E venne il giorno (2008)

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Shyamalan ha confezionato un altro gioiellino cinematografico. A mio avviso è un regista capace di mescolare i generi più disparati confezionando prodotti difficili da etichettare.
Il film mi ha trasmesso inquietudine, un senso di ineluttabilità delle cose e del divenire. L’umanità alle prese con qualcosa che li uccide facendoli impazzire. All’inizio non si sa se è nell’aria, nel cibo o nell’acqua. Confusione e morte.
Succede nelle grandi città, dove ci sono molte (troppe) persone. La massa che si stermina per sua stessa mano. Una critica alle politiche delle multinazionali? Alle scelte di marketing che ci vogliono omologati e contenti?
Per sopravvivere bisogna scappare dai grandi agglomerati urbani, ridurre i gruppi in piccole unità, fino ad arrivare allo zero: novelli Adamo ed Eva che si salvano per garantire un futuro migliore alla bambina rimasta orfana.
I significanti in questa storia sarebbero tanti, forse troppi, ma riconducibili ad una sola unità: non siamo gli unici abitanti di questo pianeta e ne dovremmo tenere conto. La nostra condotta ci sta portando verso l’autodistruzione.
Dall’altra è una favola, nel senso più classico, e il finale ci insegna che dobbiamo rimanere sempre vigili con gli occhi ben aperti.

5 pensieri su “E venne il giorno (2008)

  1. il cinema e la sua capacità di far passare un paio d’ore di evasione totale e poi fornire qualche spunto di riflessione mette molta curiosità.

  2. E’ stato un film molto inquietante e che ha messo una grossa angoscia…c’è veramente il terrore che un giorno o l’altro la natura si ribellerà contro di noi?

  3. emilià credo che il regista abbia trasformato in storia il sospetto che l’essere umano si stia approfittando della terra indebitamente, mettendo a repentaglio la vita di tutti gli esseri viventi. se accadrà? a volte accade: terremoti, tsunami, cosa sono se non la voce della Terra che ci sgrida e ci ricorda che non siamo noi i padroni?

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi