Il valore dell’educazione

Pubblicato il Pubblicato in Cose da mamma

Sarà che le scuole private sono per la maggior parte gestite da istituti religiosi.
Sarà che in quinta elementare, proprio le suore, bocciarono la richiesta dei miei genitori di inserirmi nel loro esclusivissimo istituto di paese.
Sarà che sostengo un’idea di istruzione garantita e di buon livello per chiunque, a prescindere dal ceto sociale.
Rimango dell’idea che mio figlio frequenterà la scuola pubblica, così come ha già iniziato a fare, frequentando il nido comunale.

Questo a prescindere dalla retta da pagare.

In questi due anni ho registrato un malumore generale e generalizzato per la retta dell’asilo nido, considerata troppo alta. Troppo bassa, invece, l’incidenza della dichiarazione ISEE con cui poter richiedere qualche agevolazione nei pagamenti. In pratica basta lavorare in due [e secondo te perché lo mando al nido invece che tenerlo a casa?], avere una casa di proprietà [e non conta che forse il mutuo lo finirà di pagare mio figlio], e si paga la retta massima. Nel nostro caso quattrocentosettaseieuroalmese.

Di questo parlavo con alcune mamme conosciute l’anno scorso, i cui pargoli quest’anno frequentano la scuola materna. L’unica cosa che hanno comunicato con chiarezza è stata la sensazione di essersi liberati di una spesa mensile [inutile? superflua? non è dato sapere]. Alla materna, mi hanno detto, si paga solo la mensa. Certo, sono più di centoeuroalmese, ma se il bimbo non mangia, non si paga.
E ci mancherebbe. Ha commentato la mamma che ancora rimpiange tutti i soldi che ha versato all’asilo nido, nonostante avesse i nonni, perché i nonni erano in realtà i suoi suoceri, e non voleva che suo figlio passasse troppo con loro.

Ma quanto dovrebbe costare la sicurezza e il benessere dei nostri bambini?
Secondo me non ha prezzo. E se mio figlio torna a casa stanco e felice, integro e sazio, i soldi spesi per il suo benessere, non sono mai abbastanza.
Quello che pago all’asilo nido non lo vedo come un prezzo, ma come un valore.
Ci sono cose a cui non credo possiamo fare i conti in tasca.
Se l’educatrice starà attenta che non si faccia male, se lo sorveglia perché non si strozzi mentre mangia, se riesce ad addormentarlo nel pomeriggio per farlo riposare, e riesce anche a farlo sorridere e ad insegnarli un gioco, spero la paghino abbastanza da non dover riversare le sue frustrazioni sui nostri bambini.

Si può risparmiare su altre cose, ma non certo sulla loro serenità.

 

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi