Ordine e disciplina

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Tre anni di scuole medie voto OTTIMO, cinque anni di scuole superiori voto 60/60, laurea presa in corso con 102/110 mi hanno preparato al compito della mattinata: preparare cartelline in cui inserire documenti da sistemare in rigoroso ordine di codice.
Devo ammettere che chi dichiara che la scuola italiana è molto scollata dalla realtà lavorativa italiana ha perfettamente ragione.

16 pensieri su “Ordine e disciplina

  1. credo che nella vita lavorativa succeda spesso di dover fare cose che si ritengono inadeguate alle proprie competenze … pero’ non ci si deve sentire sviliti e sottovalutati, tutte le esperienze servono nella vita … il lavoro nobilita !!!! ^_^_^_^_^_^

  2. diabolik sai a cosa mi riferisco…e non fare il buonista con loro…

    juliet, cosa vuoi dire? che me lo merito queso trattamento? ^____^

  3. Cara marlene, chi dice che bisogna fare tutte le esperienze è ipocrita.

    Se ci si sente poco adatti o immeritevoli di una mansione o lavoro è meglio lasciar perdere e rincorrere e stare dietro alle proprie aspirazioni. Occorre essere ambiziosi e valorizzare le proprie capacità, non adeguarle a compiti che le sviliscano.

    Chi è un matematico non può fare il receptionist in un hotel o il bagnino in una piscina.

    Però se questo è, allora c’è un “guasto” imputabile solo per metà a quella parte di mondo sciaugurato del lavoro.

    Occorre ribellarsi, controbattere, farsi valere, prevalere, dimostrare.

    Ecco che così potremo vedere l’occio di Ismaele e i mediocri venire a galla come corpi restituiti dal mare nel giorno della riscossa. Quando l’essere avrà prevalso sul sembrare.

    Ferragus

  4. caro Ferragus, avrei mille modi per risponderti, ma nessun argomento sarebbe abbastanza convincente. a volte si fanno delle cose perchè si devono fare e basta, e combattere e agitarsi e parlare o anche urlare diventa inutile se non anche controproducente. fai bene a dire che uno non dovrebbe adattarsi, ma farsi valere, ma esiste un gap fra vita e vita lavorativa, e se hai mai cercato da lavorare ne dovresti sapere qualcosa.

  5. Marlene, quello che dici è vero solo per metà.
    Credo occorra fare un’analisi più articolata.

    Il gap tra vita lavorativa e vita esiste solo stante determinate condizioni di partenza.

    Caso 1: lavoro sostituibile.
    Se tu sei specializzata in fisica delle particelle però non brilli e non ti distingui, cioè sei una delle tante allora ti ritroverai a fare un lavoro da segretaria d’azienda e ovviamente, in questo caso, sarai ampiamente sostituibile con mille altri. Qui le curve di indifferenza hanno significato. Ecco che vale il gap di cui parlavi.

    Caso 2: lavoro non sostituibile.
    Se tu sei un matematico e lavori in una società di informatica, ti occupi di sistemi di crittografia e porti l’azienda a risultati evidenti beh sarà un pò difficile che tu venga sostituita con chiunque altro. Anzi in questo caso sarai tu a dettare le condizioni al tuo datore di lavoro.
    Qui il gap di cui parli è inesistente.

    Io ho riportato due casi-tipo, ma ovviamente puoi adattarli a qualsiasi tipo di lavoro anche aggiungendo altre variabili che portano chi lavora a rientrare in uno dei due casi.

    Ferragus

  6. ferragus come condizioni di partenza intendevo altre cose, per esempio da che tipo di famiglia uno parte. se hai una famiglia che ti supporta nella ricerca della condizione ideale, sovvenzionando i tuoi sogni allora puoi dettare regole. ma se sai che se perdi quella cosa che hai non hai nulla vivi con più paura. oppure se aspiri ad eccellere in un campo dove nessun corso di studi può aiutarti, ma solo se ti fanno fare esperienza e magari per accedere a quel tipo di esperienza devi avere la “famosa” pedata nel sedere, vuoi perchè i posti sono pochi, vuoi perchè sono posti ambiti. se andiamo nel campo scientifico posso anche darti ragione, e comunque è annosa la problematica della fuga dei cervelli. Insomma la discussione è lunga, molto lunga. so solo che nonostante tutto io continuo a resistere e a combattere. i momenti di sconforto di ieri sono, appunto, solo momenti. e diabolik lo sa….

  7. Marlene, certo la famigerata problematica delle “raccomandazioni” purtroppo è un problema tristemente reale, in certe zone d’Italia poi è un dramma. Eh sì, hai ragione te a dire che se non conosci il politico di turno non hai accesso a nulla. Ma in questo caso il discorso cambia. E bisogna parlare di cattiva politica, è tutt’un altro discorso.

    Per quanto riguarda la fuga dei cervelli nella storia si verificò per diversi motivi soprattutto di ordine scientifico (solo ultimamente per ragioni occupazionali).

    Per tutto il resto ti capisco e mi immedesimo in quello che provi. E non posso che essere d’accordo con te. Continua, vai avanti, insisti.

    Ferragus

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi