Giorno due dell’anno zero

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Apri gli occhi troppo presto per essere in vacanza, ma hai il fuso orario sballato, da jet leg.
Ti stiracchi e godi della consistenza del materasso che nessuno utilizza per 300 giorni all’anno.
Ti rigiri annusando l’odore delle lenzuola, che non è necessariamente buono, ma è quello dei tuoi ricordi: il profumo quasi inesistente del detersivo, che tua madre odia e che elimina con almeno tre risciacqui, mischiato all’odore del fumo dei camini che gli regala l’essere stato steso sul tetto.
E’ tutto esattamente come te lo ricordi.
Mancano un po’ di libri dalla tua libreria, ma sono passati anni dalla laurea, e quelli belli li hai portati via con te, appesantendo la valigia, ma riempiendo la tua nuova casa di facce familiari.
Arrivi in cucina con addosso una camicia da notte di cotone bianco che è stata di tua nonna, che hai lasciato per quando vieni qui, per poterla abbracciare ogni volta che torni anche se lei se ne è andata tanti anni fa.
Esclami “buongiorno” sorridendo, la colazione è un rito che va compiuto con calma, sorseggiando caffè e pianificando la giornata: dove andare a fare la spesa, cosa si mangia, quanti saremo a tavola.
Hai fatto in modo che i parenti non si aspettino una tua visita ogni volta che torni, per evitare ettolitri di caffè e chili di dolci con conseguente aumento di glicemia e gastrite.
Solo le nipotine meritano regalo, coccole e foto da portare via, per sostiture quelle della visita precedente e constatare che vederle crescere a singhiozzo non toglie forza e intensità all’affetto.
La sera della giorno due cala velocemente.
Stasera si mangia la pizza. Quella vera.

2 pensieri su “Giorno due dell’anno zero

  1. Io la camicia da notte della nonna non la indosso.Arrivando la mattina in cucina a fare colazione,esclamando sorridente:buongiorno!,rischierei di ritrovarmi qualche zia e qualche cugina stramazzate al suolo.
    Solo per una questione estetica,s’intende.

    “L’adolescenza è una riserva a cui attingere quando la fantasia avrà smesso di parlare”.Il mondo incantato dei ricordi si rafforza con la lontananza dai luoghi dove hai vissuto.Il ritorno periodico ai vecchi odori,sapori,sensazioni, scongela il fragile midollo identitario assiderato dalla lontananza e lo ristora al calore di ciò che incontestabilmente sei stato.

  2. Non potrò mai più tornare alla casa paterna che mi ha visto crescere, diventare grande: i miei l’hanno lasciata qualche anno or sono. Non vedo i mei da più di un anno… forse è ora che pensi di tornare… goditi la tua nuova vita splendida orchidea.
    Un bacio, Max

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi