la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

Archive for febbraio, 2009

il mondo visto da un oblò

Author: Marlene
02 26th, 2009

in-ufficio

non riesco a comprendere il meccanismo per cui anche se dormo poco e sono stanca come se avessi vangato un appezzamento di terreno da fattoria del far west ci sono delle mattine che mi sveglio serena. felice e contenta mi sembra esagerato, ma il termine serena si addice alla mia condizione. ho gli occhi cerchiati di blu, la faccia un po’ tirata, però mi trucco canticchiando, indosso un abitino frivolo, il cappottino e la sciarpona, abbandono gli stivali e indosso le decoltè con tacco. mi vesto sempre con colori scuri, ma l’ho detto che sono “solo” serena e non felice e contenta. per i colori ci sarà tempo.

e insomma dicevo.

ho seguito tutto il festival di sanremo, ma non c’era bisogno che dicessi la mia, che di musica ne capisco poco e l’ho sempre ammesso.

ho seguito la notte degli oscar e di quello mi è dispiaciuto non parlare, perchè il cinema rimane una mia grande passione e non avere materialmente il tempo per scrivere anche solo due righe è una cosa che spesso mi fa arrabbiare.

mi fa arrabbiare non avere tempo da dedicare alle cose a cui tengo davvero.

mi fa arrabbiare tornare a casa la sera e scoprire di avere speso tutte le energie di una giornata in un lavoro che non mi soddisfa da nessun posto lo guardi. neanche se salgo sulla scrivania come nell’attimo fuggente la situazione mi sembrerà migliore di quella che è.

ma poi mi dico: in un periodo dove molti perdono il posto di lavoro e il massimo dell’aspirazione per una laureata (quindi donna) in età fertile è un co.co.pro. ben venga avercelo un posto dove ti pagano per quello che fai. anche se lo fai con la faccia scura e la testa altrove, sognando cose che nemmeno sai.

così ci sono mattine come questa, nonostante il morale leggermente a terra, in cui mi trucco canticchiando, mi vesto con un vestito frivolo, metto le scarpette con un po’ di tacco e guardo il mondo a testa alta. ostentando una sicurezza che non ho, credendo alla favoletta per cui se riesco a sorridere anche la vita mi sorriderà.



c’è qualcosa nell’aria

Author: Marlene
02 23rd, 2009

666diavolosatana1

il credito residuo del mio abbonamento apparso sul display stamattina è di euro 6.66.

devo raccogliere il segno lanciato dal destino e pensare che sarà una giornata da dimenticare e incominciare a preoccuparmi?

oggi alle 12 siamo tutti convocati ad una riunione di zona. ordine del giorno: la chiusura di uni dei nostri uffici. per adesso non si parla di esuberi  ma solo di ridistribuzione del personale. sono stata tranquilla tutto il w-e, anche perchè avevo ben altro a cui pensare, ma l’apparire di quella cifra che ha lampeggiato davanti ai miei occhi per trenta secondi mi ha leggermente inquietatato.

che dal 1 marzo debba cambiare nuovamente?



qualcosa da imparare

Author: Marlene
02 19th, 2009

Non fare giungere alla lingua i pensieri che hai in testa,e bada di non mettere in atto quelli più squilibrati.Sii familiare con gli altri,ma senza cadere nella volgarità.Gli amici di provata fiducia tienili attaccati alla tua anima con vincoli d’acciaio,ma non sciuparti la mano a forza di stringerla a ogni compagno implume che incontri.Evita le liti,ma se ti capita di esservi coinvolto,fa’ in modo che sia il tuo avversario a preoccuparsi di te.Offri il tuo orecchio a tutti,ma a pochi la tua voce.Ascolta il parere degli altri,ma il tuo non esprimerlo con troppa facilità…..Non prestare soldi e non fare debiti,perchè ciò che si dà in prestito spesso si perde assieme all’amico,e i debiti fanno smarrire il senso della parsimonia.E soprattutto:sii sincero con te stesso,e,come la notte segue il giorno,ne seguirà che non potrai essere falso con nessuno..nidedefoM

W.Shakespeare – tratto da Amleto



a Padova

Author: Marlene
02 17th, 2009

euchessina

la giornata a Padova è servita per andare a controllare le condizioni del fratellino, il figliol prodigo per la mamma, la testa di cazzo per il papà.

il fratellino ha avuto la splendida idea di allontanarsi dalla casa natia prima che fosse troppo tardi, seguendo le orme della sorella grande (io), ovvero il suo pessimo esempio (parola di mamma).

l’ispezione della camera del fratellino è stata devastante e ha portato la famiglia sul baratro della discussione per futili motivi, sport in cui siamo ferratissimi e preparatissimi, con tanto di battibecco e risposte all’acido muriatico. la frase risolutiva della mamma voleva essere – se IO sto qui un paio d’ore, la stanza cambia aspetto – la mia risposta ha chiuso la trattativa: – anche IO se mi metto un paio d’ore qui dentro la stanza cambia aspetto, e sarà diverso non solo dal suo (indicando il fratello già nervoso di suo che si arrampicava su per l’armadio), ma anche dal tuo (indicando la mamma a cui avrebbe volentieri tolto dalla faccia quell’espressione schifata tipica di chi vede un rifiuto galleggiare nella tazza del cesso) – in tutto ciò papà fremeva per scendere in cortile a riparare la bicicletta della testa di cazzo che non più tardi di un paio di giorni prima stava morendo stirata ad un incrocio sotto un bus che sopraggiungeva mentre gli si spaccavano i pedali, non per essere utile ma solo per poter fumare in santa pace senza aggiungere alla nicotina il veleno dell’osservazione della sua dolce metà all’accensione dell’ennesima sigaretta.

sembriamo una famiglia normale mentre nelle strade assolate di una gelida Padova passeggiamo chiacchierando e scattando fotografie come dei giapponesi qualunque. il fratellino ha avuto la splendida idea di trascinarci per ore nelle strade di Padova per poi tramortirci con piazza prato della valle: un enorme spiazzo grande più di un campo di calcio piastrellato di venditori ambulanti. la mamma lo ha voluto vedere tutto, vedere ogni singola bancarella, dal più insulso pezzivendolo all’antiquario con la puzza sotto al naso.

questo stratagemma, ovvero fiaccarci a modo e in maniera totale, ha permesso al malefico fratellino di poter salutare la mammina senza predicozzi, non so che relazione ci sia fra piedi e lingua ma ha funzionato; e a me di sprofondare sul sedile della macchina ascoltando musica direttamente dal mio i-pod facendo finta di sonnecchiare e quindi evitando chiacchiere inutili come il commento sulla sistemazione abitativa del figlio maschio.

che poi secondo me si è sistemato alla grande e sta facendo un’esperienza meravigliosa, nonostante le difficoltà. e poi le sorelle grandi che ci stanno a fare?



non ditemelo, è lunedì

Author: Marlene
02 16th, 2009

overconfidence

questo lunedì è peggio di tanti altri, tranne il sole.

è il lunedì della resa dei conti. quando ti rendi conto che tutte le  mosse fatte nella vita non abbiano portato i risultati sperati.

è il lunedì del “non c’è posto in cui possa nascondermi”.

è il lunedì del “nonostante tutto mi chiamano la ragioniera”

vorrei poter vivere per lavorare e non lavorare per vivere, e come lavoro vorrei scrivere.

poi squilla il telefono, apro gli occhi e a mente fredda mi dico che le cose possono ancora cambiare, o almeno nella speranza che cambino posso continuare a vivere serena.

e nel frattempo prometto a me stessa che non smetterò di sognare.