Cose che accadono

Marlene e la pausa pranzo maledetta

coffeebreak

manco da un po’. e tutto mi manca.
ancora cambiamenti al lavoro. ma dopo le prime settimane di panico, sembra che sia già riuscita a tenere a bada l’ansia ed eccomi comparire nuovamente anche nei momenti “lavorativi”.
certo: non posso più usare facebook. motivo in più per chiudere l’account.
ma sono troppo pigra per farlo. e poi mi ci sono abituata.
mi sento un po’ sciocca a scrivere due volte sempre la stessa cosa, prima su twitter e poi su FB, ma voglio comunicare in ogni dove cosa sto facendo.
allora sgattaiolo in bagno e dalla tastiera del mio blackberry ecco materializzarsi il mio stato, what am I doing?
su twitter faccio fatica a seguire le risposte e magari chi mi scrive crede che io sia disinteressata a quello che esterna, ma non è così. mentre su facebook parte la mail di avviso risposte, e diventa tutto più semplice.

la mattina arrivavo al lavoro quei 15/20 minuti prima di Adolf (con cui divido l’ufficio) e leggevo la posta, magari scrivevo qualcosa al volo, o semplicemente correggevo qualche post per poi pubblicarlo. ora c’è L. che mi aspetta  davanti al bar che c’è fra l’uscita della stazione e la porta d’ingresso. tutte le mattine. per prendere il caffè insieme. che è una cosa splendida, considerato il mio carettere schivo e riservato.
in realtà quello che al lavoro mi è venuto a mancare del tutto  è il tempo pausa pranzo che usavo per leggere, per scrivere, per twittare, per cazzeggiare bellamente nel web dal PC della sala riunioni in cui per mesi ho mangiato sola.
all’inizio non nascondo di essermi sentita una sfigata. poi avevo imparato a farmi compagnia e quando qualche collega si affacciava per sbaglio e recitava la frase – sola?- con lo sguardo di compatimento misto a pena, avevo imparato a rispondere che no! non ero sola. ero in compagnia di Ammanniti, di Lucarelli … all’inizio è stata F.
lei lavora part-time, ma due volte a settimana si trattiene anche di pomeriggio. ha iniziato mangiando il suo panino non più al bar ma insieme a me, perchè sapeva che ero là, per fare due chiacchiere.
poi è arrivata M. aveva bisogno di una dieta, le ho consigliato la mia dottoressa e da allora mi ha promossa a consigliera di interazioni fra cibi.
a volte capita che ci sia un vero e proprio party in sala riunioni tanti che ne siamo.
e a me parte lo show. non riesco a trattenermi. divento chiacchierona, loquace e addirittura simpatica. li faccio addiritura ridere. io, proprio io, quella depressa con anni e anni di psicoterapia all’attivo. riconosco la bravura del mio doc, ma rimane il fatto che la sala riunioni non è più un posto tranquillo dove posso interagire sul web. devo portare pazienza e aspettare di non avere troppo sonno e scrivere di sera, come adesso, perchè mi sta bene essere diventata l’ombelico del mondo dell’ufficio, ma a questo posto e a voi che passate a leggermi non rinuncerò mai.

8 pensieri su “Marlene e la pausa pranzo maledetta

  1. #bk sei incontenibile 🙂 lo sai che mi fa piacere sapere che sei dietro quel monitor a leggermi? e io continuo a farmi i fatti tuoi leggendo te.

  2. #gipuntoe darò un’occhiata al link appena posso. l’applicazione è per pc o cellulare? perchè da lavoro anche una semplice ricerca in google della parola facebook viene bloccata. meglio se posso farlo da blackberry 🙂

  3. una volta che avrai aggiunto l’app al tuo profilo di facebook, allora automaticamente tutto quello che scriverai su twitter (tramite pc o cell) verrà riportato su fb! ^_^ io la utilizzo già da un bel po’!!! ^_^

  4. ho provato ma stamattina aveva un errore interno (non so se dice così) ma ho provato da palmare…stasera ci riprovo da pc e vediamo cosa succede. grazie per la dritta. se non funziona ti stresserò … sappilo 😀

  5. e worpress blocca come spam questo indirizzo con la faccetta…misteri dell’informatica.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi