Marlene01 12th, 2010
per essere una favoletta credo di averci messo troppo tempo a leggerlo. sicuramente perchè per la prima volta la storia raccontata non ha incontrato i miei gusti. sarà che trovo la caccia un passatempo inutile e violento senza ragione, non sono riuscita ad appassionarmi al protagonista e alla sua storia, per quanto poetica e struggente.
lo stile è il solito, unico e inconfondibile, di quell’Erri de Luca che ho conosciuto tanti anni fa, quando ho letto per la prima volta “In alto a sinistra”.
non mi rimane che aspettare il prossimo il libro, sperando in un racconto migliore.
read comments (0)salviamo il salvabile
Author: Marlene12 6th, 2009
anche quest’anno, fra crisi e smentite, dicono che arrivi il natale. appuntamento che coincide anche con un periodo pre-natalizio in giro per centri commerciali alla ricerca di oggetti belli ma funzionali, che possano piacere ma che non costino troppo per poter rispettare il tradizionale scambio di regali la notte del 25 dicembre (ma non erano stati i re magi a portare i doni a gesù bambino?).

comunque: il tempo che io e la piccola iena passiamo all’interno dei negozi alla ricerca del regalo perfetto ci nausea al punto che per tutto il resto dell’anno è difficile che frequentiamo questo ameni posti per puro intrattenimento (per la serie: cosa facciamo questo pomeriggio? andiamo un po’ al centro commerciale…no…decisamente non siamo noi).
per allietare le ore fra manichini, commesse e merce sbrilluccicosa in maniera snervante la piccola iena si improvvisa paladino della cultura da diffondere.
da novello censore passa in rassegna tutti gli scaffali di libri e in barba alle case editrici e agli ordini di scuderia decide chi merita visibilità: così finisce che il libro di bruno vespa venga nascosto dietro il più innocuo fabio volo, o che la storia dell’illuminazione di paolo brosio venga sepolta dall’ultimo romanzo di isabel allende. e non solo.
anche il reparto musicale merita la sua opera di restyling: nel cestone delle mega-offerte ha salvato i nirvana con il loro nevermind (l’album più bello che hanno pubblicato), l’ultimo dei coldplay, i successi di rino gaetano e sullo scaffale principale e illuminato e strombazzato sono magicamente “spariti” gigi d’alessio, marco carta, i lost e la amoruso.
si sa: a natale siamo tutti più buoni, e se non è una buona azione questa.
se ne sentiva davvero il bisogno?
Author: Marlene09 23rd, 2009
arrivo a festa finita e a luci spente. come sempre. ma non posso non commentare anche io la notizia del giorno: è nato un nuovo giornale. se ne sentiva davvero il bisogno? la maggior parte delle persone forma il proprio punto di vista attraverso la televisione. la carta stampata ha gli anni contati. meglio il giornale on line, gratuito e a disposizione anche mentre si lavora (basta mantenere uno sguardo concentrato).
e quindi?
io sono una di quelle che stamattina si è svegliata 20 minuti prima per essere sicura di riuscire a fare colazione, stirarmi il pantalone che volevo mettere ma che ieri non avevo voglia di stirare, vestirmi, truccarmi e passare la piastra ai capelli, che di mattina sembro un cocker spanish, passare per l’edicola ad accaparrarmi la prima copia del Il fatto quotidiano, senza perdere il treno. Anzi: lo volevo assolutamente per essere sicura di riuscire a leggerlo.
qualcuno ha scritto che le poche copie distribuite sono solo state il risultato di una riuscita tecnica di marketing: poche copie, molta richiesta, successo garantito. forse non sanno che qualcuno ci ha investito i risparmi di una vita. qualcun’altro ha parlato del giornale di Travaglio, dimenticando tutti gli altri Antonio Padellaro, Furio Clombo, Antonio Tabucchi, Corrado Stajano, Paolo Flores d’Arcais, Massimo Fini, Luca Telese, per copiare solo i nomi di quelli che compaiono in prima pagina.
qualcun’altro ha scritto che è troppo “antiberlusconiano”: forse non ha trovato la sua copia, perchè nelle 16 pagine del primo numero c’è posto per tutti, da destra e sinistra.
la mia di copia è tutta stropicciata, e alla domanda: se ne sentiva davvero il bisogno? rispondo di si. perché il pluralismo delle fonti di informazioni è alla base di una sana democrazia. perchè devo essere libera di scegliere se leggere La Padania o il Fatto Quotidiano. libera di scegliere. e non aggiungo altro.
anche se nel mio solito campione rappresentativo di Italia che osservo e studio per capire le dinamiche sociali più in voga, ovvero le 16 persone che popolano l’ufficio in cui lavoro, nessuno aveva sentito di questa novità. importante non perché ci sarà una svolta epocale, ma solo perché dobbiamo dimostrare che riusciamo a pensare ancora con la nostra testa. ancora. e non ditemi che sono di sinistra, perché essere obiettivi cercando più punti di vista significa solo essere curiosi. significa non accontentarsi di un solo punto di vista. significa salire sul quel maledetto tavolo e scoprire che le cose possono essere diverse se guardate da una angolazione diversa.
Erri de Luca da vicino vicino
Author: Marlene09 13th, 2009
ho parlato tante volte del fatto che Erri de Luca è uno dei miei scrittori preferiti che non potevo mancare all’appuntamento organizzato all’interno della manifestazione “In punta di penna” a Formigine.
quando io e la piccola iena siamo arrivati nella piazza dove Erri de Luca avrebbe tenuto il suo incontro, lo spazio transennato con all’interno le sedie per seguire l’evento erano semi-vuote. manca un quarto d’ora e la piccola iena propone un aperitivo. al ritorno dal bar scopriamo che le sedie sono tutte occupate, e le persone si aggirano per le file additando borse abbandonate e maglie orfane ripetendo la solita domanda -è occupato?-.
e mentre mi comporto da vera femminuccia, attaccando la lagna che solo noi riusciamo a fare, lamentandomi dei pochi posti, del fatto che se fossimo rimasti una sedia l’avremmo trovata, e adesso come facciamo, e £”%&?^°ç@#+* neanche mi accorgo che Erri è proprio dietro di me.
la piccola iena mi tira un braccio, mi volto pronto a fulminarlo con il mio sguardo adirato di chi ha perso una cosa importante e lui piegando leggermente la testa mi indica il motivo per cui sono lì, in carne e ossa.
stavolta non mi faccio fregare dalla timidezza e dopo aver sorriso (sicuramente da imbecille) allungo il libro che ho portato da casa e gli chiedo un autografo.
dopo l’essermi dovuta accontentare di sedermi a terra (ma in prima fila) ha avuto un altro sapore.
Erri ha parlato per più di un’ora incantando la platea. quel suo accento napoletano colto, quella sottile ironia che ha strappato anche qualche sorriso, ha tenuto la piazza in un silenzio irreale. ha una modalità di raccontare le storie che assomiglia alla sua scrittura: lenta, ipnotica, che affascina.
il passagio che mi ha colpita è quando ha detto che lui non riesce a vedere la folla, non riesce ad immaginare un pubblico, perchè per lui il rapporto fra scrittore e lettore è uno-ad-uno. ed è per questo che spesso rimaniamo attaccati ad un libro, o ci rimane dentro uno scrittore. perchè lo abbiamo incontrato in un momento in cui quelle parole hanno saputo portare via il peso della nostra fatica, rendendoci più leggeri. e allora ho capito che il mio incontro con questo scrittore non è stato casuale.
triste assistere a sedie vuote in prima fila riservate agli assessori, o comunque a persone “influenti”, desolatamente vuote. ma immagino che questo sia un modo tutto italiano di concepire la cultura.
uomini che odiano le donne (stieg larsson)
Author: Marlene06 29th, 2009
cosa succede quando si è in vacanza ma il tempo è così grigio che fa rimpiangere di non aver fatto crepare l’avarizia per volare in un posto sicuramente caldo e molto esotico? io ne ho approfittato per leggere. in questa disastrosa (dal punto di vista metereologico) settimana di ferie ho attaccato senza paura “uomini che odiano le donne”. metà della gente che conosco lo ha letto, l’altra metà ne ha sentito almeno parlare. lo ammetto: mi sono lasciata trascinare dal passaparola (che però funziona sempre, alla faccia di spudorate e costose tecniche di marketing) e nonostante le 676 pagine in 10 giorni l’ho letteralmente divorato.
è stata una lenta e faticosa salita, a pag.388 mi ha definitivamente conquistata. nonostante il pallido sole e la sabbia soffiata dal vento che faceva un scrubbing naturale alla pelle, ho continuato a leggerlo anche in spiaggia. a pag. 515 scopro già l’assassino e mi domando cosa cavolo ha ancora da raccontare per le prossime 161 pagine. e la curiosità aumenta e lo leggo anche di sera seduta in mezzo a nuvole di zampirone tanto per dissuadere le zanzare calabresi, fameliche e discretamente stronze.
Stieg Larsson è riuscita ad appassionarmi, a coinvolgermi e a convincermi a comprare anche il secondo capitolo della saga (nonostante sia un attimo morto). ovviamente non cimentatevi con la storia se i thriller vi danno un vago senso di disorientamento alla citazione del 25° protagonista, che entra a pieno diritto nella rosa degli indagati nonostante siate già a metà narrazione.
un altro fattore determinante nell’acquisto del libro in questione è stata la copertina morbida, tipica delle edizioni economiche, ma che questa volta avvolge una edizione “normale”. ecco: se posso suggerire una cosetta agli editori è di rilegare sempre i libri con copertine in cartone, che possono essere rivoltate senza rischiare di spaginare tutta la storia e che, secondo me, donano al libro letto quell’aria un po’ vissuta che tanto gli dona.









