Perchè Sanremo è Sanremo

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Ora che si sono spente le luci, ora che i giornalisti sono tornati a casa, gli opinionisti hanno opinato su tutto l’opinabile e i fiori sono appassiti posso dire anche io la mia sulla kermesse della canzone italiana edizione 2008.
Secondo me Sanremo non va visto, va solo ascoltato. E’ stato dimostrato che se ascoltiamo delle persone parlare senza guardarle è più facile accorgerci se stanno mentendo. Per lo stesso principio la musica, una canzone, andrebbero solo ascoltate per non farci distrarre dal vestito, dalla gente che corre sul palco, dalle riprese della sala, dalla mimica del cantante.
Poi sono d’accordo con su610 che dice che bisognerebbe svecchiare la formula. Basta con tutta questa formalità, basta voler riempire fra una esibizione e l’altra con siparietti e teatrini, basta con la bionda e la mora, o che almeno la bionda e la mora sappiano fare il loro lavoro.
Spettacolari gli ospiti, quelli italiani. Musica vera, quella che si ascolta per davvero e piace per davvero.
Delusa dal podio. Fino a stamattina non sapevo neanche chi erano i due piccioncini. Poi ci ha pensato Diabolik ad illuminarmi: “visti entrambi (Ponce e Di Tonno) nel “Gobbo di Notre Dame” a Parma, e’ stato uno spettacolo bellissimo !!!!!!! Lui, secondo me, ha una voce eccezionale … lei un po’ meno !!!! Tricarico ??? Beh, insomma …..”
Ho già detto che i musical non mi piacciono, ma almeno ho capito perché si sbattevano tanto sul palco. Dall’ultima considerazione si è capito che a me la canzone di Tricarico è piaciuta tantissimo, una poesia in piena regola. E mi ha stupita Skin ospite a Quelli che il calcio…. che ne ha cantato la strofa, a memoria e in italiano. Come mi è piaciuta la canzone di Max Gazzè, come al solito dal testo interessante e mai banale, e anche Eugenio Bennato e Sergio Cammariere meritavano di più.
Chiudo con una banalità: a me che una schiacquetta con una canzone neo-melodica-napoletana-tradotta-in-italiano si piazzi al secondo posto fa solo venire il vomito.

6 pensieri su “Perchè Sanremo è Sanremo

  1. Sai che non ci credo?
    Per una volta siamo daccordo!
    L’unica cosa è peccato che Tricarico abbia steccato mentre cantava.
    Smack Bk

  2. Io capisco benissimo il bisogno di canzoni “impegnate” dove il testo e’ meraviglioso, pieno di contenuti e di grandi “sensazioni” … pero’ mi piace anche pensare che nella conzone si debba, come hai detto tu, ascoltare e ascoltare non solo le parole ma la musica che dovrebbe essere veramente la base fondamentale di una canzone e anche la voce che e’ pure essa fondamentale … quando il vituperato Gio’ Di Tonno riesce ad avere piu'”scale” di altri e ad avere un excursus vocale notevole senza setccare … beh, allora possiamo veramente dire che e’ una voce bellissima con una musicalita’ notevole … poi la canzone puo’ piacere o no ma ci troviamo veramente di fronte ad una esibizione canora completa !!!!!! Con le belle parole si possono anche scrivere bellissime poesie, romanzi, strambotti e quant’altro !!!!!!! Pensiamo anche alla musica … alla voce … all’esibizione … all’interpretazione …

  3. sai, credo esiste una certa differenza fra una bella canzone e una bella esecuzione. volendo creare un paradosso: fiorella mannoia che intepreta “quello che le donne non dicono” di ruggeri suscita emozione, la stessa canzone interpretata da una delle protagoniste di amici di maria de filippi, pur se intonata, non lascia impronte nell’anima. questo per dire che l’interpretazione del duo non mi è piaciuta. mi è parsa sterile, artefatta, creata per lo spettacolo in quel momento. mentre artisti come qualcuno di quelli già citati ma anche un grignani o un mario venuti mi sono sembrati più veri e degni di nota, a prescindere dal fatto se picciono o meno.

  4. Veramente ha detto “stronzi”…
    un pò a tutta l’organizzazione secondo me.
    La risentirò incisa la canzone di Tricarico.
    Chissà com’è…

  5. io ho cominciato a vomitare in prima serata, nei primi dieci minuti, davanti al patetico sketch dei “tanti” Baudo che si riproducono!Non c’era niente da ridere!Baudo ha rotto con la sua omnipresenza. Sanremo, basta che se ne parli…A me la formula è diventata intollerabile. Non si possono neanche più presentare canzoni impegnate senza che nel contesto appaiano banali e fuori luogo.Sanremo rimane in linea con la nostra mancanza di coraggio e immaginazione! Salutissimi daniela

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi