la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

Archive for febbraio 26th, 2009

il mondo visto da un oblò

Author: Marlene
02 26th, 2009

in-ufficio

non riesco a comprendere il meccanismo per cui anche se dormo poco e sono stanca come se avessi vangato un appezzamento di terreno da fattoria del far west ci sono delle mattine che mi sveglio serena. felice e contenta mi sembra esagerato, ma il termine serena si addice alla mia condizione. ho gli occhi cerchiati di blu, la faccia un po’ tirata, però mi trucco canticchiando, indosso un abitino frivolo, il cappottino e la sciarpona, abbandono gli stivali e indosso le decoltè con tacco. mi vesto sempre con colori scuri, ma l’ho detto che sono “solo” serena e non felice e contenta. per i colori ci sarà tempo.

e insomma dicevo.

ho seguito tutto il festival di sanremo, ma non c’era bisogno che dicessi la mia, che di musica ne capisco poco e l’ho sempre ammesso.

ho seguito la notte degli oscar e di quello mi è dispiaciuto non parlare, perchè il cinema rimane una mia grande passione e non avere materialmente il tempo per scrivere anche solo due righe è una cosa che spesso mi fa arrabbiare.

mi fa arrabbiare non avere tempo da dedicare alle cose a cui tengo davvero.

mi fa arrabbiare tornare a casa la sera e scoprire di avere speso tutte le energie di una giornata in un lavoro che non mi soddisfa da nessun posto lo guardi. neanche se salgo sulla scrivania come nell’attimo fuggente la situazione mi sembrerà migliore di quella che è.

ma poi mi dico: in un periodo dove molti perdono il posto di lavoro e il massimo dell’aspirazione per una laureata (quindi donna) in età fertile è un co.co.pro. ben venga avercelo un posto dove ti pagano per quello che fai. anche se lo fai con la faccia scura e la testa altrove, sognando cose che nemmeno sai.

così ci sono mattine come questa, nonostante il morale leggermente a terra, in cui mi trucco canticchiando, mi vesto con un vestito frivolo, metto le scarpette con un po’ di tacco e guardo il mondo a testa alta. ostentando una sicurezza che non ho, credendo alla favoletta per cui se riesco a sorridere anche la vita mi sorriderà.



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