la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

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11 3rd, 2008


nelle prime pagine, mentre ci presenta i personaggi della storia e li colloca al loro posto, come le statuine di un presepio, sembra di essere lì, con loro. la forza narrativa è talmente forte che sembra manchi il fiato dal caldo, sembra di essere immersi nell’aria calda e umida di Massaua a boccheggiare insieme a loro.
piano piano i personaggi si intrecciano dando vita ad uno spaccato di vita da colonia, quando l’Italia in piena espansione coloniale si sentiva al centro del mondo. perché qua e là Lucarelli dissemina indizi storici, tesse la trama di vicende personali sul telaio della storia vera.
amore, morte, tradimenti mescolati a piccole perle di coraggio ed eroismo.
fino all’epilogo tragico, evocato da una parola “Adua”, annunciato già qualche pagina prima della fine.
nessun vincitore, si rimane tutti sconfitti dalla vita, tutti tranne i buoni.

“ci siamo andati impreparati, mal comandati e indecisi e quel che è peggio senza soldi. Fidando nella nostra fortuna, nell’arte di arrangiarsi e nella nostra bella faccia. Lo abbiamo fatto per dare un deserto alle plebi diseredate del Meridione, un sfogo al mal d’Africa dei sognatori, per la megalomania di un re e perché il presidente del Consiglio deve far dimenticare scandali bancari e agitazioni di piazza. Ma perché le facciamo sempre così, le cose, noi italiani?”

queste le parole di uno dei protagonisti.
per chi ha voglia di pescare un po’ nel torbido.