Non sono brava a scrivere titoli

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Sdraiata a pancia in giù sul pavimento della sua stanza con le casse che pompano a tutto volume la musica che piace a lui, sento che questa è l’estate perfetta. A casa fa caldo, papà sempre al lavoro, mamma distratta, sorella che soffre dietro alla sua nuova storia d’amore, e io scappo. Prendo la bici e scappo da lui.

Di musica non capisco niente e lui mi fa ascoltare, conoscere, apprezzare. Lui non è il mio ragazzo, né tanto meno il mio fidanzato… la differenza? Il “ragazzo” è quello con cui si esce, si ride, si sta bene, ci si bacia ma poi basta; il “fidanzato” è quello fisso che ti viene a prendere e ti riaccompagna a casa presto per uscire con i suoi amici. Lui invece è il mio migliore amico. Dei suoi consigli mi posso fidare. E soprattutto mi fa conoscere in anteprima nuovi cantanti e nuove canzoni.

– Guarda la copertina di questo album. Una di queste canzoni parla di te –

È il nuovo album degli 883, che poi c’è solo Max che canta e l‘altro che fa finta di suonare, facendo finta di saper ballare. Le canzoni sono scritte in un carattere minuscolo e sono sistemate in ordine sparso sul cartoncino che contiene il vinile. Leggo qualche frase. La individuo alla prima occhiata. Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo. Faccio finta di niente e addito una canzone a caso. Scuote la testa.

– No, non quella-

Si alza, sposta la puntina nel solco giusto ed eccola. Parole mischiate a note invadono la stanza. E io ascolto la sua dichiarazione d’amore con la voce presa in prestito da altri.

“Le notti non finiscono all’alba nella via
le porto a casa insieme a me, ne faccio melodia
e poi mi trovo a scrivere chilometri di lettere
sperando di vederti ancora qui”

Io quelle notti le conosco bene. Cosa mi piace della notte? Sicuramente l’odore. È come se all’imbrunire la natura esaltasse i suoi profumi. La maggior parte delle persone se ne sta in casa a fissare la televisione senza neanche vederla. A me di notte piace camminare, ascoltare i grilli se è estate, ascoltare le foglie che si muovono nel vento se è inverno. Mi piace viverla la notte. “Al lume di candela tutte le donne appaiono belle” diceva un filosofo. Di notte non ho vergogna. Mi vesto di nero e mi confondo con lei per apparire misteriosa e tenebrosa. Solo tu sai che in realtà mi sento solo inadeguata.

“Inutile parlarne sai, non capiresti mai
seguirti fino all’alba e poi, vedere dove vai
mi sento un po’ bambino ma, lo so con te non finirà
il sogno di sentirsi dentro un film.”

La melodia continua. E io guardo la tua stanza che ormai conosco a memoria con uno sguardo diverso. Dalla mia posizione mi volto a guardare il soffitto, su cui una orribile bandiera con la svastica mi sovrasta minacciosa. Abbiamo discusso tanto di ideologia senza trovare un punto di unione, se non la forza con cui sosteniamo ognuno le proprie tesi.

Sposto lo sguardo di fronte e c’è una splendida vetrata da cui si domina tutto il paese. Alle nostre spalle le montagne, e dalla finestra della tua stanza si vede la terra degradare fino a diventare pianura. Mi hai raccontato che nei giorni più limpidi si vede anche il mare. Io sono sempre qui ma il mare non l’ho visto mai. Ma sono sicura di averne sentito il profumo.

“E poi all’improvviso, sei arrivata tu
non so chi l’ha deciso, m’hai preso sempre più
la quotidiana guerra con la razionalità
vada bene pur che serva, per farmi uscire “

E poi le pareti piene di poster. Fra Vasco Rossi e il Che spunta un quadro con il Cristo Pantocratore. Mi hai raccontato che era lì da prima che nascessi e lì rimarrà, in fin dei conti era un rivoluzionario anche lui.

– Ma tu pensi che in fondo Dio esista?-

– Non credo –

– Facile così –

– Ricordati: è facile vivere credendo che qualsiasi cosa succeda qui avrà un riflesso dopo. È consolatorio credere che quando tutto sprofonda e si rimane da soli, c’è qualcuno che non si vede, ma c’è, che parla al nostro cuore, che ci aiuta. Molto meno facile sapere di essere soli, di vivere senza ricompensa, di poter contare solo sulle proprie forze. Sempre. –

Questo è quello in cui credi.

“Come mai, ma chi sarai, per fare questo a me
notti intere ad aspettarti, ad aspettare te.
Dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui
qui seduto in una stanza, pregando per un si. “

Mi rivolto a pancia in giù. Di fronte c’è la porta della tua stanza su cui ho lasciato disegni e pensieri sparsi. Un lungo scaffale ospita l’impianto da cui Max continua la sua dichiarazione d’amore, e centinaia di dischi che continui a catalogare con maniacale ossessività. Ognuno con il suo numerino, il suo posto, la sua data di acquisto. La parete è un mosaico di cartoline arrivate da ogni parte del mondo in cui un tuo amico è andato e ha pensato a te. Al tuo mosaico. Alla tua stanza. Individuo le mie. Ti avevo promesso che quando sarei stata lontana dalla tua stanza, in gita scolastica, ti avrei spedito una cartolina al giorno. Ed eccole a sottolineare quello che non mi sono mai detta. Quello che ora mi stai dicendo tu. Con le parole di Max.

“Gli amici se sapessero, che sono proprio io
pensare che credevano, che fossi quasi un Dio
perché non mi fermavo mai
nessuna storia inutile
uccidersi d’amore ma per chi. “

Ci sfioriamo, e so che è quello che aspettavo da sempre. Mi spoglio, ed è naturale sentire la tua pelle. Ci stringiamo e il tuo odore familiare mi fa smettere di tremare.

– Non possiamo – Due parole, una negazione forte. – Non voglio essere il primo. Non voglio che tu un giorno possa odiarmi. Aspettiamo –

Il tempo dell’attesa è finito. La stanza ora è fredda e muta. Nessun’altra estate mi vedrà sdraiata sul pavimento della tua stanza ad ascoltare musica, leggere poesie, dormire con te che sorvegli i miei incubi.

Una scritta sull’interruttore: l’ultimo che esce vivo da qui, spenga la luce.

Quella luce l’ho spenta da sola.

10 pensieri su “Non sono brava a scrivere titoli

  1. Questo post è semplicemente meraviglioso… mi hai bloccato il respiro.
    Scusa per essere passato solo
    ora.
    Un bacio Bk
    ps: se qualche volta hai voglia
    di fare due chiacchiere il mio account msn è brukolife@hotmail.it
    (vale anche da mail)

  2. sai che c’è… è la prima volta che arrivo in questo blog e mi sono ritrovato a leggerlo quasi tutto (me lo segno, ripasso per finirlo). E sai che c’è… mi fermo qui perchè questo è il post più bello che leggo da un sacco di anni.. mi lascia pieno di immagini, profumi e suoni.. farò sicuramente un bel sogno stanotte. Grazie. Stefano

  3. diciamo che mi sono risognato la scena… un po come dopo aver visto un film… bello veramente una bella sensazione sono ancora inebriato di profumi suoni e colori di questo film ora vedo di leggere il tuo ultimo post…

  4. e pensare che con questo racconto ho partecipato ad un concorso letterario e non sono arrivata neanche nei primi 10. ma alla fine la bellezza sta negli occhi ( e nella testa) di chi legge.
    il mio ultimo post? breve ^___^

  5. si e pensare che mi ero preso anche 10 minuti per rilassarmi!!! Poco male ho letto quelli più vecchi… ho un sacco di domande da farti… non so come questo blog mi fa perdere la cognizione del tempo…mah!

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi