Raccontare storie

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 C’è chi dice che il racconto sia una delle forme letterarie più difficili, e io mi sono sempre chiesta il perché di questa convinzione, visto che a me pare uno dei modi più spontanei e fondamentali dell’espressione umana. Dopotutto, uno comincia ad ascoltare e a raccontare storie sin da piccolo, senza trovarci nulla di particolarmente complicato. Ho il sospetto che tanti di voi raccontino storie da una vita, eppure eccovi qui seduti, tutti desiderosi di sapere come si fa.

Flannery O’Connor

Attraverso dei periodi in cui perdo fiducia nelle mia capacità di scrittura. Rimango a fissare il cursore che lampeggia sulla pagina bianca e pur avendo l’idea sulla punta delle dita, non riesco a scrivere niente. Quando mi accade preferisco non scrivere, e ricomincio a leggere.
Ma è una mossa sbagliata, non dovrei mai smettere di scrivere. Forse dovrei smettere di pubblicare, ma non di scrivere.
E invece quando sono giù di morale la prima cosa che mi accade è di mettere in discussione tutto quello che scrivo, come lo scrivo, lo critico ferocemente, mi dico che non sono una del mestiere, che non sono all’altezza, mi vergogno per un po’ di tutto quello che ho scritto in passato, e non scrivo.
Mi capita soprattutto quando inciampo in concorsi letterari, di quelli belli, e c’è questa storia che ho scritto, e vorrei partecipare ma… La storia l’ho fatta leggere ad un paio di persone, e i pareri sono stati molto discordanti. Sono passata da un “dovresti solo ampliare un po’ questa parte qui” ad un “l’idea è bella ma dovresti riscriverlo tutto cambiando soggettiva”.
Avrei bisogno di un terzo parere, ma non so proprio dove cercarlo, e in fondo ne ho vergogna, allora un po’ ho ricominciato a scriverlo, un po’ mi sono abbattuta, e un po’ ho perso la voglia di scrivere, con il conseguente abbandono per quindici lunghi giorni anche di questo blog e di un altro paio di articoli che stanno aspettando di vedere la luce.
La soluzione sarebbe dare un’ultima lettura alla storia, impacchettarla, spedirla e lasciare decidere alla giuria del concorso.

Tanto non saprò mai se leggendola si faranno grasse risate.

Cosa mi frena? La mancanza di fiducia in me stessa.
Cosa mi potrebbe succedere se non vinco? Niente…rimarrei la stessa di adesso con un po’ più di insicurezza sulle mie capacità di scrittura.
E se poi invece la storia piace???

Possibilità non messa in conto.

aggiornamento delle 16.35: ho inviato il racconto. Ha così smesso di girarmi per la testa, occupando tutta la mia attenzione. Premere il tasto “invia” mi ha alleggerita e mi ha permesso di correre dietro alla prossima ossessione.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi