I martedì al cinema

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Il vantaggio del telelavoro ha dei riflessi sulla quotidianità che adesso non deve essere più organizzata fra lavoro/casa/trasporti.
Potendo puntare la sveglia su un orario più umano, posso permettermi anche di andare al cinema una volta a settimana, usufruendo della tariffa scontata da proletaria, e ho scelto il martedì come giorno perfetto: posso guardare una prima visione con solo qualche giorno di ritardo, o godermi qualche pellicola d’essai.
Nelle ultime due settimane ho visto, nell’ordine, l’ultimo di Salvatores e l’ultimo di Sam Raimi.

Chiunque abbia letto il libro di Lilin Nicolai giudica Educazione Siberiana di poco impatto emotivo. Il libro ancora non l’ho letto e il film mi è piaciuto parecchio. Educazione siberiana è la storia di una vendetta, realizzata con un cast credibile e ambientata in una regione russa che poco sembra avere a che fare con il nostro italianissimo regista.
Sarà che a me Salvatores è sempre piaciuto, quel suo raccontare di fughe e di viaggi per ritrovare se stessi, di crisi vissute come momenti di rinascita, passando per un Ammanniti violento e fine a se stesso, fino al suo Happy family che tanto mi aveva deluso. Ma Salvatores è il regista che mi ha accompagnato nel passaggio dall’adolescenza al mondo dei grandi facendomi credere che a volte basta saltare in macchina, e anche senza una meta, allontanadosi da tutto qualche cosa si risolverà. Insomma: gli ho dato fiducia e non mi ha delusa. Questa volta no.

Grande delusione invece per il Grande e potente Oz. Lo so che è una favola, ma da Raimi mi aspettavo di più. Non un semplice e banale film per bambini. A tratti mi sono anche annoiata. E va bene che ha omaggiato il Cinema, quello capace di trasformare chiunque in grandi e potenti maghi attraverso l’illusione, ma Raimi non è Burton, e questo film non è assolutamente all’altezza.

Questo martedì ho dovuto saltare l’appuntamento al cinema, rimediando però con la visione di To Rome with love di Woody Allen, altro film sconsigliatissimo. Se con Midnight in Paris ci racconta di una Parigi romantica, bohemien e intellettualmente fervida, con la pellicola ambientata a Roma racconta di un’Italia chiassosa, immersa nei fasti del passato di cui però non riesce che ad esserne una pallida e sbiadita brutta copia. Un Allen sicuramente a corto di idee che penalizza la nostra Italia, esportando ancora una volta l’immagine di un paese che non esiste, raccontata solo per stereotipi e luoghi comuni.

Spero che il mio prossimo film valga la pena di essere visto. Sto già incontrando grosse difficoltà a scegliere il prossimo libro da leggere, ci manca solo che non trovi nemmeno più un film su cui entisiasmarmi.

8 pensieri su “I martedì al cinema

  1. D’accordo su tutti, tranne che su Oz.
    Per il prossimo martedi ti consiglio Il lato positivo.

  2. Forse su Oz avevo aspettative troppe alte, comunque l’ho trovato adatto ad un pubblico più infantile, non come alcune produzion fantastiche dove anche gli adulti possono sognare.
    Il lato positivo lo volevo troppo vedere: storia che mi somiglia molto, un bel cast e critica contenta…un buon mix. Adesso vado a vedere se al Victoria lo danno ancora.

  3. Grazie per le dritte. Ero un po’ dubbioso su Educazione Siberiana. Avevo paura di rimanere deluso da un regista che mi è sempre piaciuto molto, molto eclettico.
    Probabilmente sarei andato lo stesso a vederlo, ma ora ne sono certo.
    Ieri sera, invece, ho accuratamente evitato To Rome with love, temendo esattamente quello che riporti tu.

  4. No ma vogliamo parlare di To Rome with Love? Che delusione!
    Anche a me hanno parlato molto bene de Il lato positivo, che probabilmente andrò a vedere stasera. Ti saprò dire 🙂
    Educazione siberiana è un altro film che non voglio perdermi. Io di solito me li vedo con 3 mesetti di ritardo perchè vado in videoteca (ora che abbiamo la Bionda non possiamo andare al cinema tutti i fine settimana come qualche anno fa).
    Hey ma lo sai vero che al Victoria al martedì con 5 eurini si vedono i film in lingua inglese? Film recenti eh, mica roba del paleolitico. Magari t’interessa 😉

  5. Daniele per Salvatores ho un’amore e una passione senza limiti. Anche io non ero sicura di questo film, ma non per la storia in se, ma perché l’ultimo suo film mi aveva profondamente delusa. Invece ha dimostrato di sapersi rinnovare, di saper affrontare storie diverse, di riuscire a non rimanere uguale a se stesso.
    Su To Rome whit love penso di aver detto anche abbastanza 😀

  6. Francesca dicono che Allen sia in crisi di idee e di creatività…ma proprio a noi doveva rovinare con questo film? Tranne qualche battuta, tipo quella – Ma nostra figlia non poteva sposare un eurofighetto? – non ci ho visto molto che valga la pena di una seconda visione.
    Per vedere qualche film in lingua uso SKY, con cui ho la possibilità di mettere l’audio originale e se me la vedo grigia, anche i sottotitoli in italiano.
    Cosa mi hai ricordato… di quando per due anni di fila ho fatto la giurata ad un cinefestival [che allora era appena nato, ma adesso è conosciuto in tutta Europa] in cui i film provenienti da tutto il mondo avevano i sottotitoli in inglese…che fatica seguire le immagini, un parlato sconosciuto e leggere i dialoghi in un’altra lingua … ma che esperienza meravigliosa.

  7. Ma che bello! La giurata a un cinefestival!!! ^_^
    Eh non deve essere mica stato facile, pero’ di sicuro e’ stata un’esperienza indimenticabile!!!!

  8. Francesca c’è stato un tempo in cui ho creduto che avrei lavorato vivendo e scrivendo di cinema…e anche se non è successo ricordo quel periodo con affetto, non più con rimpianto.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi