la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

Archive for luglio, 2009

mi vendo (a buon mercato)

Author: Marlene
07 28th, 2009

l’arrivo del vanity fair a casa è un rito che si compie da quasi un paio di anni. esattamente da quando la banca ha deciso di farci fare la raccolta punti come un banale supermercato qualunque. mi piace leggerlo perchè riesce a fotografare con le sue uscite settimanali tutto quello che di futile e/o di vagamente interessante accade, il tutto condito da una buona dose di gossip e moda.

ci sono anche tutta una miriade di piccole rubriche fra cui spicca per banalità e infantilismo quella tenuta da Matteo Maffucci degli Zero Assoluto. il tenutario di quello spazio, se mai fosse davvero lui a scrivere, dimostra che con un po’ di fortuna e magari un po’ di notorietà ricavata da altre attività, chiunque con un minimo di rudimenti di grammatica e un buon correttore ortografico può avere una opportunità di pubblicazione.

a questo proposito lancio un appello ai redattori di vanity fair: ho sempre avuto ottimi voti a scuola, i miei temi si distinguevano per forma e contenuto, costo poco e non sono una che si monta la testa facilmente credendo di essere la nuova Fallaci (o Pulsatilla, se preferite): potrei avere anche io l’opportunità di allietare le pagine del vostro giornale con ameni aneddoti della mia banale e comune quotidianità? ( la mail per contattarmi la trovate in alto a sx, cliccando su “pezzi di me”).



rimango in trepida attesa

Author: Marlene
07 26th, 2009

non credo ci sia da aggiungere qualcosa alle immagini del nuovo film di Tim Burton.

dal trailer si riconoscono attori collaudati come Johnny Deep  nelle vesti del cappellaio matto, e Helena Bonham Carter cattiva Regina di Cuori, affiancati da Anne Hathaway l’eterea Regina Bianca e Mia Wasikowska la protagonista Alice.



blog1alzi la mano chi si è accorto dello sciopero dei blog.
no perchè per chi ancora non lo sapesse, un blog non è una testata giornalistica, il tenutario dello spazio lo aggiorna quando gli pare senza che nessuno lo paghi per farlo, e senza che nessuno gli dica di cosa parlare.
soprattutto: nascono e muoiono centinaia di blog al giorno, i blog che non vengono aggiornati da tempo qualcuno li saprebbe contare? non credo si senta la differenza se oggi, proprio oggi, uno non scrive perchè ha aderito allo sciopero o semplicemente perchè si è stufato del suo prodotto telematico aperto con tanto entusiasmo (tanto è gratis, e poi acchiappo) e poi rivelatasi una noia mortale (come un bambino con un nuovo giocattolo).
vivendo nel mondo reale, dove già internet è un specie di ufo, i blog sono una parola sconosciuta e un’entità inesistente…se i blog protestano, protestano come “addetti ai lavoro”, che i blog protestano lo sanno solo gli “addetti ai lavori” e il tutto rimane sotto silenzio come sempre. perchè i media che veramente contano non sono interessati alla faccenda, o semplicemente sono strumentalizzati per non interessarsi alla faccenda e non fare da cassa di risonanza all’evento. è sempre la storiella dell’albero che cade nella foresta disabitata: fa rumore?
forme di protesta contro il “bavaglio alla rete” sono contenta se ne promuovano, ma forse era più efficace un comunicato serio in cui si spiegava cosa c’è che non va nella proposta e magari proponendo un’alternativa. che a criticare siamo sempre tutti bravi, più difficile trovare una soluzione.



07 12th, 2009

c’era una volta la marlene che tutti i sabato mattina puntava la sveglia per andare al mercato perché con la scusa di prendere frutta e verdura bio tornava a casa sempre con qualche trofeo: un paio di scarpe, una maglietta. una qualsiasi cosa. e la motivazione era sempre la stessa: era carina, costava poco.

personal-shopper

come se non bastasse quando usciva con le sue amiche il sabato pomeriggio fra una chiacchiera e un caffè c’era sempre una vetrina che attirava la sua attenzione. un paio di scarpe, un vestitino. qualsiasi cosa. per andare al lavoro, che le cose del mercato sono troppo di bassa qualità per l’ufficio: devo fare la figura della pezzente?

il periodo saldi una via crucis infinita: tutti i negozi visitati e saccheggiati senza pietà. in ogn’uno poteva essere nascosta l’occasione imperdibile,  il pezzo unico a prezzi stracciatissimi. vere e proprie campagne in cui batteva a tappeto ogni negozio di modena e dintorni, ogni mercato in cui le capitava di imbattersi.

salvo poi soffrire di gravi sensi di colpa per maglie mai messe, gonne buttate via con ancora il cartellino ed estratti conto che rasentavano lo zero (e non si tuffavano in un buco nero e profondo solo per un minimo di decenza)

poi tre anni fa la svolta. la piccola iena, poco propensa come tutti gli uomini alla campagna saldi,  lancia una proposta: se la smettevo di comprare sempre, in ogni dove, ogni cosa minimamente interessante ai miei occhi, due volte all’anno (in concomitanza dei saldi)  mi avrebbe accompagnato in un outlet a mia scelta senza recriminare, ben disposto e con un fondo cassa a mia scelta.

adesso fa la fila con me ai camerini senza sbuffare, mi aiuta a pescare le cose dai cestoni incasinati, mi tiene le borse che si accumulano durante il cammino come un personal shopper provetto per permettermi di avere le mani libere.

un piccolo compromesso ha migliorato la nostra vita in comune (e anche il mio conto corrente ringrazia).



shopaolic in action

Author: Marlene
07 7th, 2009

la quattordicesima non è ancora arrivata. ma i saldi non aspettano. e per una maniaca dello shopping come me a cui hanno tarpato le ali (e tagliato la carta di credito e sequestrato il bancomat per evitare catastrofici estratto conto al cardiopalma) la tentazione è stata forte. e ho ceduto (cit.)

il mio primo acquisto

l’avevo puntata già un paio di settimane fa (forse un mesetto) e nemmeno ci speravo di trovarla dopo un intero fine settimana di saldi selvaggi. si vede che era destino. ovviamente ho preso anche un abitino.

evidentemente la determinazione non è il mio forte.



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