avevamo vent’anni anni oltre il ponte

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al concerto dei modena city ramblers di ieri sera al parco ferrari a modena ho materializzato la certezza che uno non sceglie da che parte stare, è solo una questione di indole, di DNA, chiamatela come volete.

di venerdì sera, dopo una settimana lavorativa passata ingessata fra trucco e vestiti seri, non ho nessuna intenzione di infighettarmi ancora per mettermi in coda sperando che mi facciano entrare dopo aver decretato se sono o meno consona all’ambiente. del loro ambiente arredato da qualche architetto gay a cui loro volentieri sfascerebbero la faccia a calci, non mi interessa. soprattutto perchè o rimarrei seduta al mio tavolo o, peggio, considerato quanto costa prenotare un tavolo, sarei pigiata in pista in mezzo ad un branco di lupi famelici.

meglio un posto all’aperto, dove c’è spazio per tutti, dove puoi saltare, pogare se hai le braccia forti, oppure startene seduta con la tua birra in mano.

anche nel bere si può denotare una differenza di stile: un lento e piacevole sorseggiare di litri di birra contro il gesto veloce di ingurgitare piccoli bicchierini di vodka o rum.

per non parlare del modo di annientare le proprie coscienze anestetizzandole con delle sostanze stupefacenti: alla striscia preparata e assunta in 30 secondi in egocentrica solitudine si contrappone al rito della canna preparata in anticipo e fumata in cerchio, in rilassante compagnia.

avendo smesso di fumare (in generale) e seguendo una dieta ferrea (nella speranza di andare in vacanza, possibilmente al mare) la sottoscritta ieri sera si è limitata  a mangiare allo stand geriatrico del PD dell’ottima carne arrosto (senza patate perchè fritte) e a perdere le calorie appena assunte saltando al ritmo “irish” dei modena city ramblers. e a perdere la voce sul finale urlando “bellaciao”.

4 pensieri su “avevamo vent’anni anni oltre il ponte

  1. Brava!! sono (spiritualmente) con te e con i MCR che si meritano tutta la calma ed il godimento spiritual-corporale del mondo!

  2. Con il passare degli anni ho maturato una certa “odio-sincrasia” per i luoghi affollati.Centri commerciali al sabato pomeriggio,locali fighetti al venerdì sera,concerti rock,sono luoghi ed eventi da cui cerco di tenermi lontano.Dopo che per anni ho partecipato ai concerti di Springsteen,degli U2,di Eric Clapton passando per il punk di provincia e per le trasferte del Calcio Napoli;dopo aver fatto la fila al “Pineta” di Milano Marittima e al “Gilda” di Roma ho optato per un sano semi-eremitaggio.L’ultima trasgressione che mi sono concesso è stato il concerto di Caparezza alla Festa dell’Unità (o come diavolo si chiama oggi) del settembre scorso a Reggio.Un concerto originale e coinvolgente.Però,potendo,avrei preferito ascoltarlo nel giardino di casa insieme a qualche amico e non tra le fiatate alcoliche,gli incessanti trilli di cellulare e orde di stucchevoli pogatori affetti da pinguetudine e calvizie incipiente.Se tutto ciò è segno di invecchiamento o di sopraggiunta saggezza non saprei dirlo.

  3. Il tuo “in generale” mi ha fatto morire dal ridere…
    La prossima volta vengo anche io al concerto dei Modena!

  4. #fabio #jaenada #bk vi aspetto tutti alla prossima festa dell’unità (o come cavolo si chiama) a settembre fra fiumi di birra, tanti conceerti gratis e waffel alla nutella (che mi concedo solo in quella occasione)

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi