Dimagrire mangiando

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C’è stato un tempo in cui andavo da una dietologa/endocrinologa per riuscire a dimagrire pur essendo affetta da Tiroidite di Hashimoto. Mi ha insegnato a dimagrire mangiando. Niente pillole magiche, nessun rito voodoo, ma una formula magica da poter replicare ogni volta che serve.
Perché una brava dietologa/nutrizionista non consegnerà nelle nostre mani inesperte uno schema preconfezionato, fatto di ricette e ruolini di marcia. Insegnerà piuttosto come mescolare gli alimenti, rispettare un certo apporto calorico e adattare la dieta ai nostri gusti. Dove per dieta non si intende fare la fame, ma si intende un regime alimentare sano e proporzionato alle nostre necessità.

Antefatto
Sono reduce da una gravidanza in cui sono ingrassata 17 chili. La maggior parte persi in maniera naturale dopo la messa al mondo del pargolo. Per tutto il periodo dell’allattamento non potevo pensare nemmeno lontanamente ad una dieta, rischiando di svenire anche solo salendo una rampa di scale. A distanza di sette mesi dalla fine dell’allattamento la situazione sta degenerando. Sto ingrassando lentamente e inesorabilmente.
Le motivazioni sono svariate: faccio l’impiegata e svolgo il mio lavoro seduta gran parte della giornata. Sono telelavorista: niente spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro, lavoro in solitudine e a casa con conseguenti attacchi di fame nervosa [che ho stroncato evitando di comprare spuntini tipo crackers/brioches/biscotti]. Non ho ancora trovato forza e coraggio e un buon equilibrio per scoprire se nella mia giornata di mamma-lavoratrice a tempo pieno ci sta una scappata in palestra.
I primi freddi autunnali non possono che peggiorare la situazione, complici abiti caldi, grossi e avvolgenti.
Ho quindi rispolverato tutte le istruzioni che mi aveva dato la dietologa e ho deciso di rientrare nei miei 52 chili.

Da dove inizio
Ho iniziato ritrovando la mia user e password per collegarmi al sito di Aboca.  Qui è possibile creare il proprio diario alimentare in maniera del tutto libera, oppure seguire la procedura guidata e farsi confezionare il menu adatto alle proprie esigenze. Ho scelto questa seconda strada, un regime calorico di 1200 chilocalorie e ho apportato le modifiche agli alimenti proposti in automatico dal sistema se non erano di mio gradimento.
La sostituzione degli alimenti al’interno del menu può essere eseguita all’interno del programma, ma spesso mi affido al sito calorie.it : semplice, veloce e intuitivo.
Avere sottomano il menu per l’intera settimana ha una serie di vantaggi:
1. posso andare a fare la spesa una volta a settimana comprando tutto il necessario.
2.Ottimizzo i tempi ed evito continue tentazioni, come comprare cose sbagliate solo perché in offerta.
3. non dovrò mettere insieme pranzi e cene all’ultimo minuto con il rischio di preparare cose troppo caloriche.
4. sono sicura di mangiare solo quello che mi serve. Quando decido di iniziare una dieta corro sempre il rischio di mangiare poco per poi abbuffarmi di schifezze durante il pomeriggio [o meglio: la sera, dopo cena], in preda ad attacchi di fame.
5. utilizzare il conteggio delle chilocalorie aiuta a dimagrire mangiando, variando l’alimentazione.

Ultimi consigli
Sul libro Perdere peso senza perdere la testa ho anche imparato che si mangia prima con gli occhi che con la bocca. Quindi:
1. mangiare posando la forchetta nel piatto ad ogni boccata: il cervello registra ogni movimento e gli sembrerà di riempire molto lo stomaco.
2. usare piatti piccoli per evitare di considerare la nostra porzione insufficiente
3. se ci invitano a pranzo o a cena fuori accettare, e calibrare gli altri pasti in base alle chilocalorie aggiuntive che mangeremo fuori casa.
A questi ne aggiungo qualcuno derivante dalla mia esperienza:
1. la frutta la sbuccio prima di mettermi a tavola, e la sistemo tagliata a pezzetti in una ciotola. La trovo più gustosa da mangiare e mi soddisfa come se mangiassi patatine.
2. non sono rigida nei confronti dello schema. A volte salto lo spuntino di metà mattina o la merenda perché non ho fame. Oppure mi concedo uno sfizio. Un giorno sforare di 100/200 chilocalorie non porterà alla rovina, ma solo un po’ di buonumore.
3. la consapevolezza è la chiave di tutto. Sapere dove si vuole arrivare, individuare il percorso, non lasciarsi distrarre. Ma soprattutto: volersi bene.

Come tutte le cose, sto pianificando tutto e…si inizia di lunedì!

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