L’estate dei miei 40 anni

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Questa del 2016 è stata l’estate dei miei 40 anni.

Un’estate lenta, stressante, che desidero finisca al più presto.
Ma lei non ne vuole sapere di finire e di lasciare il passo al più ordinato autunno.

Sono una persona metodica, organizzata e ansiosa. Adoro che le cose siano sempre come le desidero. E faccio di tutto perché le cose siano come le desidero. Per la maggior parte delle persone questo mio atteggiamento è insopportabile e inconcepibile. Pochi si fermano a considerare che è il mio modo di tenere a bada i demoni con cui condivido il viaggio. Per questo l’estate mi lascia confusa e stanca. Io mi adeguo a lei: niente sveglia, niente orari, vivo alla giornata, programmo poco. Cambio pelle e mi lascio trasportare. Ma lei non ne vuole sapere di darmi qualcosa in cambio.

L’estate dei miei 40 anni ha anche aggiunto un carico non da poco: un trasloco. Una vita da inventare. Una casa non finita ancora da sistemare. La mia routine in frantumi. Il mio armadio svuotato. Prima la gravidanza, poi il trasloco, hanno impresso alla mia vita un profondo cambiamento. E l’unica cosa che aspetto è che arrivi settembre per consolidare i cambiamenti e farli diventare una splendida routine in cui sentirmi a mio agio.

Perché dall’estate dei miei 40 anni ho anche imparato a volermi bene, a perdonarmi, a coccolarmi e a lasciar perdere il giudizio degli altri.
Un’estate con nessuna paranoia per la linea. Mi sono goduta piscina e spiaggia senza preoccuparmi della forma della mia pancia, ancora adatta ad ospitare un bambino.
Un’estate con nessuna paranoia per il trucco. Ho scoperto di poter ancora uscire senza, e senza minimamente sentirne la mancanza.
Un’estate con nessuna paranoia sugli altri. Sono cresciuta in una famiglia [e quando scrivo famiglia intendo tutti, ma proprio tutti, cugini, zii e trisavoli compresi] dove niente viene dimenticato e tutto viene rinfacciato alla prima occasione. Dove ogni minimo comportamento viene valutato, analizzato, giudicato, ne vengono tratte conclusioni per lo più errate, e il malcapitato condannato. Sono stata vittima di questo comportamento per la maggior parte della mia vita. Ma questa estate, all’ennesima dimostrazione di indifferenza, ho reagito con distacco.
Ho ricordato il motivo per cui me ne sono andata dal paesello, ho fatto pace con la mia insicurezza, e insieme siamo partite con la consapevolezza che anche da sola, sarò sempre capace di essere una persona serena.

Passa presto Agosto, ho tante cose in programma insieme a questo Settembre.

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