Mi pento di essere diventata mamma

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Mi pento di essere diventata mamma ogni mattina, quando alle 6.30 suona la sveglia, ti guardo dormire sereno e angelico, e so che dovrò convincerti ad alzarti. Non amo tirarti fuori dal letto mentre piagnucoli e fai i capricci. Preferisco trovare ogni mattina un buon motivo per farti aprire gli occhi e farti sorridere, per convincerti a scendere dal letto con i tuoi piedini, anche se è presto, e hai ancora tanto sonno. Ti guardo arrivare in cucina assonnato e penso che ti è capitata in sorte una mamma che lavora, e tu lavori con lei. Svegliandoti presto ogni santa mattina, da settembre, e andando in ferie un solo mese, proprio come lei. 11 lunghi mesi di sveglia alle 6.30 e di tabelle di marcia e orari da rispettare.

Mi pento di essere diventata mamma ogni mattina quando ti lascio all’asilo, nelle mani e alle cure di persone oggettivamente sconosciute. So che ti tratteranno bene, so che starai bene, ma so che in fondo sei solo il loro lavoro. E spesso non abbiamo tanta voglia di lavorare, noi mamme lavoratrici.

Mi pento di essere diventata mamma ogni volta che non ho tempo per portarti al parco. Alla fine ce l’abbiamo sotto casa, ma dopo aver lavorato tutto il giorno, il tempo rimasto deve essere diviso fra te e decine di altre cose. La chiamano vita, ma a volte assomiglia solo ad una corsa ad ostacoli.

Mi pento di essere diventata mamma ogni volta che mi ritrovo a contare tutto quello a cui sto rinunciando a causa tua. È un elenco che la mente propone in automatico ogni volta che sono troppo stanca per non accorgermi che invece, da quando ci sei, ho l’opportunità di fare altre cose, alcune davvero bellissime, solo grazie al fatto che ci sei tu.

Mi pento di essere diventata mamma ogni volta che devo fare la voce dura per farti eseguire dei compiti. Poi mi ricordo che le regole ti saranno utili, e che alla tua età troppa libertà non fa sempre rima con felicità.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi