la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

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11 8th, 2009

cervello

sembrava una serata tranquilla. non vedo la mia amica da circa 4 mesi e finalmente ci incastriamo per una serata insieme. il programma prevedeva pizza e birra, invece siamo finite nel nuovo ristorante giapponese aperto a Sassuolo. mentre la mia amica risponde ad una telefonata di lavoro, scatto una foto alle bacchette che riportano il nome del locale e posto il tutto via flickr, cosa che faccio spesso, e per velocità la dicitura della foto è :”cena dal jappo”.

torno a casa a mezzanotte passata, accendo il pc per farmi venire sonno e passare un po’ di tempo in compagnia visto che sono sola.

come commento alla foto in friendfeed trovo questo:

1) Marlene io sono anche più non-politically correct di te ma ti assicuto che 3 anni di lavoro in USA (87-90) proprio nel momento dell’espansione del PC (PolCorrect) mi hanno insegnato che per frasi ben più innocenti (Jappo) si viene licenziati in tronco. Io eviterei, per controreazione mettiti ad insultare il PresdelConsdeiMin, che tanto non se ne accorge più nessuno!

ma chi sei? perchè ti paragoni a me? a parte non capire che affinità possa esserci fra una foto pubblicata in flickr e un eventuale licenziamento (da dove?), ma perchè dovrei insultare silvio? io non ho insultato nessuno, nella mia vita non insulto per educazione. e poi è tardi, mi scoccia documentarmi e poi voglio capire che tipo di persona possa essere chi mi scrive una cosa del genere. allora (senza nemmeno sperare di ottenere una risposta veloce) gli mando una mail privata in cui scrivo: “la cosa del “jappo” non l’ho capita, non la so e non ho trovato su google del perchè dell’accezione negativa. come recita il mio profilo sono un po’ tarda e ingenua: me lo puoi spiegare? (che sennò ci passo sopra la notte :D )” mi metto sempre in posizioni di “svantaggio” che sono sempre sicura di imparare qualcosa di nuovo.

la risposta arriva a stretto giro:

2)Sarebbe come dire “Muso giallo” o peggio. In Americano ha una accezione negativa, siamo sul livello di “Nigger”, a parte il fatto che loro tutti direbbero “Jap” ma mai in pubblico e mai in situazioni ufficiali. Pensa a quante forme derogatorie contro gli Ebrei ci sono e Jappo è simile ad una di quelle. E’ qualcosa che senti, difficile da spiegare. Spero di esserci riuscito. Te lo dico perchè in un contesto lavorativo, quando prendi una brutta abitudine, prima o dopo, nel momento sbagliato la tiri fuori. Dal tono di gelo capisci che hai pisciato fuori dal vaso ma che ci puoi fare? Meglio prevenire. Era detto per puro altruismo, non per cagacazzismo. OK avrei potuto fare anch’io così, un marcoscud to marlene. Ma calcola che sono un nubbio (sarà solo 10 giorni che mi diverto a saltabeccare qui). Non farti fregare dai quasi 100 iscritti. :-) )))) Buona notte. Non era grave, ma avere lavorato in un ambiente USA (California) ed in 3 anni essere riuscito a fare piangere la mia segretaria per un misunderstanding l’ho considerato un grande successo. I gap culturali realmente esistono.

realizzo di aver detto una parolaccia. stavolta cerco per davvero su google (cosa che non avevo fatto prima), nei siti in italiano continuo però a non trovare nulla. poi rileggo meglio la risposta, e a me quelli che si vantano di numero di iscritti, numero di accessi al blog e dei numeri in generale materializzano sempre l’immagine dei ragazzini delle medie che si misurano il pisello nello spogliatoio della palestra. ma è tardi, non mi piace fare polemica, e poi in definitiva (anche se parliamo dell’altra metà dell’emisfero) il tipo ha ragione. così rispondo nuovamente: “credo che riferita al ristorante con la foto di due bacchette nessuno possa pensare che sia una parolaccia. anzi: quando ho cercato su google digitando la parola l’ho trovata in tantissimi siti usata riferita a ristoranti e cibo, addirittura mi ha rimandata al sito di un ristorante giapponese di non so dove. hai fatto bene a dirlo adesso magari cambio la dicitura della foto e il commento di FF, ma a quanto pare in italia non se ne è accorto nessuno, e questa italiana che ti sta scrivendo casca per davvero dalle nuvole”

ero lì che mi autenticavo in flickr per modificare l’etichetta della foto e mi arriva un nuovo messaggio:

3) OK, probabilmente i ricordi sono legati solo agli USA. Ma calcola che noi abbiamo abolito “negro” ben 30/40 anni dopo gli USA. Tu dovresti vedere che cosa delle nostre TV per loro sarebbe non solo offensivo ma decisamente assurdo. Il famoso sun-tanned del Berlusca riferito a Obama ha offeso molto di più qualcuno di noi che lui. Guarda che sul Blog trovi di tutto e realmente jappo a me sta benissimo. Ho un’amica di Roma che lavora per i Giapponesi a Roma (e parla pure anche Giapponese) e mi disse che se usasse Jap con loro avrebbe finito di lavvorare. Don’t worry be Happy. Buona notte

le frasi si sconfessano a vicenda: io uso una parola “straniera” che dovrebbe offendere loro, ma poi la parola “sun tanned” offende più gli italiani che Obama? incomincio a perdere il filo del discorso, non faccio in tempo a replicare che mi arriva un nuovo messaggio:

3a)Per dimkostrarti che sono un genio (è vero, purtroppo lo penso) eccoti Wiki beccata al primo colpo: Chiavi di ricerca “Derogatory Jap”: Here we are “Jap is an English abbreviation of the word “Japanese.” Today it is regarded as an ethnic slur, though English-speaking countries differ in the degree they consider the term offensive. In the United States, Japanese Americans have come to find the term controversial or offensive, even when used as an abbreviation.[1] In the past, Jap was not considered primarily offensive; however, after the events of World War II, the term became derogatory.[2]

ma io ho scritto “jappo” non “jap”. e poi io non avevo trovato nulla semplicemente perchè non avevo cercato, perchè mi sono messa in questa situazione? e mentre sono lì che penso “ma chi me lo ha fatto fare” ne arriva un altro:

3b) Sticazzi, non avrei potuto dirlo meglio, ed effettivamente è proprio come ti dicevo io. In USA tra i Giapponesi-Amerikani è un OFFESA.

e c’è bisogno di andare oltreoceano?  gli americani e i giapponesi si offenderanno pure a colpi di “jap”, ma almeno hanno la scusa della diversa nazionalità, sapessi quanti italiani si offendono fra loro a colpa di “terrone”. e poi: vantati con i tuoi amici al bar invece di venire a fare il bullo nella mia casella di posta elettronica. che se mi conoscessi sapresti che sono una personcina a modo e pacifica. mi sento offesa. e rispondo, promettendo a me stessa che è l’ultima volta:

“visto che sei tanto compiaciuto di te stesso non dovrei replicare. ma tu continui a scrivere “jap” io ho scritto jappo che evidentemente è solo un modo di abbreviare la parola (j)giapponese. se poi aggiungiamo che in italiano leggiamo come scriviamo non vedo nemmeno nella pronuncia l’offesa di cui scrivi”

vado a dormire lasciando nella bacheca di friendfeed questo messaggio: “e pensare che un paio di ore fa ho acceso il pc per rilassarmi: mi hanno dato dell’ignorante e della razzista. credo sia ora di andare a nanna. notteatutti”

e stamattina il colpo di grazia:

4)Quello che mi meraviglia sempre e come la gente si infastidisca molto di più se tu ti autolodi piuttosto che tu li insulti! ;-) ))) Un mio vecchio capo che pensava che fossi molto in gamba, si incazzava come una biscia se io stesso dicevo su di me quello che lui pensava realmente. Vallo a capire. Mi sentivo contento perchè, come spesso mi succede, al primo tentativo trovo quello che voglio. Io ho cercato derogatory e jappo e Wiki mi ha dato la risposta USA. In altre lingue inglesi (non è un refuso) questa connotazione negativa non esiste. Nel mondo del diversamente-intelligente non ci sono regole che ti assicurino che tu sarai sempre dalla parte giusta. Ti ho parlato di una mia amica di internet (Vitarosa) che scrive su Splinder e che lavora per i Giapponesi e che anche lei starebbe bene attenta all’uso. Noi Italiani ce ne fottiamo della PolCorr . Usiamo Indifferentemente Romeno e Rumeno e uno dei 2 è sicuramente sbagliato. ma non ce ne cale nulla. Scusa se in qualche modo ti ho offeso, Un era nelle mie intenzioni, No good deeds will be unpunished. (Cercalo se già non lo conosci)

rileggo il tutto: scopro che questo soggetto oltre a considerarsi un genio è anche un mago, visto che riesce a leggere il pensiero. continua il suo monologo e mi assale il dubbio che non abbia letto il mio messaggio in cui avevo deciso di fare marcia indietro. lui conosce, lui sa, lui giudica, mi inserisce nel mondo dei “diversamente intelligente”, scrive “scusa se ti ho offeso” e poi continua a darmi dell’ignorante mettendo fra parentesi “cercalo se già non lo conosci”, che per me equivale a dire se lo sai bene, ma tanto lo so che non ne conosci il significato quindi informati e fatti una cultura.

il tutto è avvenuto a luci spente, niente flame in bella mostra, solo uno scambio di opinioni fra due privati cittadini.

adesso vorrei dire a tutti quelli che annunciano le dimissioni da friendfeed (come se qualcuno li obbligasse a tenere aperti degli account), accusando una non ben definta lobby di manipolare l’attenzione, di accendere discussioni banali solo in virtù di una non ben definita popolarità, che spesso si accendono discussioni anche senza volere. che spesso sarebbe meglio passare inosservati. e soprattutto che avere una vita reale soddisfacente permette di avere una vita virtuale migliore, più allegra e spensierata. infine se persone o argomenti proprio non li reggi, esiste il tasto “blocca”, e il world wilde web (e non è un refuso) ricomincia ad essere un posto migliore.



11 8th, 2009

che ho comprato un mac non è una novità. da quando mercoledì sera ho portato a casa questa meraviglia da cui sto scrivendo, i miei twitt hanno un solo argomento monotematico e il mio stato in chat è fisso sul “provo il nuovo mac”.

macbook-pro7

per decidere l’acquisto ci ho messo circa 9 mesi (un parto), ma ne è valsa la pena. mentre portavo fuori dal negozio la scatola bianca sono sicura di aver avuto stampato in faccia un sorriso un po’ ebete, ma chissenefrega.

appena spacchettato la sorpresa di trovare la batteria abbastanza carica per poterlo avviare e conoscerlo un po’.

all’avvio non l’ho registrato come mi ha consigliato di fare l’omino della mac, così se fra otto giorno non dovesse funzionare lo sostituiscono completamente, altrimenti tocca mandarlo in assistenza e ci si ritrova con un prodotto nuovo ma riparato.

sistemarlo è semplice e intuitivo, ed eccomi sulla scrivania a guardare la dock che per me è una vera novità (vista su altri pc ma mai utilizzata). come prima operazione mi connetto ad internet e decido che la dock deve sparire appena non mi serve (come un maggiordomo qualsiasi) in modo da avere la visuale a tutto schermo di safari.

come browser safari non è malaccio, ma un po’ l’abitudine, un po’ tutti i gadgets a cui sono abituata la prima cosa che faccio è scaricare firefox. e qui faccio la conoscenza del mac per davvero. installare un programma è veramente semplice: lo scarica, compare una finestra con l’icona del programma a sx e basta trascinarlo dentro l’icona della cartella che compare a dx. basta. fatto. e firefox funziona.

come client di posta elettronica mi tengo mail. appena lo apro mi chiede quale sia il mio indirizzo di posta elettronica. imposto user e pass e funziona.

per chattare con papà e sorella che hanno solo l’account .msn, che non è accettato da ichat, scarico adium, così riesco anche a tenere sottocchio tutti i miei account in un colpo solo. peccato che adium non permetta l’utilizzo della webcam, ma per quello ichat supporta gtalk e poi indottrinerò il parentame a come si attiva.

capisco che finder è il mio vecchio bottone “start”: guardo dentro e ci trovo tutte le mie cartelle e i miei dischi, anche quello esterno che ha riconosciuto senza problemi.

considerato che uso il pc principalmente per scrivere scarico la versione trial di iwork direttamente dal sito della apple e mi si apre un mondo di programmi che guarderò poi con calma.

nel giro di un paio d’ore sono orientata all’interno della mia nuova casa virtuale e incomincio a scrivere un post (che quelli di virgilio aspettano). e incominciano le prime difficoltà, prontamente risolte asfissiando di help tutti quelli che mi leggono su friendfeed.

tipo: il tasto “canc” sulla tastiera ma dove cavolo lo hanno messo? risposta: non c’è. per ottenere la stessa funzione basta premere contemporaneamente il tasto fn+del.

ma i dubbi non mancano.

ho modificato una foto con iphoto: e adesso come la salvo?

ma soprattutto: come si rinominano i file?

a parte qualche intoppo tecnico sono letteralmente innamorata del mio macbookpro, della sua tastiera dai tasti larghi, morbidi, silenziosi e che si illuminano. e poi diciamolo: è un bellissimo oggetto di design. abbandonato sul mobile fa proprio figo.