Cose di cinema

Giù al nord (2008)


sono dell’opinione che andare per un po’ all’estero non significa solo vedere dei bei posti. credo che chi abbia l’opportunità di andare in un paese straniero dovrebbe sforzarsi anche di capire un po’ “che aria tira”, cosa di buono e diverso esiste in altri contesti e in altre realtà, e farne tesoro.
così mi ritrovo a vedere questo film che ha fatto ridere tutta la Francia, campione di incassi e scopro che oltralpe il rapporto nord-sud è vissuto in maniera diversa che da noi.
il sud dipinto come luogo privilegiato in cui vivere, dove fa caldo, la gente è ospitale e si sta benissimo; il nord invece un luogo freddo, inospitale, dove gli abitanti sono considerati dei sempliciotti semi-analfabeti e dove bisogna augurarsi di non nascere, tantomeno finirci a vivere.
fra gag e trovate anche esagerate, come solo gli stereotipi possono essere, si ride dei pregi e dei difetti degli abitanti del paesino di Bergues nel Nord-Pas de Calais, per poi constatare che “tutto il mondo è paese” e che vivere di pregiudizi preclude solo la scoperta di nuove opportunità e nuove possibilità.
dal punto di vista strettamente cinematografico credo che la traduzione dal francese non abbia reso giustizia agli equivoci lessicali in cui inciampa il protagonista, ma per chi come me il francese non lo parla neanche per sbaglio sarebbe stato del tutto inutile tentare di vederlo in lingua originale.
ovviamente non vedevo l’ora di parlarne ad Adolf, per comunicarle come in Francia il sud sia considerato un luogo privilegiato per vivere e il suo unico commento è stato:
– ma pensa te – (tipica espressione modenese che denota stupore)
che mi è parso suonasse come: – impossibile. evidentemente è SOLO un film. –

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