Riciclo roba da bimbi: scelta green e non solo

Pubblicato il Pubblicato in Cose da mamma

Quando è nato Niccolò abbiamo ricevuto in regalo il trio carrozzina-passeggino-ovetto e la culla/lettino dai nonni. Da mia sorella il box e, da madre di tre piccoli pesti, abbiamo riciclato una sdraietta. Da una coppia di amici abbiamo invece riciclato il loro seggiolone [di una nota marca, che comprato aveva un costo davvero spropositato].
Inoltre ho ricevuto talmente tanti abiti in regalò, sia per il periodo invernale, che per quello estivo, che l’anno scorso ho avuto solo il divertimento di comprare quello che mi piaceva, senza averne una reale necessità.
Ma quest’anno la spesa sarà tutto a carico nostro, e della roba dell’anno scorso, considerata la velocità a cui i bambini crescono, non ho salvato praticamente niente. E alcuni vestiti sono rimasti nell’armadio con ancora il cartellino attaccato.
Senza contare che…il cuscino per l’allattamento già a 6 mesi era diventato scomodo, la sdraietta a 7 mesi era uno strumento di tortura. Niccolò preferiva gattonare ed esplorare muovendosi sul suo tappeto gioco. Il box, compiuto un anno, nonostante non cammini, è diventato il deposito dei giochi e… un ricettacolo di polvere.
Cosa fare di tutte queste cose se, come nel mio caso, non si ha qualcuno a cui donarle?
Io ho provato La Birba, un negozio che valuta l’attrezzatura e gli indumenti usati per bambini da 0 a 12 anni, e ne sono rimasta entusiasta.

stockvault-recycle106319
Al motto di RIduci, RIusa, RIcicla mi sono buttata anche io in quella che sembra una vera e propria moda che vede noi mamme in prima fila.
Il ritiro degli abiti segue la stagionalità, quindi appena portato a termine il famigerato cambio di stagione, per adeguare il guardaroba ai primi caldi, tutti gli abiti estivi dell’anno scorso li ho portati immediatamente in negozio.
Il ritiro degli oggetti “continuativi” invece avviene durante tutto l’anno.
La fase di valutazione articoli avviene solo su appuntamento ed è un esame attento e scrupoloso, e state pronte a vedervi rifiutare molti articoli. Per evitare, portate solo cose che, da acquirente, sareste disposte ad acquistare sapendo che sono state usate.
La cosa che ho trovato più comoda in assoluto è il rilascio di una user e una password per poter controllare da casa se gli oggetti sono stati venduti o meno, con l’importo guadagnato in tempo reale.

Non solo ho evitato di riempire la cantina, il garage, il solaio e ogni superficie libera con cose che anche in previsione di un secondo bambino potrebbero nel frattempo non essere più utilizzabili, ma ho anche guadagnato qualcosa da re-investire immediatamente nell’acquisto di nuovi abiti e nuove attrezzature adatti alla sua crescita.

Tutto quello che per un motivo qualsiasi non è stato messo in vendita, come per esempio abiti non di marca o rovinati da qualche lavaggio troppo aggressivo, sono finiti nel cassonetto Caritas, dove spero possano comunque continuare ad essere utilizzati per scopi benefici.

Prossimamente toccherà a qualche giocattolo finire sugli scaffali della Birba.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi