

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for agosto, 2009
Festa. Fondata sul lavoro
Author: Marlene08 31st, 2009
Sono rimasta un’ora in piedi, con delle scarpe scomodissime, all’umido che saliva dalle assi di legno del parterre curiosa di ascoltare cosa aveva da dire Dario Franceschini.
Molte delle cose dette sono corrette, superficiali ma forse non ha ritenuto opportuno dedicare un paio di ore all’auditorio dell’Arena sul Lago della Festa del PD di Modena. Spettatori che alla prima occhiata sembravano tutti abbondantemente formata da persone over 50. Giovani ventenni inesistenti, dei trentenni ansiosi di veder finalmente cambiare le cose, o forse solo di vedere dove vuole andare a parare questo Partito Democratico.
Franceschini non mi ha fatto la stessa impressione di vuota retorica come me la diede D’Alema un paio di anni fa, mi è sembrato un uomo più concreto, in fondo anche lui è un emiliano, e ha imbroccato un paio di pensieri felici che hanno veramente infiammato la platea di un applauso spontaneo, sentito.
A mio avviso infelice la risposta sul come intende gestire le alleanze con soggetti politici di estrazione diversa dalla sinistra laica: Franceschini sostiene che in fondo sia laici che cattolici si pongono le stesse domande su eutanasia, immigrazione, aborto. Peccato che però normalmente si diano delle risposte diverse.
Per par condicio adesso vorrei riuscire ad ascoltare sia Bersani che Marini, anche se su quest’ultimo parto un po’ prevenuta.
Diciamo che per ora continuo a godermi l’opportunità di poter uscire tutte le sere e sapere che alla Festa del PD trovo sempre qualcosa di interessante da fare. Anche solo poter mangiare una crepe alla nutella.
read comments (8)Marlene e il mare
Author: Marlene08 29th, 2009
Ustica come meta delle vacanze non l’avevamo mai presa in considerazione. Certo: se ci si mette il 5 di agosto a cercare di partire dieci giorni dopo ci si deve accontentare… e come tutte le cose accadute per caso è stata una meravigliosa scoperta.
Attenzione: se cercate un posto con la spiaggia ad un passo dall’hotel, soprattutto se cercate una spiaggia, di quelle attrezzate con lettini e ombrelloni, dove sfoggiare trucco, copricostumi paiettati, zoccoli di vernice con tacco, happy hour in spiaggia a ritmi latini, non proseguite nella lettura e preparate la valigia per Milano Marittima (che è l’unico posto che fa per voi).
Appena si arriva quello che colpisce è la viabilità: un’unica striscia di asfalto (nemmeno tanto larga) che copre i 9 kilometri di corconferenza dell’isola. In paese fra vicoli stretti, suv assassini, due ruote scatenate e turisti con il cervello carbonizzato dal sole e dall’assoluta mancanza di ombra, muoversi è un costante attentato alla propria vita. Se non si dispone di una macchina (e io sconsiglio di portarci la propria), le soluzioni sono affittare un motorino o servirsi dei mezzi pubblici. Chiariamo il concetto di mezzo pubblico: un bus da 8 posti che nei momenti di maggiore affluenza riusciva a contenerne una trentina sudate, salate, bagnate e con borse da mare annesse.
La soluzione alloggiativa è stata la soluzione migliore. Meglio vivere in paese e organizzarsi per raggiungere il mare che affittare in pieno niente e attrezzarsi la sera per arrivare al centro abitato. La sistemazione al porto poi ci ha permesso di “respirare”, considerato il caldo e l’umidità nei vicoletti la vivibilità è ai minimi della sopravvivenza.
Prendendo come punto di riferimento il Faro come ultimo avamposto con un bar (una baracca con un mega frigo, quelli in cui un cadavere ci può stare per intero, per intenderci) ho calcolato che per circa 6 km non esiste modo di dissetarsi. E i bagni chimici (oltre al mare) sono l’unico presidio della civiltà per buona metà dell’isola.
Credo che io e la mia piccola iena siamo stati gli unici a presentarci senza pinne e maschera. Considerato che Ustica è la prima riserva marina in Italia posso assicurare che lo spettacolo subaqueo merita una visita. Per me che sono fifona un bel po’ è bastato immergermi nei punti dove l’acqua era bassa e calda per poter constatare che c’erano pesci di ogni forma e dimensione, ho visto i gamberi quando sono piccoli e stronzi (punzecchivano a tutto andare) e ho anche sfamato colonie di granchi.
Fra le cose buone da mangiare oltre all’immancabile granita siciliana (gusto di questa estate: ai gelsi), ho anche provato gli arancini “bianchi”, ripieni solo di mozzarella e prosciutto. In vacanza ho dimenticato dieta e bilancia, e al ritorno ho scoperto di essere più in forma di quando sono partita. Poi ho materializzato le migliaia di gradini saliti e scesi per l’intera vacanza. Ce n’erano per andare in paese, ma anche per scendere nelle calette. E al mio lato B hanno fatto solo del gran bene.
Fortunatamente i turisti erano pochi, la maggior parte educati, le calette silenziose, il mare pulito. Imbecilli pochi, qualche sborone sul motoscafo, qualche bambino viziato e mal-educato, ma nel complesso anche dal punto di vista sociologico la vacanza è stata positiva.
questo blog era in ferie, da oggi è ufficialmente in vacanza
Author: Marlene08 14th, 2009
e tu? come te l’aspettavi?
Author: Marlene08 12th, 2009
l’equivoco è nato in 5° elementare quando un giovane maestro mi ha regalato un libro su cui, senza farsi vedere da nessuno dei miei compagni, ha scritto questa dedica:
“Ad un’alunna che, con le sue capacità, mi ha promesso di impegnarsi a conquistare uno splendido avvenire”
e io chissà cosa mi aspettavo.
Halloween – the beginning (2007)
Author: Marlene08 8th, 2009
se non lo avete ancora visto: fatelo. anche se la saga di halloween non vi è mai piaciuta, anche se non ne avete mai vista una sola “puntata”. il film merita sotto tutti i punti di vista. Tutto quello che nei vari film è stato raccontato e quindi solo immaginato, diventa in Halloween – The beginning un film a tinte forti, inquietante, che fa toccare con mano il terrore profondo causato dalla follia.
i primi 40 minuti sono dedicati alla nascita e allo sviluppo del serial killer con la maschera più famoso da 20 anni a questa parte. ci inabissiamo nel suo vuoto. a tratti ne abbiamo anche pietà, ma quello che prevale è la mancanza totale di emozioni e sentimenti. dopo 8 episodi della serie Michael Myers ha ancora qualcosa da dire, e il tutto senza dire nemmeno una parola.
unica nota stonata: diventato grande Michael sembra una specie di Frankenstein e non semplicemente uno psicotico rinchiuso da 17 anni in un manicomio. Rod Zombie ha forse voluto omaggiare un genere?










