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Vasco e Modena Park: vi racconto l’anteprima del concerto

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Niente zanzare a Modena Park ieri sera, all’anteprima del concerto più chiacchierato in città.

Tre ore e mezzo di musica, grandi successi, grandi classici. Vasco canta le sue prime canzoni, canzoni così vecchie che nemmeno ero nata quando lui le portava in giro nelle piazze.

Ascolto quelle canzoni, sistemate in ordine cronologico, e ad un tratto un’illuminazione.
Ricordo chi ero. Ricordo che quelle canzoni sono state la colonna sonora della mia vita. L’hanno scandita, l’hanno cantata. Per ogni cosa che succedeva nella mia vita, Vasco era lì a cantarla.

A metterla in musica, e in poesia.

Allora prendo consapevolezza di chi sono. Comprendo che sono diventata quello che le mie scelte e le mie decisioni hanno realizzato. Comprendo che se la vita è un brivido che vola via è tornando a vivere, in quel letto di ospedale, quella volta che della vita mi ero davvero stancata, che ho dato davvero una svolta al passato, e ho tracciato la strada per il futuro. Da quella volta, che considero il mio secondo compleanno, la strada è stata tutta in salita. Qualche volta ancora inciampo, ma Noi siamo quelli che vedete qui. Abbiamo frequentato delle pericolose abitudini e siamo vivi quasi per miracolo. Ma siamo liberi.

A Modena Park succede anche questo. Decido che non ho voglia di stare in mezzo a troppe persone, e allora scelgo un pezzo di prato quasi sotto al palco dove poter cantare, ballare, saltare.

Anche Modena, la città da cui mi sono fatta adottare più di sedici anni fa, adesso mi sembra più vicina, meno straniera, più amica. Ringrazio Modena ed il coraggio di accettare un evento che non è solo uno spettacolo, è un ponte fra tre [forse quattro] generazioni. Ieri sera nel pubblico tra i “soliti”, qualche nonno e molti bambini

La serata è fresca. Quasi fredda. In realtà è l’umidità che dalla terra si insinua nelle mie AllStar. Ma non sento freddo fino a quando non si spengono le luci del palco.

Mi incammino lungo Viale Italia. Mi aspettano due chilometri fino all’auto. Intorno un clima da invasione zombie: gruppi di persone sparuti, grate e cancelli, e ai cancelli macchine della polizia in tenuta antisommossa. Se invece delle divise blu, si fossero viste le divise dell’esercito, la sensazione di essere dentro un film sarebbe stata perfetta.

Perché sapete quando sono sulle nuvole, lo sai che a volte sí, mi sento un po’ instabile, però è un gran bel film.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi