

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for giugno, 2010
L’estate di Verona non ha un fiore così bello [cit.]
Author: Marlene06 29th, 2010
ho visto abbastanza città italiane per poter confessare che Verona non mi è piaciuta per niente.
contenta di averla visitata, che prima di criticare bisogna prima toccare, vedere, ascoltare, assaggiare. e non perchè manchi un bel centro storico. ammetto che l’arena ha un suo fascino: un vero anfiteatro romano sopravvissuto al tempo, alle guerre, ai piani regolatori, perfettamente funzionante. il ponte scaligero celebrato dagli storici come “l’opera più audace e mirabile del medioevo in Verona”, detto anche ponte di castelvecchio, su cui è ancora possibile passeggiare entrando nel magnifico castello medioevale, da cui il nome del ponte. e l’abilità di creare un falso storico partendo dal romanzo di un illustre straniero, con tanto di negozi dedicati che attraggono migliaia di stranieri.
è solo che sono stata a spasso per il centro giusto un paio d’ore, giusto il tempo di finire di pranzare, fare una passeggiata, bere qualcosa di fresco, e tornare alla macchina, eppure sono riuscita ad assistere a due episodi che nemmeno nella ordinatissima e ligia Modena mi è mai capitato di vedere. al passaggio di un’auto di polizia a passo d’uomo sul ponte vecchio, un poliziotto ha intimato ad un ragazzo di tirare giù la maglia che aveva arrotolato sulla pancia, e dopo nemmeno mezz’ora la cameriera del bar in cui ci siamo accomodati ha chiesto alla nostra amica di sedersi meglio – perchè lei sarà anche comoda, ma noi dobbiamo lavorare -.
sorvolando sullo stato della periferia veronese, ho avuto l’impressione che l’ospitalità non è una delle caratteristiche di cui può vantarsi questa città. e l’arrivo della lega non deve aver migliorato le cose.
read comments (9)luglio, col bene che ti voglio
Author: Marlene06 26th, 2010
come ogni anno, fastidioso rituale, chiunque incontro mi chiede dove andrò in vacanza. fastidiosa come una zanzara che ti ronza accanto all’orecchio e urticante come il morso che ti piazza sulla caviglia perchè della risposta non frega niente a nessuno, quello che conta è poter raccontare dove andranno loro.
quest’anno il cambio di lavoro mi permetterà (forse) una settimana di ferie. e non posso certo non andare a trovare la mia famiglia e perdermi l’arrivo della nuova nipotina. e poi i lavori di ristrutturazione non sono stati certo una passeggiata, e noi le tasse le paghiamo. non riusciamo a farci stare tutto nello stesso anno. bisogna operare delle scelte.
allora mi ritrovo a rispondere che per quest’anno ancora non abbiamo deciso, e che forse non andiamo da nessuna parte. e scorgo sguardi carichi di compassione. eppure io non ci vedo nulla di straordinario nella vacanza d’agosto.
ci costringono ad affollare autostrade e spiagge tutti nello stesso periodo, ammassati, in fila, accaldati, incazzati e spremuti.
in agosto vanno in ferie a costi altissimi quelli che guadagnano meno nella scala economica. in agosto vanno in ferie quelli che spesso devono rinunciare.
e all’ennesima richiesta di piano ferie, preparata all’occorrenza, ho risposto che esistono pur sempre i last minute. e una mi ha velocemente smontata con un:- certo, se ti accontenti -
ammetto di essere una a cui non importa se la spiaggia è pettinata, e sono una che si imbarazza quando il bagnino mi fa trovare il lettino girato verso il sole quando torno dopo pranzo, ma da qui a sostenere che con un last minute ci si accontenta mi fa pensare che la tipa in questione non sia mai andata più giù di viserba.
mai voltarsi indietro
Author: Marlene06 22nd, 2010
è stato bello tornare nel mio ex-ufficio e constatare che dopo due anni passati in loro compagnia non ho meritato nemmeno un invito a prendere un caffè insieme. evidentemente il credere di aver lasciato un buon ricordo era una sensazione tutta personale. e la cosa mi dispiace per una serie di motivi. principalmente l’ufficio è il posto in cui in maniera assoluta ho passato più tempo. e considerato che non ne potevo fare a meno ho sempre cercato di far passare il tempo nel modo migliore possibile, cercando di andare d’accordo con tutte e cercando di comportarmi nel modo migliore possibile. forse non è bastato. forse perchè loro non sanno che tutte le volte che mi sono fermata a chiacchierare con loro non era per falsa cortesia. forse non hanno capito che tutte le volte che ho potuto aiutarle non era nella speranza di ottenere qualcosa in cambio, nè di di dimostrare di essere migliore. loro non sanno che tutte le volte che stavo in silenzio ad ascoltare non era per mancanza di argomenti ma solo la consapevolezza della necessità che avevano di essere ascoltate.
quel lasciarmi lì da sola mentre se ne andavano a prendere il caffè mi ha spiazzata. mi ha fatto sentire un’intrusa. che forse è quello che sono diventata nel momento in cui ho scelto di andare via.
si inizia di lunedì
Author: Marlene06 20th, 2010
pago una persona per farmi dire cosa non mangiare e un po’ me ne vergogno. sabato mattina mi sono alzata alle 7 per poter essere puntuale all’appuntamento con la mia aguzzina. e non mi interessa se mi dicono che non è ho bisogno. 2 chili in più per me sono la rovina. quando ne avevo il triplo in più lei mi ha aiutato. e adesso ci torno prima che sia troppo tardi. mi dice l’ovvio, niente gelato, niente salsicce, niente aperitivi a base di prosecco, mi bacchetta e mi sgrida. mi serve per evitare che i due chili si moltiplichino come per effetto di una pratica voodoo. e soprattutto che qualche vicino impiccione mi chieda se sono in attesa di un lieto evento.
e allora anche se fin da bambina non ho mai puntato sull’aspetto fisico e andare in palestra è una specie di tortura, mi metto a dieta a pagamento.
ma da lunedì.
stasera dico addio alle mie abitudini alimentari con gnocchi al sugo, roselline di carpaccio rucola e grana, e strudel di mele (come quello che mangiavo sempre a praga). come diceva rossella o’hara: domani è un altro giorno.
ad occhi chiusi sulla riva del fiume
Author: Marlene06 14th, 2010
succede che non abbia voglia di scrivere e poi ricomincio e sembra che non sia successo nulla, e non so spiegare perchè non ho scritto e dove sono stata.
non è mancanza di argomenti. la vita va avanti lo stesso anche se non le faccio lo sgambetto e la costringo a trasformarsi in piccoli segni scuri e ad imbrattare pagine di quaderno. è solo che a volte sale la marea che sa di inutilità.
penso che questo spazio non cambierà mai la mia vita, non la migliorerà, non mi permetterà di vivere senza dover timbrare un badge tutte le mattine.
nè riuscirà mai a colmare il vuoto che porto dentro e che spesso faccio finta di dimenticare.
adesso è finita. la marea si è ritirata. sono ancora qua. a raccontare storie a chi ha voglia di ascoltare.












