3 consigli per sopravvivere alla prima riunione al nido

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Ci siamo. Questo settembre, più di qualsiasi altro settembre che abbia mai vissuto nella mia vita, sarà un vero e proprio capodanno, con celebrazioni, feste e cambiamenti importanti.
Ma non quei cambiamenti tipo la palestra da iniziare puntualmente a settembre [o a gennaio] di cui perdiamo sempre la strada dopo un paio di lezioni. E nemmeno la dieta che inizia sempre il lunedì di non si sa esattamente quale anno.
Abbiamo deciso che per questioni sia pratico-lavorative che di socializzazione, per bestiolina, 18 mesi pieni di vitalità, è tempo di frequentare il nido.
E nonostante le buone intenzioni, la rassicurazione di altre mamme, e decine di post letti e la consapevolezza che questa cosa dell’inizio del nido è solo un problema della mamma, sono agitata.
La lettera di convocazione alla riunione generale al nido è arrivata ai primi di luglio, e mai un appuntamento si è impresso così indelebilmente nella mia memoria.
Ho avuto così molto tempo per prepararmi, per non arrivare emotivamente impreparata all’evento. Ed ecco le tre cose che mi sono imposta di fare:

1. Mi sono imposta di tenere un profilo basso. Non ho alzato la manina per chiedere la qualsiasi. Non ho cercato di fare “la splendida” con battute argute, ciniche e ad effetto. Ho scelto un  abbigliamento casual: t-shirt nera, short sabbia e sandali.

2. Ad ogni regola generale che le educatrici elencavano non ho sottolineato le particolarità di mio figlio. La riunione era per tutti, successivamente ci sarà un incontro individuale per parlare delle caratteristiche dei nostri bambini, perché annoiare i presenti con i particolari della mia vita di mio figlio, considerato che non esiste un bambino uguale all’altro. Ovviamente qualche mamma l’ha fatto, attirando qualche sospiro di noia, allungando di fatto la riunione, per precisazioni che potevano essere dette in altra sede.

3. Ancora prima di entrare nell’aula mi sono imposta di non giudicare le educatrici della classe ancora prima di vederle all’opera. Soprattutto mi sono concessa la possibilità che su tre educatrici ci sarà quella con cui andrò più d’accordo e quella con cui non riuscirò a legare [sono fatta così, non riesco a farmi piacere tutti a prescindere]. Ma sono le tre persone che accudiranno mio figlio per molto tempo. Molto più tempo di me in una giornata. E solo per questo meritano tutta la mia fiducia.
Certo…se poi la tradiscono è un’altra storia.

Sulle mamme presenti invece qualche idea me la sono già fatta, e sono contenta di non aver incontrato mamme con tacco 12 e unghie ricostruite.

Prossima tappa: la riunione individuale, dove potrò raccontare per filo e per segno tutte le abitudini, pregi, difetti, vizi e virtù di bestiolina.

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