

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for febbraio 13th, 2008
30 giorni di buio (2008)
Author: Marlene
Adoro i vampiri. Adoro la loro poesia. Mi eccita la loro cattiveria romantica. E il morso metafora dell’amore che fa soffrire, del piacere che sfuma nel dolore, Concedersi non è immune da possibili sofferenze.
Poi guardo un film come “30 giorni di buio” e vorrei picchiare Sam Raimi per avere dato soldi ad un film pieno zeppo di stereotipi da film horror.
Gruppetto di malcapitati sopravvissuti isolati, spessore psicolgico dei protagonisti vicino allo zero assoluto, indizi disseminati qua e là che non hai neanche il gusto di vedere dove vuole andare a parare perchè lo si sa già.
Vi avevo già parlato della sospensione di incredulità, vero? Qui il giochetto non riesce. Nella scena in cui nell’emporio incrociano un vampiro-bambina, la uccidono fra urla e strepiti disumani da parte del mostro, e urla e strepiti umani da parte del gruppo: possibile che il branco di vampiri non senta e accorra in soccoso di una di loro? E poi: fanno vedere che i vampiri utilizzano una umana come esca per far uscire i superstiti allo scoperto. Una mezz’oretta dopo rifanno il giochetto con un bimbo e la protagonista ci casca? Gli sceneggiatori non hanno fiducia nelle nostre capacità intellettive.
Nella scelta narrativa non sono neanche riuscita a comprendere le scene in cui i vampiri “dialogano” fra loro o primi piani in cui sembra che parlino da soli, semplicemente perchè sono incomprensibili, e non è un film sugli alieni.
Tra scene che sembrano slegate fra loro ed espedienti visti in molte altre pellicole di genere, si arriva faticosamente al finale consolatorio. L’eroe di turno si immola per salvare il gruppo, l’ultima notte prima dell’alba. Scelta di dubbia utilità, considerato che uccide solo il capo del branco, che continuerà ad impazzare disseminando morte.
read comments (8)






