la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

Archive for luglio, 2008

07 19th, 2008

Into the wild (2007)

Author: Marlene
07 15th, 2008

In realtà non so se voglio parlare del film o della canzone.
So solo che il ritornello di Society mi tormenta da giorni, e ogni volta che la ascolto mi commuovo. Sarà semplicemente la musica o il suo testo con quel messaggio così preciso, che ogn’uno di noi dovrebbe ripetersi tutte le mattine, prima di tuffarsi nel cieco e stupido gioco dell’umanità

pensi di dover volere
più di quello di cui hai bisogno
finché non hai tutto non sarai libero

E poi c’è questo film, questa storia vera, raccontata senza scivolare nell’ovvio e nel banale. Una storia straordinaria, di quando la vita supera la fantasia, raccontata senza far apparire il protagonista una specie di sognatore, ma solo un uomo che voleva dimostrare prima di tutto a se stesso, di poter tornare a vivere in simbiosi con la natura, attento ai bisogni primari, senza falsi obiettivi e falsi ideali, tornare a far parte del mondo animale e come animal-umano vivere.
Chi di noi sarebbe capace di abbandonare tutte le sue sicurezze, le sue certezze per provare un nuovo stile di vita? Non dico di abbandonare la civiltà emuli del protagonista, ma anche solo reinventarsi la vita nelle piccole cose per rendere questo posto un posto migliore: rispettare la fila la cassa, non affiancare la prima macchina al semaforo per scattare insieme al verde, riuscire a dare una seconda possibilità a chi ha sbagliato.
Ecco, adesso l’idealista la sto facendo io. E prima di cascarci io nell’ovvio e nel banale, vi lascio la canzone che mi tormenta. Che possa tormentare anche voi.



07 15th, 2008
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Questo lo spettacolo che ho trovato in cucina stamattina. E i colpevoli sono (in ordine di apparizione):

- la pigrizia che mi ha impedito di mettere via il contenitore prima di sedermi sul divano

- il sonno che mi ha colta sul divano, con la televisione accesa che mi guardava indifferente

- il gatto che in preda al suo infallibile istinto felino ha deciso di cacciare nel territorio cucina e puntare la preda carotine.

Conclusione della piece: il pranzo da lavoro, da consumare alla scrivania leggendo in giro per la rete blog e notizie, grazie all’intervento di gatto Eddie risulta composto solo dallo stracchino, da un paio di fette di pane e uno yogurt. L’apporto di fibre è finito dritto dritto nel cesto.



Ops! I did it again

Author: Marlene
07 13th, 2008

Per chi come me è malata di shopping, vuole fare sempre bella figura sia se va a fare la spesa alla Coop o è invitata a cena, ma dispone di uno stipendio mensile fisso che deve essere oculatamente gestito per arrivare alla ormai famosa “quarta settimana”, il nuovo metodo di shopping sperimentato funziona.
Basta spendere poco alla volta in preda alla mania compulsiva di comprare. Basta soprattutto spendere in fase di prezzo pieno.
Questa volta è toccato al mese di giugno la pena di non tirar fuori il portafogli ogni qual volta un abitino occhieggiava dalla vetrina, o un paio di sandali mi urlava dalla scatola “portami a casa con te”.
Un po’ di autocontrollo e ieri outlet di Mantova.
A caccia di offerte l’abbiamo girato almeno quattro volte.
E ancora rimpiango la borsa che non ho preso in fase di non so quale raptus di risparmio.
Barra laterale aggiornata, ma mancano all’appello ancora un paio di costumi e un paio di ciabattini per il mare. Non infradito, please.



Illuminazione folgorante

Author: Marlene
07 11th, 2008


Nel deserto del palinsensto televisivo ieri sera ho trovato che fosse una specie di miracolo che trasmettessero un film su una delle sei/sette reti nazionali.
Certo: il film in questione era il pesce innamorato di Pieraccioni, ma poco male.
Il film non mi è piaciuto particolarmente, ma mi ha dato modo di pensare.
E ho pensato: a parte la bravura nello scrivere e la creatività di argomentazioni, cosa fa di uno scrittore uno scrittore di successo?
Ma soprattutto: come si fa a diventare scrittori. Si sceglie? Ci si dice: io da grande voglio fare il mestiere di scrivere. E poi? Cosa succede?
Nel cercare lavoro, lavoro “normale” ho fatto tanti colloqui. E ho sottoposto a colloquio molte persone per lavoro. E uno che vuole fare lo scrittore che fa?
De Andrè diceva più o meno che fino a 20 anni scrivono tutti, dopo continuano a scrivere solo gli stupidi o i poeti. Non me la ricordo la frase, ma ne ricordo il senso.
E cos’è che fa la differenza?
Qualcuno sa aiutarmi?