

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for aprile 20th, 2009
1984
Author: Marlene04 20th, 2009
ho disdetto l’abbonamento a sky cinema un paio di anni fa perchè la proposta cinematografica era veramente di scarsa qualità, e il palinsesto ricalcava le orme dei più nazional-popolari dei canali in chiaro: i film migliori in orari improponibili.
considerata l’ultima mossa di evitare di mettere in onda un film considerato scomodo non rimpiango la scelta. piuttosto rifletto su come si voglia evitare che il pubblico televisivo possa maturare idee e formulare giudizi sulla base di informazioni che provengono dall’esterno, uniformandola sul pensiero unico, o meglio: sul non pensiero.
una pellicola come “shooting silvio” può indignare, può piacere, può far scattare molle di approfondimento su di un personaggio discutibile, ma pur sempre un personaggio pubblico che deve fare i conti con la sua gente, con i suoi elettori.
e se il film non gli rende giustizia, se il regista ha raccontato una storia sbagliata dovrebbe avere il coraggio di farlo dire a chi quel film vorrebbe guardarlo, senza evitare che possa andare in onda.

vorrei essere libera di guardare quello che mi pare e di maturare le mie idee sulla base del mio ragionamento. voglio essere libera di scegliere se una cosa mi piace oppure no.
ho invece come la sensazione che stiano decidendo per me senza chiedere il mio parere.
read comments (4)Canova Antonio
Author: Marlene04 20th, 2009
la pioggia non ha dato tregua per tutto il fine settimana. fortunatamente per poter ammirare un po’ d’arte non sempre c’è bisogno del sole. la mostra del Canova riempie gli occhi e l’anima con la sua reinterpretazione dell’ideale della bellezza tanto cara alla cultura greca.
grande assente Paolina Bonaparte che fortunatamente ho avuto modo di ammirare a Roma un po’ di tempo fa, ma la mostra non delude, anche perchè ha messo insieme opere provenienti anche dall’Ermitage che non ho idea quando si potranno rivedere in Italia.
la città di Forlì invece mi ha colpita per la sua mancanza di suggestioni, con il suo centro storico squalliduccio e dove a tratti emerge prepotentemente un poco lontano passato fascista. l’aggravante pioggia non mi ha permesso di osservarla a lungo e in largo, rimane il fatto che il poco che ho visto non mi spingerà a tornare.
ottima e d’effetto la cena in quel castello di diegaro dove i piatti a base di pesce cucinati con influenze di montagna rimarranno a lungo nella mia memoria.

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