

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for ottobre, 2009
metti una sera con le geek girl
Author: Marlene10 31st, 2009
sono circa tre anni che in rete imperverso con un avatar a cartone animato nascosta dietro lo schermo del mio pc. poche immagini e non per una strategia studiata. semplice riservatezza. soprattutto quando si parla della mia immagine. perchè ho sempre quella idea per cui le persone che mi conoscono devono apprezzarmi per quello che sono e non per come appaio.
ieri sera ho deciso di stravolgere la mia natura introversa e buttarmi nella mischia della GGD di Bologna.
c’è voluta una mezz’ora e un bayles con ghiaccio per decidermi a varcare la porta dell’evento, e almeno altri tre bicchieri di vino per non scappare via prima. in realtà ci ho anche provato, ma su610 che mi ha accompagnata ha fatto in modo di trattenermi.
la maggior parte si conoscevano fra loro, si salutavano abbracciandosi e baciandosi. non mi sono sentita esclusa nel senso negativo del termine, l’aria intorno aveva un sapore di condivisione. io però non conoscevo nessuno e quindi ho stretto un po’ di mani e ascoltato un po’ di nomi. e oggi cerco in rete quei nomi cercando di associarli al loro nick. impresa difficile, anche io sul mio adesivo (diligentemente appiccicato sul vestito) avevo il mio nome vero. e mie foto in giro non ce n’è.
la serata è volata via, fra chiacchiere serie e semi-serie, presentazioni che adesso so si chiamano speech (e d’ora in poi li chiamerò sempre così), e cibo e vino e allegria.
senza saperlo la frase geek rischiesta per la registrazione all’evento è finita in una gara dove vinceva chi aveva più voti. la mia non è risultata la migliore, ma si è comunque meritata di portarsi a casa questo libro. grazie ragazze. bella serata.
read comments (3)cambi di stagione
Author: Marlene10 18th, 2009

a tutti capita in questo periodo. passano un paio di settimane che quello che non ti serve è nei cassetti, quello che vorresti mettere è ancora ordinatamente nelle scatole, e quando lo prendi la scatola non è più tanto ordinata, e nell’armadio comincia a mescolarsi roba estiva e invernale, e i cassetti esplodono.
capisci che è il momento di rimboccarsi le maniche, perdere un intero pomeriggio e compiere il rito di passaggio che si compie due volte l’anno al cambiare della temperatura esterna: il cambio di stagione.
oltre ai vestiti e alle scarpe, il rito prevede anche la sostituzione della borsa con cui vado tutti i giorni a lavoro.
prendo la borsa estiva, la svuoto di tutto il suo contenuto, senza scaravoltarla, ma tirando fuori un oggetto alla volta. una volta svuotata completamente noto sul fondo un po’ di polvere (polvere?), delle molliche (molliche?) e dei ricciolini bianchi. agito la borsa per capire cosa sono. fanno un po’ rumore. ma non possono essere caramelle, io non ne mangio. e nemmeno riccioli di patata, troppo piccoli.
poi li guardo meglio, sono bianchi e hanno una puntina nera ad una estremità…e ricordo che mercoledì adolf mi ha regalato un sacchetto di castagne che ho tenuto tutto il giorno nella borsa.
e pensare che ho ravanato fra le mie cose con quei cadaverini per almeno 4 giorni.
Fashionvictim
Author: Marlene10 17th, 2009
per il suo compleanno la collega fashionvictim ha ricevuto in regalo da suo marito la tanto sospirata camicia burberry. quando ce lo ha annunciato tutta contenta la prima cosa che mi è passata per la mente è stato un documentario visto su sky non molto tempo fa dal titolo fakes.
il documentario indagava sul mondo dei falsi, e ovviamente la falsificazione dei capi di abbigliamento è l’attività che va per la maggiore.
ma sul marchio burberry il narratore aveva insistito parecchio, principalmente perchè è(ra) un marchio tutto inglese, e la loro azienda con la notorietà internazionale, era la fonte di sussistenza di un intero paese. ora oltre ad essere un marchio molto contraffato, è una di quelle che ha deciso di chiudere in europa e trasferirsi altrove. e dove se non in cina? bassi prezzi di produzione e guadagni stratosferici. peccato che questo trasferimento ha fatto tracollare l’intera economia del paese che ospitava la fabbrica, regalando nuovi disoccupati al regno unito. insieme alla lettera di licenziamento la burberry ha regalato ai suoi ex-dipendenti un buono da spendere nei suoi negozi monomarca. e indovinate? alla vista dell’importo del buono anche il commesso era in grande difficoltà, perchè con quella cifra non ci si poteva comprare nulla, e l’ex-dipendendente è uscito dal negozio con un accessorio veramente scandaloso, tipo un cerchietto o un fazzolettino (adesso non ricordo).
ecco, pensavo tutto questo e se era il caso di rovinare il momento magico quando la mia collega si pone il problema che la camicia è bianca e quindi potrebbe ingiallire sotto le ascelle a causa della sudorazione. così abbandono i miei propositi bellicosi, e le consiglio di comprare quei cosi che si mettono a cavallo del giromanica per assorbire il sudore, consiglio di solidarietà verso i 165 euro spesi per comprare la camicia. risposta: – ma tu non hai idea di quanto costano quei cosi. io una volta ci ho messo i salvaslip. costano meno e fanno la stessa funzione.

la legge è uguale per tutti
Author: Marlene10 7th, 2009
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
come ricavarci da un casino biblico
Author: Marlene10 7th, 2009

oggi è successo un casino al lavoro. uno di quei casini che succedono solo se lavori. quelli dove nessuno ha torto, nessuno ha ragione. ci sei tu, il cliente e un marone grosso come il monte bianco generato da incomprensioni, un po’ di superficilità e anche da una buona dose di sfortuna.
e mentre LA cliente (siciliana e anche un po’ arrogante) e scrivo siciliana solo per fare capire in che modo poteva urlare, in modo che possiate visulizzarla in tutta la sua potenza, gergo compreso. insomma: mentre LA cliente urla, la capa urla più forte di lei e mi difende.
difende il mio lavoro, difende il mio operato. roba che mi fa sentire scioccamente contenta. ma non per chi sa quale merito professionale, anche perchè alla fine c’ho torto anche io in questa storia. ma solo perchè mi stava parando il culetto. per il bene di tutto l’ufficio certo, ma il culo in questione in quel momento era il mio.
è solo che nemmeno mia mamma mi ha mai difesa così di fronte al mondo. mai. se avevo ragione non diceva nulla. ma se avevo torto era la prima a sottolineare l’errore, con la penna rossa, e poi metteva il voto: zero.
o come mio padre a cui un paio di giorni fa ho cancellato un commento sul blog di virgilio perchè mi criticava la sintassi di una frase. secondo lui non era corretta. e non è che mi ha chiamata al telefono, o mi ha scritto una mail. no: ha lasciato un commento, in modo che tutti potessero constatare quanto fosse ignorante questa sua figlia sciaguarata.
che però oggi è stata difesa da una perfetta sconosciuta. una persona a cui adesso è un poco grata. ma solo un po’, che poi alla fine è solo la mia capa (e in più vota berlusconi).








