

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for giugno, 2009
accetto la sfida, o mie stelle!*
Author: Marlene06 30th, 2009

sono circa tre settimane che scrivo per virgilio (cliccare il bottoncino a lato gentilmente creato da artlandis, che ringrazio nuovamente, per leggere) e devo ammettere che è proprio una bella esperienza.
certo non è esattamente la stessa cosa che scrivere sul proprio blog. non si può scrivere proprio di tutto. e non si può scrivere proprio come si vorrebbe.
si viene disciplinati. tre post a settimana, a cadenza regolare, rigorosamente sulla propria città. ma lo stile è quello personale. dentro ci posso mettere me stessa. e intanto imparo a scrivere. perchè più si scrive e più si impara a usare i tempi giusti, a formulare frasi semplici ma che in un certo modo devono appassionare, piacere, magari suscitare qualcosa.
e poi succede che una mattina mi ritrovo nella mail una richiesta un po’ strana, su una cosa a cui non avevo mai dato peso. mi chiedono di usare le maiuscole quando scrivo. e ci penso su due giorni e poi rispondo. rispondo che il post è pronto e programmato per pubblicarsi il giorno stabilito all’ora corretta, e che le maiuscole sono tutte al posto giusto. e che questa richiesta mi ha fatto ricordare di quando in prima elementare ho dovuto riempire decine di paginette di “i” con il puntino in direzione della gambetta. la maestra si era lamentata di come i miei puntini decoravano senza senso le righe e i quadretti, orfani della loro asticella. anche allora il mio modo creativo di intendere la scrittura era stato ricondotto alla “normalità” e la cosa mi ha fatto sentire stupidamente e follemente serena: ero come una futurista in erba.
perchè ho ceduto? ho sempre il mio blog dove continuare a fare come mi pare.
*chi (ri)conosce la citazione?
read comments (6)uomini che odiano le donne (stieg larsson)
Author: Marlene06 29th, 2009
cosa succede quando si è in vacanza ma il tempo è così grigio che fa rimpiangere di non aver fatto crepare l’avarizia per volare in un posto sicuramente caldo e molto esotico? io ne ho approfittato per leggere. in questa disastrosa (dal punto di vista metereologico) settimana di ferie ho attaccato senza paura “uomini che odiano le donne”. metà della gente che conosco lo ha letto, l’altra metà ne ha sentito almeno parlare. lo ammetto: mi sono lasciata trascinare dal passaparola (che però funziona sempre, alla faccia di spudorate e costose tecniche di marketing) e nonostante le 676 pagine in 10 giorni l’ho letteralmente divorato.
è stata una lenta e faticosa salita, a pag.388 mi ha definitivamente conquistata. nonostante il pallido sole e la sabbia soffiata dal vento che faceva un scrubbing naturale alla pelle, ho continuato a leggerlo anche in spiaggia. a pag. 515 scopro già l’assassino e mi domando cosa cavolo ha ancora da raccontare per le prossime 161 pagine. e la curiosità aumenta e lo leggo anche di sera seduta in mezzo a nuvole di zampirone tanto per dissuadere le zanzare calabresi, fameliche e discretamente stronze.
Stieg Larsson è riuscita ad appassionarmi, a coinvolgermi e a convincermi a comprare anche il secondo capitolo della saga (nonostante sia un attimo morto). ovviamente non cimentatevi con la storia se i thriller vi danno un vago senso di disorientamento alla citazione del 25° protagonista, che entra a pieno diritto nella rosa degli indagati nonostante siate già a metà narrazione.
un altro fattore determinante nell’acquisto del libro in questione è stata la copertina morbida, tipica delle edizioni economiche, ma che questa volta avvolge una edizione “normale”. ecco: se posso suggerire una cosetta agli editori è di rilegare sempre i libri con copertine in cartone, che possono essere rivoltate senza rischiare di spaginare tutta la storia e che, secondo me, donano al libro letto quell’aria un po’ vissuta che tanto gli dona.
nera, e non certo per il sole
Author: Marlene06 24th, 2009
quante probabilità avevo di trovare pioggia e freddo (freddo da felpa) nell’ultima settimana di giugno, quella che quest’anno contiene anche il primo giorno d’estate? non era mai successo che potessi andare in ferie in questo periodo, nè mai lo avevo chiesto, eppure ricordo questa settimana calda da inferno in terra, con tassi di umidità da bagno turco.
così invece di essere in spiaggia ad arrostire sono al pc come un comune giorno qualsiasi, con i piedi congelati e l’umore al nero di seppia. e come se non bastasse, quel poco di abbronzatura che sono riuscita a conquistare si sta scollando da me nonostante vasetti di crema “miracolosa” doposole spalmata a piene mani.
considerato il tempo a disposizione, ne ho approfittato per ripulire la mia blogroll: ho cancellato tutti quelli che ormai non scrivono più da tempo, o tutti quelli che quando scrivono non riescono più a trasmettermi emozioni se non noia e fastidio. nessun nuovo ingresso, almeno per ora, la lista si è solo accorciata.
appunti per le prossime vacanze: scegliere in fase di prenotazione sempre un hotel con connessione wi-fi in camera gratuita.
aperto per ferie
Author: Marlene06 22nd, 2009
che poi cosa vuol dire avere 5 giorni di ferie?

significa che posso eliminare il suono irritante della sveglia che tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, alle 06.50 mi ricorda il mio impegno lavorativo.
significa non dover pensare a cosa indossare per essere carina ma non volgare, professionale ma non arrogante, comoda ma senza rinunciare alla femminilità.
niente guida in stato incosciente nella speranza di non trovare traffico, ma soprattutto, un parcheggio.
significa che per 5 giorni posso evitare di cucinare cibi che possano essere trasportati in comodi contenitori, mangio senza la sensazione di essere una schiava alla catena di montaggio: cibo nel microonde, saletta riunioni in prestito, tovaglietta di carta, fretta.
niente telefono che squilla, problemi da risolvere, burocrazia da rincorrere e acciuffare.
significa che la sera posso andare a dormire senza sentirmi svuotata, da buttare via.
e posso sognare magari avendo come tetto solo le stelle.
martyrs (2009)
Author: Marlene06 19th, 2009

parto da una considerazione semplice e banale: il film è decisamente brutto.
eppure è confezionato in maniera eccellente, l’interpretazione delle due attrici principali l’ho trovata semplicemente fantastica, e forse è per questo che non riesco a perdonare una presunzione di fondo.
l’esibizione di violenza e sangue come un gore qualsiasi ma con la pretesa di essere qualcosa di raffinato, carico di un messaggio che vada oltre le immagini. il regista si compiace di corpi torturati alla ricerca di un oltre (si scoprirà) che non esiste.
e noi spettatori rimaniamo sconvolti e nauseati dall’esibizione di crudeltà gratuite per poi scoprire che non è servito a nulla.
in poche parole: una perdita di tempo.







