Cose di cinema

happy town

lo hanno battezzato il nuovo twin peaks e per chi, come me, ha letteralmente adorato quella serie televisiva, era impossibile non vedere la mini-serie “happy town”, un po’ con la speranza di ritrovare per davvero le atmosfere deliranti di twin peaks, e un po’ per scoprire se per davvero qualcuno è riuscito a fare meglio di david lynch. partendo dal presupposto che “come twin peaks nessuno mai”, ho cominciato a cercare informazioni sulla mini-serie, e ho scoperto che mini lo è diventata dopo il crollo degli ascolti registrati alla terza puntata. nonostante tutto ho voluto vederla, e ammetto che non è esattamente tanto brutta come poteva sembrare, considerata la decisione della emittente ABC che la produce di chiuderla così in fretta.

la trama è semplice: cittadina di provincia americana, soprannominata “happy town” per la sua aria felice, che in realtà nasconde un terribile passato. sette anni prima qualcuno ha rapito sette persone, lo sceriffo non solo non è riuscito ad arrestare il colpevole, ma cerca anche di far dimenticare alla popolazione quello che è stato soprannominato “magic man”. l’arrivo in città di una sconosciuta, il ritorno di quello che sembra essere proprio “magic man”, e alcuni fatti misteriosi che accadono ad Haplin (vero nome della cittadina) mostrano il lato oscuro della città e mettono in allarme l’intera cittadinanza.

belle premesse per un prodotto realizzato in maniera scadente: brutta pellicola, brutta luce, brutte inquadrature. all’interno della trama si notano incongruenze e banalità. come il ritrovamento in una mano mozzata di un pesce vivo di cui lo sceriffo non viene messo a conoscenza. o come il sequestro lampo di due giovani del paese, di cui uno figlio dell’uomo più importante di Haplin, di cui nessuno si preoccupa o sembra accorgersene. peccato, perché la storia regge e riesce a mantenere alta la curiosità.

e poi quella sottile sensazione di trovarsi non a twin peaks, ma a castel rock quando fu aperto il negozio “cose preziose”.

stasera l’ultima puntata. che il bello delle mini-serie è proprio quello di ingarbugliare ben bene e risolversi velocemente. almeno se si rimane delusi si è sprecato poco tempo. non come in quella famosa serie che dopo 6 anni di congetture ci ha solo confermato l’ovvio: dopo un incidente aereo, non si salva nessuno.

3 pensieri su “happy town

  1. a mmia nun m’ha proprio convinto pè gnente!
    lo avevo sospettato dall’inizio che non mi sarebbe piaciuto, sarà che amai twin peaks all’epoca quindi, boh? i raffronti non piacciono molto…

  2. ho deciso di scrivere un nuovo post sulla puntata finale…e allora ti racconterò cosa ne penso io di tutta la faccenda. ciao prof!

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi