la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

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06 29th, 2009

More about Uomini che odiano le donne

cosa succede quando si è in vacanza ma il tempo è così grigio che fa rimpiangere di non aver fatto crepare l’avarizia per volare in un posto sicuramente caldo e molto esotico? io ne ho approfittato per leggere. in questa disastrosa (dal punto di vista metereologico) settimana di ferie ho attaccato senza paura “uomini che odiano le donne”. metà della gente che conosco lo ha letto, l’altra metà ne ha sentito almeno parlare. lo ammetto: mi sono lasciata trascinare dal passaparola (che però funziona sempre, alla faccia di spudorate e costose tecniche di marketing) e nonostante le 676 pagine in 10 giorni l’ho letteralmente divorato.

è stata una lenta e faticosa salita, a pag.388 mi ha definitivamente conquistata. nonostante il pallido sole e la sabbia soffiata dal vento che faceva un scrubbing naturale alla pelle, ho continuato a leggerlo anche in spiaggia. a pag. 515 scopro già l’assassino e mi domando cosa cavolo ha ancora da raccontare per le prossime 161 pagine. e la curiosità aumenta e lo leggo anche di sera seduta in mezzo a nuvole di zampirone tanto per dissuadere le zanzare calabresi, fameliche e discretamente stronze.

Stieg Larsson è riuscita ad appassionarmi, a coinvolgermi e a convincermi a comprare anche il secondo capitolo della saga (nonostante sia un attimo morto). ovviamente non cimentatevi con la storia se i thriller vi danno un vago senso di disorientamento alla citazione del 25° protagonista, che entra a pieno diritto nella rosa degli indagati nonostante siate già a metà narrazione.

un altro fattore determinante nell’acquisto del libro in questione è stata la copertina morbida, tipica delle edizioni economiche, ma che questa volta avvolge una edizione “normale”. ecco: se posso suggerire una cosetta agli editori è di rilegare sempre i libri con copertine in cartone, che possono essere rivoltate senza rischiare di spaginare tutta la storia e che, secondo me, donano al libro letto quell’aria un po’ vissuta che tanto gli dona.